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Maxi ospedale Maltauro: la società di gestione e le altre spese dell’accordo segreto

Ecco il piano economico e finanziario integrale pubblicato in anteprima

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CHIETI. Un ospedale nuovo di zecca a Chieti, da costruire al posto del SS. Annunziata che è «vecchio», «cadente» e ormai «inadeguato».

Era stato proprio PrimaDaNoi.it nell’aprile del 2014 a lanciare la notizia del project financing presentato dalla cordata di imprese capitanata dal Gruppo Maltauro e oggi, in esclusiva, pubblichiamo altre foto e la relazione del Piano Economico e Finanziario (Pef) del progetto.

Si tratta del documento sul quale poi si fonderà l’accordo tra privati e pubblico per la costruzione e gestione di doversi servizi e dove i numeri descrivono spese e guadagni dell’operazione.

Il nuovo ospedale in realtà nascerà sulle macerie del vecchio SS Annunziata di Chieti dopo un imponente progetto di demolizione, ristrutturazione e nuova costruzione di alcuni edifici nell’area dei parcheggi, come si legge nel Pef presentato dai proponenti Maltauro spa., Finanza e Progetti s.p.a. e A.B.C. Nocivelli S.p.a. in collaborazione con Studio Altieri, dal costo totale costruzione di 143 milioni di euro più Iva, 36,5 milioni di spese tecniche e progettazione, 22,2 milioni di «costi di proposta, sviluppo e assicurazioni».

Alla fine all’importo complessivo di 201 milioni, aggiungendo Iva, interessi e costi finanziari si raggiunge la cifra “definitiva” di 278 milioni di euro.

Soldi che saranno per lo più a carico del privato che, però, non funge da benefattore e dunque recupera e guadagna su altre voci e concessioni.

La struttura del project financing (una forma contrattuale degli anni 90 non più considerata idonea né la migliore) si basa su delicati equilibri per bilanciare rischi e oneri tra privato e pubblico ma non è affatto corretto dire che un’opera pubblica costruita con questo metodo sia «a costo zero» per le casse pubbliche, come pure si sono affrettati a dire Paolucci e D’Alfonso.

Sono molte, invece, le spese ed i costi, spesso non sempre chiari e persino crescenti o basati su variabili incerte. E’ un meccanismo complesso e non sempre limpido o immediatamente comprensibile che macina soldi che finiscono nelle tasche dei privati in un vincolo indissolubile trentennale tra pubblico e privato.

Dunque è vero che anche nel caso del maxi ospedale di Maltauro nessun costo sarà scaricato sul contribuente?

A leggere il Piano economico e finanziario pare proprio di no.

Il privato in realtà investirà e rischierà capitali propri solo per 54,3 mln di euro mentre tutto il resto sarà finanziato da tre linee di credito sulle quali si pagheranno salatissimi interessi.

Nel documento che PrimaDaNoi.it pubblica in anteprima si legge:

«Il Piano Economico e Finanziario (“PEF”) si articola in un periodo di progettazione, un periodo di costruzione e un periodo di gestione, che, nel complesso, portano ad una durata della Concessione (progettazione, costruzione e gestione) pari a 30 anni (360 mesi), a partire dal giorno di firma della Concessione (01/07/2016) fino all’ultimo giorno di validità della Concessione e della gestione dei servizi (30/06/2046)».

Il documento porta la data di aprile 2014 (periodo in cui è arrivata alla Asl di Chieti la proposta Maltauro, non si sa da chi richiesta e formulata non si sa su quali basi e dati forniti da chi) ed è sorprendente che con una preveggenza di due anni si stabilisce che il giorno della firma della concessione sarà il 1 luglio 2016, senza nemmeno un minimo tentennamento né sulla data né su possibili intoppi della procedura o fattibilità dell’opera. Nessun dubbio.

Così come si prevede di iniziare i lavorio il 2 gennaio 2017.

«La durata della Fase 1 di costruzione è pari a 50 mesi, con termine il 28/02/2021. L’inizio della Fase 2 di costruzione è previsto per il 01/04/2021, con una durata pari a 12 mesi, con termine il 31/03/2022, comprensiva di collaudi e consegna delle aree al Concedente. Le attività di gestione di Fase 1 hanno inizio il 01/03/2021 e terminano il 31/03/2022. Le attività di gestione di Fase 2 hanno inizio il 01/04/2022 e terminano il 30/06/2046».

Nel dettaglio le scansioni temporali sono le seguenti


- Luglio-Dicembre 2016: sviluppo e approvazione Progettazione Definitiva
- Gennaio-Giugno 2017: sviluppo e approvazione della Progettazione Esecutiva
- Luglio-Dicembre 2016: sviluppo e approvazione di Progettazione Definitiva ed Esecutiva delle fondazioni, consegna delle aree
- Gennaio 2017: avvio dell’esecuzione dei lavori da parte del Concessionario, a partire dal Progetto Esecutivo delle fondazioni;
- 31/03/2022: termine per l’ultimazione dei lavori e consegna finale delle opere al Concedente

