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#NoHubdelgas: in 10mila alla manifestazione di Sulmona

Corteo protesta con associazioni ambientaliste e sindaci

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SULMONA. Striscioni, slogan, canti, sfottò, coscienza civile e partecipazione. C’era tanta gente questo pomeriggio a Sulmona dove molti abruzzesi si sono ritrovati per manifestare contro le imposizioni del governo, della politica e contro amministratori troppo morbidi verso i colossi pronti a colonizzare i territori senza nemmeno chiedere permesso.

Molti i gruppi arrivati anche da fuori regione come la Puglia per esempio impegnata in una battaglia molto più aspra contro la Tap, il gasdotto che arriva via mare ed approda nelle bellissime spiegge pugliesi per poi risalire la dorsale appenninica.

Secondo le forze dell’ordine c’erano circa seimila persone, secondo gli organizzatori più di 10mila.

Tutti  hanno sfilato per le strade di Sulmona per dire 'no' alla realizzazione della centrale di compressione a servizio del metanodotto Brindisi-Minerbio che la Snam vorrebbe realizzare nel capoluogo peligno. No anche la gasdotto che taglia in due l’Abruzzo e che non porta nulla di buono per il territorio, tra l’altro indicato come a forte rischio sismico.

Il corteo aperto dal Coordinamento No Hub del Gas si è sviluppato per circa un chilometro ed era composto oltre che dalle varie associazioni ambientaliste anche da circa 60 amministratori e sindaci dei Comuni del centro Abruzzo e delle Regioni attraversate dal metanodotto.

Presenti anche Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo, il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, e vari parlamentari, tra i quali Stefania Pezzopane, Gabriella Di Girolamo, Gianfranco Rotondi e Nazario Pagano. Il corteo approderà in piazza Garibaldi dove ci saranno i vari interventi dei partecipanti.

Imponente lo spiegamento di forze e la polizia in tenuta antisommossa ma la manifestazione è stata allegra, pacifica e corretta senza alcun tipo di scontro o frizione.


«400 istituzioni ed organizzazioni da tutta Italia in corteo per dire No alla centrale, al gasdotto e ai progetti "fossili" e SÌ alle opere utili, da quelle necessarie all'abbandono degli idrocarburi al risanamento del territorio, dalla valorizzazione delle nostre bellezze alla prevenzione anti-sismica, a partire da scuole ed ospedali», dicono dal comitato, «una marea umana (stimati tenendo conto della lunghezza del corteo, della larghezza delle strade e dell'indice di occupazione del suolo), oltre ogni più rosea aspettativa, tantissimi cittadini e quasi 400 istituzioni ed organizzazioni (391 per la precisione) ha assunto una portata nazionale».

«È incredibile che il Governo, peraltro dimissionario e sconfitto», aggiungono gli organizzatori, «si muova con solerzia e zelo a favore di Snam pensando di imporre il "Gasdotto dei terremoti", che attraverserebbe ben tre crateri, L'Aquila, Amatrice e Norcia, nonché la Valle Peligna, una delle aree a maggior rischio sismico europeo. Snam sostiene che non ci sono rischi; peccato che dimentichi tutti gli incidenti che si susseguono in questi impianti, a partire dall'esplosione con 11 feriti avvenuta nel 2015 al gasdotto a Pineto. Si pensa all'enorme e costosissimo cantiere che attraverserebbe queste aree dimenticando tutto quello che vi è attorno» .

Snam in una nota ribadisce rispetto per le posizioni espresse in maniera civile e ribadisce la propria apertura al dialogo ma ribadendo la piena regolarità di tutto l’iter e l’assoluta mancanza di pericoli e inquinamento da parte della centrale di compressione.