DIPLOMATICI AL LAVORO

Aeroporto d’Abruzzo, mentre si discute le compagnie attuano i tagli promessi

Ieri l’ultimo incontro con Alitalia che porterà ad ulteriori… concertazioni

Redazione Pdn

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ABRUZZO. Risultati ottenuti? Si continuerà a parlare, a discutere, a mediare, a cercare di trovare una via di uscita utile ad entrambe le parti. In pratica, ad ora, risultati zero.

Poche righe di comunicato sono pure troppe per l’incontro tanto atteso tra Regione Abruzzo, Umbria, Saga ed i vertici di Alitalia per la riattivazione dei voli già tagliati da Pescara e Perugia.

Il presidente D’Alfonso  annuncia che si insedierà «un gruppo di lavoro che studi i numeri del dossier per la sostenibilità per la connettività e la partnership tra Alitalia, Regione Abruzzo e Regione Umbria».

«E’ stata una riunione importante e fruttuosa – ha detto il governatore al termine del vertice – poiché si è stabilito di insediare un gruppo di lavoro che studi i numeri del dossier per verificare il collegamento aereo
Pescara-Roma e Perugia-Roma e di ricercare con quale sostenibilità, con quale vettore e con quale partnership realizzarlo. Come Regioni Abruzzo e Umbria intendiamo scommettere sul collegamento con Roma come hub per il mondo».

Chissà se anche Alitalia vorrà scommettere.

Purtroppo le frasi di circostanza non lasciano troppa speranza ad una soluzione positiva per l’Abruzzo.

Per Alitalia si sono scomodati ieri l’amministratore delegato Cramer Ball, il direttore della strategia e pianificazione John Shepley e la vicepresidente Claudia Bugno.

Sono state spiegate da parte della compagnia le ragioni dei tagli del volo per Fiumicino dopo appena un anno e le ragioni per cui si è deciso di interrompere il lancio della tratta ancora in start up (Pescara non è aeroporto appetibile ed hanno deciso di scommettere su altri….).

Il prossimo tavolo dovrà cercare di trovare e poi discutere quali siano gli interessi comuni tra le parti per arrivare davvero ad una composizione che faccia meno male delle cesure nette attuate in questo periodo.

 Persino la Saga ha comunicato in dieci righe i medesimi concetti

«L’Alitalia ha voluto confermare la volontà di proseguire sulla strada della collaborazione commerciale per lo sviluppo dei territori e del turismo incoming e si è detta pronta ad aprire un tavolo tecnico per analizzare l’esperienza appena concluso di un anno di attività sugli scali e di Pescara e Perugia finalizzato ad esplorare tutte le possibili soluzioni operative e commerciali per l’eventuale nuovo avviamento dei collegamenti aerei. Saga ha preso atto della positiva apertura e ha confermato la piena disponibilità ad avviare il confronto in tempi brevissimi, insieme all’aeroporto dell’Umbria, confermando la strategicità dei voli per l’hub intercontinentale di Fiumicino».

Queste sono le parole pesate nei comunicati ufficiali, scelte con cura e con grande fatica, visto che nulla di concreto ed utile è emerso.

E le parole perdono ulteriormente senso se si guardano i risultati: la tratta di Fiumicino è stata cancellata ancor prima di quanto annunciato lasciando in difficoltà chi aveva già prenotato il biglietto e che ora, invece dell’aereo, dovrà prendere il bus messo a disposizione da Alitalia. E poi la tratta è stata cancellata mentre era già stato preso l’appuntamento per l’incontro tenutosi ieri, che per alcuni è stato un vero e proprio segnale deflagrante sulla qualità del rapporto tra Saga e Alitalia.

Dunque i fatti sono questi e le chiacchiere stanno a zero.

Almeno continueremo a sperare che qualcosa di buono possa ancora accadere. Ma tutto appare così precario e nebuloso.


RYANAIR NON SI FERMA

Si attende anche che Ryanair receda dalla decisione presa di smobilitare la base di Pescara e a giorni alterni sulla stampa manda messaggi chiari al Governo: “dateci i soldi e rimarremo”. Ma il governo fino ad ora non si è mosso ma sta per farlo.

Gli irlandesi, invece, sono più veloci ed hanno già ricollocato buona parte della forza lavoro della ex base pescarese nelle altre basi italiane, come dire che il personale di sicuro andrà via dopo l’estate. Inoltre negli ultimi giorni sono state fatte diverse operazioni che riguardano il settore manutenzione di Ryanair: alcuni contratti sono stati mutati e così chi prima si occupava di controllare gli aeromobili in arrivo e in partenza ora dovrà occuparsi di altro. Anche lo stesso magazzino con i pezzi di ricambio per gli aerei di Ryanair è stato smobilitato perché quei pezzi a Pescara non servono più.

Insomma, nonostante gli annunci trionfanti della politica, gli incontri con gli irlandesi non hanno sortito neppure un congelamento delle decisioni prese, anzi, tutto procede come se nulla fosse e come se non ci fosse alcuna trattativa aperta.  

E contemporaneamente rimangono tutte le grane insolute del passato sulla gestione e le spese della Saga ma anche quelle nuove che il presidente Mattoscio ed il direttore Ciarlini oggi si ritrovano a dover affrontare e che riguardano le ultime scelte dell’aeroporto.


TORINO CARINO

Per esempio il volo con Torino.

Dopo un battage di circa un anno per cui un gruppo virtuale di possibili passeggeri su Facebook ha premuto per istituire il collegamento Pescara-Torino è arrivata la Blue Air compagnia low cost che ha deciso per tre collegamenti settimanali con un aeromobile molto grande e costoso. Qualcuno dice sovradimensionato, il che significa che i costi sono molto elevati e per arrivare al pareggio (e non perderci) ci sarà bisogno di molti passeggeri a volo.

E Saga non ha nemmeno pubblicizzato la tratta e in queste condizioni i “molti passeggeri” non ci saranno e si dovranno ipotizzare perdite ed il volo non durerà a lungo.

Ovviamente Saga non ha fatto pubblicità perché non ci sono soldi e questo per le ragioni ormai note che riguardano passato e presente….

Forse la decisione presa è stata un tantino affrettata e sull’onda dell’emozione o della speranza di qualche decina di attivisti molto social ma forse occorreva una ricerca di mercato un po’ più attenta per stimare il flusso di possibili passeggeri e meglio calibrare l’investimento ed il suo equilibrio. Del resto anche agli inizi del 2000 l’allora Airone cercò di interessarsi alla tratta ma poi non se ne fece più nulla perché non redditizia. E di recente anche Air Valleè ci ha provato ed è durata lo spazio di qualche decollo.  

E l’altro collegamento sbandierato con enfasi, quello con Spalato?

Nonostante l’idrovolante possa trasportare solo una ventina di persone ieri erano appena … due.

Quanto durerà? E’ chiaro che l’aeroporto d’Abruzzo non può permettersi di perdere i voli di Ryanair più gli altri collegamenti importanti come Fiumicino e nemmeno quelli nuovi perché il 2015 potrebbe essere l’ultimo anno glorioso in cui i passeggeri transitati hanno toccato quota 600mila.

Se qualcosa andrà storto per il 2016 i passeggeri potrebbero scendere a 400mila. Se le cose non dovessero migliorare per il 2017 potrebbero persino essere intorno a 100mila.

A quel punto sarà difficilissimo intavolare ogni tipo di discorso relativo ad investimenti, finanziamenti e difesa ad oltranza di chi ha reso possibile tutto questo.