LA PROTESTA

Balneari scendono in piazza, aperto dialogo con governo

Regioni chiedono tavolo immediato a ministero su Bolkestein

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ROMA. «Non potevamo aspettarci di più».

 Gli operatori balneari sono scesi in piazza a Roma, per protestare contro la direttiva Bolkestein e scongiurare che le concessioni demaniali finiscano all'asta a partire dal 2020. Ma in un incontro con il ministro agli Affari Regionali Enrico Costa, sono stati ascoltati e rassicurati sull'apertura di un confronto in conferenza Stato-Regioni.

«Non è usuale che un ministro ci tenga a un tavolo per un'ora insieme con i dirigenti e con un sottosegretario per capire bene il problema, le nostre proposte, le ragioni e le motivazioni della nostra protesta», ha detto Riccardo Borgo, presidente nazionale del Sindacato Italiano Balneari Confcommercio, che ha organizzato il presidio insieme con Fipe Confcommercio, Fiba Confesercenti, Assobalneari Italia Confindustria e Oasi Confartigianato.

Quel che si aspettano i rappresentanti delle 30.000 aziende balneari italiane è una legge di riforma, «perché le imprese non investono, i figli si disinnamorano dell'attività e non possiamo andare avanti così».

«Non siamo innamorati delle nostre proposte, siamo disponibili a ragionare su tutto - ha detto Borgo - purché l'obiettivo sia continuare a dare futuro a queste imprese».

 La stessa linea è condivisa dagli assessori regionali, che hanno partecipato alla giornata di dialogo riunendosi a Roma. Le differenze ci sono: la «via d'uscita» avanzata dalla Toscana, che propone di rinnovare la concessione da sei a 20 anni a chi presenterà un piano di investimenti, non convince tutti i partecipanti al tavolo interregionale, come pure la proposta di prorogare tout court le concessioni per almeno 30 anni da parte della Regione Liguria che, del tutto contraria alle gare, non nasconde di aver «pronta una legge regionale nel caso in cui il Governo non facesse la sua parte». Ma anziché creare fazioni, si è deciso di fare squadra sui punti condivisi, primo fra tutti il documento approvato nel 2015 che, pur non specificando l'arco temporale, parla di una proroga delle concessioni.

L'occasione di far fronte comune è soprattutto «la disponibilità del ministro Costa», visto che «in questi anni - ha sottolineato l'assessore all'urbanistica della Regione Liguria Marco Scajola - il Governo non ci aveva mai dato un interlocutore preciso».

 Ma prima di discuterne in conferenza Stato-Regioni, gli assessori chiedono immediatamente l'apertura di un tavolo interdisciplinare ristretto, composto da due rappresentanti, la Liguria e l'Emilia Romagna, e dal ministro agli Affari Regionali: l'intento è quello di capire la direzione del Governo prima di avanzare proposte dettagliate.

«Una volta ascoltato il ministro - ha spiegato l'assessore ligure - ci riuniremo di nuovo in conferenza Stato-Regioni e ci confronteremo sapendo quello che vuole fare il Governo e esponendo ognuno la propria posizione».

 Intanto, sulla questione, incombe l'attesa del verdetto della Corte di Giustizia Europea che dovrà esprimersi sulle attuali proroghe al 2020: una spada di Damocle per la maggioranza delle imprese balneari che rischiano di essere messe da subito a gara senza alcun diritto di opzione da parte dei concessionari.