TERRA BRUCIATA

Tutti contro D’Alfonso: «nessuna deroga sui rimboschimenti vietati»

Nel giorno del Tavolo voluto da D’Alfonso associazioni, ambientalisti e partiti politici contro la proposta

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ABRUZZO. Sit-in di protesta oggi pomeriggio sotto il Palazzo della Regione Abruzzo in viale Bovio a Pescara in concomitanza con il tavolo tecnico per il rimboschimento promosso da Luciano D'Alfonso.

Un rimboschimento che non piace agli ambientalisti perché farebbe male non solo alle casse pubbliche ma anche ai boschi stessi, come già denunciato nei giorni scorsi dal Wwf.

Da settimane anche la Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus e Nuovo Senso Civico Onlus ripetono «l'assurdità» delle proposte arrivate da esponenti dalla Regione Abruzzo, già con un primo comunicato del 24 agosto scorso.

Le due associazioni citano casi «concreti ed inoppugnabili» che dimostrano la capacità del bosco e delle praterie di riprendersi le superfici distrutte dall'azione degli incendiari, dei piromani o di stolti fruitori della montagna (per gli incendi colposi).

Le foto raccolte in questi giorni dai soci delle due associazione alle Gole di Tremonti a Bussi (PE), al versante dell'Atessa nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, zone percorse dagli incendi nel 2007, oltre che alla Plaia ad Introdacqua (con incendio di circa 25 anni fa) dimostrano in maniera inequivocabile che, anche a quote elevate e in situazione di forte acclività e scarso suolo, faggi, pini e tante altre specie di arbusti ricolonizzano velocemente i terreni.

Le associazioni in una lettera chiedono di restringere gli interventi post-incendio a pochissimi e limitati casi a difesa del suolo nei punti a maggiore pendenza e nei pressi di centri abitati e strade più esposti, puntando soprattutto ad iniziative puntuali, di rapida esecuzione e poco onerose.


LE RISPOSTE NON ARRIVANO

Intanto ieri non si sono presentati in Commissione Vigilanza l’assessore regionale Dino Pepe e il direttore del Dipartimento Politiche agricole Antonio Di Paolo, entrambi convocati per esaminare e chiarire circa la situazione di alcuni bandi del Programma di Sviluppo Rurale e nello specifico quello relativo alla Misura 8.3.1 inerente la prevenzione degli incendi.

Il presidente Mauro Febbo parla di assenze «ingiustificabili e gravi» su un argomento di «vitale importanza che interessa migliaia di abruzzesi e coinvolge ampi territori regionali».

«Inoltre, il confronto con Pepe e Di Paolo in Commissione sarebbe servito - spiega Febbo - per conoscere la posizione ed il pensiero che svilupperanno proprio durante l'incontro voluto fortemente dal Presidente D'Alfonso per affrontare i danni causati dagli incendi al nostro patrimonio boschivo, naturale e ambientale».

Secondo Febbo ci sono dei ritardi imperdonabili come non aver fatto uscire alcune specifiche misure del PSR, con una dotazione finanziaria di 9.000.000 euro (meno di un terzo della passata legislatura) per mitigare e prevenire incendi con idonee azioni in zone montane e boschive.

«In questo contesto», commenta Marco Fars di Rifondazione Comunista, «sono sconcertanti a disastro in corso le supercazzole e le forzature del presidente D’Alfonso sui rimboschimenti veloci, vietati per legge nei 5 anni successivi agli eventi proprio per disincentivare il business delle piantumazioni boschive. Appare inquietante che il vertice delle istituzioni regionali non si accorga, così facendo, di correre il rischio di alimentare gli appetiti criminosi».

Anche il M5S torna di nuovo sulla questione dei rimboschimenti post-incendio promossi dal Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. A farlo in una dura nota è il Consigliere M5S, Sara Marcozzi che sottolinea: «la legge è chiara e tiene conto dei numerosi studi che dimostrano che i rimboschimenti artificiali post-incendio hanno provocato più danni che utilità alle aree interessate». Inoltre «il business del rimboschimento artificiale fa gola a numerosi portatori d’interesse. Un piano per il rimboschimento vale almeno 300 milioni di euro. Soldi che potrebbero facilmente essere oggetto di speculazioni e azioni di sciacallaggio da parte di società e cooperative forestali che si occupano di rimboschimento. Non a caso, il legislatore ha inteso introdurre il divieto di rimboschimento nei primi 5 anni successivi all’evento incendiario. Per queste ragioni le parole del Presidente D’Alfonso e dell’Assessore Gerosolimo sull’immediato rimboschimento non possono che essere frutto di mera propaganda elettorale oppure di profonda ignoranza etica e legislativa. Le opere di rimboschimento naturale sopra elencate costerebbero di meno ai cittadini abruzzesi e avrebbero migliori effetti sui nostri boschi».