§ Per quanto riguarda le altre attività previste dalla Concessione:
- Luglio 2016:
- attivazione del Servizio di Pulizie, Manutenzioni Edili, Manutenzione Aree Verdi e Servizio Energia e Manutenzione Impianti
- la fornitura di arredi e attrezzature medicali al Concedente e l’avvio di attività commerciali realizzate all’interno del comprensorio dell’Ospedale di Chieti
- Gennaio 2017: attivazione del Servizio di Manutenzione Tecnica Apparecchiature Medicali
- Marzo 2021 (Inizio della Gestione di Fase 1):
- attivazione servizi Lavanolo, Logistica, Ristorazione, Gestione dei Laboratori di biochimica e Servizio di Gestione Tecnica ed Amministrativa di Radiologia e Medicina Nucleare
- Decorrenza del canone di disponibilità di Fase 1 al Concessionario,
- Attivazione del parcheggio a pagamento e di parte degli spazi commerciali
- Aprile 2022 (Inizio della Gestione di Fase 2):
- Decorrenza del canone di disponibilità di Fase 2, aggiuntivo rispetto al canone di disponibilità di Fase 1

Dunque appena firmata la convenzione, prima ancora della prima pietra, il privato inizierà subito con la gestione di molti servizi come pulizie, manutenzioni edilizie ma anche fornitura di attrezzature medicali (solo quest’ultima voce per 25 mln di euro) o attività commerciali all’interno del nosocomio.

Per quanto riguarda i costi degli investimenti e dunque del nuovo ospedale i costi sono i seguenti:

Edifici civili e industriali € 83.050.000,00
Demolizione di opere € 6.600.000,00
Verde e arredo urbano € 1.650.000,00
Impianti tecnologici € 63.580.000,00
Impianti elettromeccanici trasportatori € 2.420.000,00

TOTALE Importo Lavori € 157.300.000,00

LA SOCIETA’ MANGIASOLDI

Oltre a queste spese il fulcro di tutta l’operazione finanziarie ed edilizia è la “società di progetto”; una nuova società che avrà il compito di seguire la costruzione del nuovo ospedale e di curarne poi la gestione. Si tratta di un organismo nuovo che prima non c’era che dovrebbe essere formato da componenti private e pubbliche e nel quale confluiranno presumibilmente dipendenti, manager e professionisti nominati dalla cordata di imprenditori ed una manciata di altri personaggi “consigliati” caldamente dalla politica.

La “Società di Progetto” dovrà gestire per i successivi 30 anni gran parte dei servizi connessi ed ovviamente avrà un costo che ad ora è stimato in 1,6 milioni di euro all’anno più iva e solo per il suo funzionamento di cui 500 mila per la gestione amministrativa e finanziaria, 610 mila per direttore generale e staff.

Dunque prima ancora di costruire il nuovo ospedale possiamo già dire che con il project financing si è riusciti a creare una macchina mangiasoldi che avrà vita lunga e supererà le prossime due o tre generazioni di amministratori.

Ma chi paga?

Direttore generale, staff e “società di progetto” dell’ospedale saranno completamente a carico dei contribuenti, nonostante gli abruzzesi paghino già profumatamente e con le loro tasse i dirigenti Asl: Direttore generale, Direttore Sanitario e Direttore Amministrativo.

Così potrebbe darsi che tale società possa diventare il prossimo maxicarrozzone abruzzese dove si potranno sistemare magari avvocati, commercialisti, professionisti amici, dipendenti e tutto il resto di cui sarà capace la politica locale.

Eppure questo aspetto sembra essere solo la punta dell’iceberg perchè a fronte della costruzione e ristrutturazione del nuovo Ospedale di Chieti, la Asl Chieti-Lanciano-Vasto pagherà salatissimi corrispettivi per 30 anni, anch’essi ovviamente a carico dei contribuenti.

Insomma, si delinea all’orizzonte l’ennesima speculazione dove il privato guadagna sicuramente a fronte di un’opera e servizi che sono tutti da verificare mentre l’attuale classe dirigente a tutti i livelli non sembra essersi posta sulla posizione “critica” ma costruttiva avendo accettato fin dall’inizio con eccessiva benevolenza la proposta venuta dal nulla della ditta che, invece, -a torto o a ragione- avrebbe dovuto indurre almeno qualche riflessione e cautela maggiore.

E tutto sembra l’inizio di un film già visto troppe volte; quello dove il privato più bravo e con maggiori aderenze riesce a fare quello che vuole nella nostra regione senza una vera guida e controlli pubblici.

Quelli che seguiranno da oggi in poi saranno atti, decisioni e spese che, per le loro modalità e la loro essenza, andrebbero chiarite e verificate con attenzione, perchè si rischia di far passare per “progetto a costo zero” per la collettività quello che, in realtà, appare come una delle più grandi speculazioni finanziarie che si siano mai viste in Abruzzo.

Come proseguirà questa nuova grande storia abruzzese non lo sappiamo.

Sappiamo tuttavia che è cominciata con il piede sbagliato e cioè con una grande opacità che ricorda tempi passati e ingialliti dove la politica poteva gestire tutto tra le segrete stanze, non c’erano leggi sulla trasparenza, né obblighi di pubblicazione degli atti, non c’era il web ed i cittadini non avevano mai sentito parlare di trasparenza.

Oggi è diverso, non molto ma qualcosa è cambiato, ed anche certe operazioni dovranno fare i conti con i nostri tempi, le risorse immense della conoscenza e della condivisione facilitate dal web.

Vorrà pur dire qualcosa se ancora una volta è PrimaDaNoi.it a pubblicare documenti rilevantissimi dal punto di vista pubblico che meriterebbero una amplissima diffusione e discussione che gli amministratori pubblici dovrebbero sentire l’obbligo di avviare i quali evidentemente non trovano alcun interesse a farlo.

Alessandro Biancardi

MALTAURO Relazione Al PEF_Ospedale_Chieti by PrimaDaNoi.it