PIOGGIA EUROPEA

Ue: dal 2015 scoperte da Gdf truffe e frodi per 900 milioni

Ieri evento conclusivo a L’Aquila per il progetto Ipa Adriatic

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ABRUZZO. Dall'inizio del 2015 ad oggi la Guardia di Finanza ha scoperto truffe e frodi per indebite richieste e percezioni di fondi dell'Unione europea per oltre 900 milioni, 500 dei quali relativi a fondi strutturali e alle spese dirette e 400 per risorse dedicate alle politiche agricole e della pesca.

Lo ha detto il comandante generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi nel corso del suo intervento all''Adriatic ipa cross-border cooperation 2007-2013' in corso ieri a L'Aquila ribadendo come la Gdf continuerà a fare «ogni sforzo per garantire al meglio la tutela della legalità economico-finanziaria» che rappresenta un «indispensabile fattore di garanzia per la crescita e lo sviluppo dell'Ue».

Dai dati resi noti dal generale Toschi emerge che in quasi due anni i finanzieri hanno effettuato quasi 7mila interventi nel settore delle uscite del bilancio dell'Unione europea, sequestrato profitti per circa 60 milioni e denunciato oltre 3mila persone per i reati di frode, malversazione ed indebita percezione di finanziamenti comunitari.



PROGETTI PER 224 MILIONI DI EURO
Il progetto Ipa Adriatic concluderà a marzo 2018 e ieri proprio a L’Aquila si è tenuto l’evento di chiusura.
«Come Europei abbiamo il dovere di capire come possiamo allargare i confini della nostra Unione, guardando in modo particolare a una regione complessa come quella dei Balcani», ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani anche lui presente ieri a L’Aquila.

IPA Adriatic Cross-Border Cooperation 2007-2013 è il più importante Programma di Cooperazione Territoriale Europea dell’area Adriatica, con uno stanziamento di circa  244.000.000 euro, nell’ambito del quale ha avuto un ruolo centrale la Regione Abruzzo.

Sono stati finanziati e portati a termine centinaia di progetti che hanno implicato la collaborazione stretta di oltre 750 partner appartenenti ai seguenti paesi: Albania, Bosnia, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia. Progetti che hanno avuto il fine ultimo di armonizzare i rapporti tra questi Paesi, concentrandosi svariate tematiche: dallo sviluppo delle infrastrutture e delle attività turistiche alla tutela delle coste; dalla salvaguardia dell’ambiente, alla gestione delle risorse naturali; dalla valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale alla ricerca.


«Progetti come questi - ha aggiunto Tajani - servono a far capire ai Balcani che noi abbiamo a cuore il loro destino e vogliamo che siano parte integrante dell'Europa di domani, perché anch'essi sono europei e certamente vivono una situazione di grande instabilità. Devono fare dei progressi per raggiungere tutti i criteri indispensabili per esserne parte, ma devono anche essere messi fuori dalla tentazione dei rischi che corrono nel momento in cui non soltanto i flussi migratori ma interessi extra europei cercano di mettere le mani sui Balcani. Non è un segreto che molto foreign fighters si stiano insediando in Kosovo e negli altri Paesi dei Balcani". Per il presidente dell’Europarlamento “occorre aumentare la lotta alla corruzione, contro le frodi e i flussi finanziari del terrorismo, ecco perché occorre moltiplicare gli sforzi per favorire sviluppo e integrazione europea di quei Paesi».



IL RUOLO DELLA GUARDIA DI FINANZA

 L'azione che svolge la Guardia di Finanza nella realizzazione di questo progetto è fondamentale secondo Tajani: «La Guardia di Finanza darà un contributo fondamentale anche per combattere la corruzione in quei Paesi».

Al termine del suo intervento Tajani ha anche ricordato l'impegno dell'Europa per le terre colpite dal sisma nel 2009 e poi nel 2016 e nel 2017, con particolare riferimento all'Abruzzo: «L’Europa è stata vicina a questa terra, ha erogato mezzo miliardo di euro dopo il terremoto del 2009. Cercheremo di fare in modo che l’Europa possa essere sempre amica di una terra così profondamente ferita».


DI SALVATORE: «LAVORARE ANCORA»


Soddisfatta delle parole del presidente del Parlamento europeo l'autorità di gestione del Programma Ipa Adriatic Cbc, Paola Di Salvatore: «Il presidente ha avuto parole straordinarie di grande fiducia e di speranza – ha detto Di Salvatore - oggi non è un addio ma un arrivederci, non possiamo lasciare che il patrimonio del programma di Ipa Adriatic termini a marzo 2018, ma dobbiamo lavorare per un futuro Ipa 2021-2027 perché l'area balcanica è un'area di grande convergenza con la politica europea».


Secondo il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli «Ipa Adriatic ha permesso di costruire integrazione culturale, geografica, politica, economica - ha detto - ora dobbiamo fare in modo che non si concluda la collaborazione fra 8 Paesi che hanno un mare in comune. Ci dev'essere l'impegno del sistema italiano a fare in modo che ci sia subito l'investimento a un altro progetto, per dare senso alla regione adriatico-ionico».


Il primo consigliere del Decano-Camera V, Corte dei Conti europea Gabriele Cipriani ha fatto un richiamo alla qualità amministrativa, mentre per il ministro per gli Affari europei della Repubblica di Montenegro Aleksandar Andrija Pejovic «il Montenegro sarà partner affidabile nel processo per l’integrazione europea». Infine, il vicepresidente dell’Euroregione Adriatico-Ionica Aldrin Dalipi ha sostenuto che «come Euroregione sosteniamo la ripresa del Programma per continuare a lavorare insieme su questo ponte di comunicazione e collaborazione».