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Renzi è arrivato in Abruzzo. Manager Denso durissimo: «vaffa….»

 Prima tappa a Pineto, poi Pescara e San Salvo

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ABRUZZO.  E' arrivato questa mattina alle 8.30 a Pineto l’ex premier Matteo Renzi a bordo del treno del Pd con il quale sta girando tutta Italia.

«Dobbiamo prendere appunti e capire», ha spiegato Renzi in merito alla decisione di visitare diverse realtà in tutta la penisola. Ad accoglierlo, al suo arrivo, il presidente della regione, Luciano D’Alfonso, esponenti del partito e consiglieri regionali.

L’ex capo del governo è stato accompagnato a Casa madre Ester. I ragazzi ospiti della struttura gli hanno consegnato una lettera chiedendo di mettere «i bimbi in cima ai tuoi pensieri».

Renzi si è dichiarato positivamente sorpreso in quanto «struttura d’eccellenza e modello per la tutela e la cura dei bambini». All’uscita si è poi intrattenuto con la cittadinanza che ha riempito la piazza antistante il centro.

A colpire il segretario del Partito Democratico «il clima sereno e tranquillo che ha caratterizzato la mattinata – come spiega il consigliere regionale Luciano Monticelli – oltre, ovviamente, all’esperienza unica del Centro Casa Madre Ester. Sono estremamente soddisfatto della riuscita di questa tappa, della quale, ne sono sicuro, il segretario porterà con sé un ottimo ricordo».

Come ribadito dallo stesso segretario all’arrivo a Scerne di Pineto, «i luoghi dai quali questo treno è partito sono quelli segnati dal terremoto, che versano in maggiore difficoltà. Dopo essere partiti dal Lazio e aver toccato le Marche, oggi siamo infatti in Abruzzo per conoscere le realtà di questo territorio e incontrare le persone vere».

La visita continuerà a Pescara, all'alberghiero De Cecco, poi andremo alla Pilkington.


IL MANAGER DENSO PROTESTA

Intanto non mancano le proteste: Marco Mari, capo del personale della Denso manufacturing, in un post su FB ha attaccato a muso duro il segretario del Partito Democratico a commento del comunicato dei Cobas Chieti-Vasto inviato alla stampa ieri che già era sembrato sufficientemente duro.

«Sentendomi in qualche modo “chiamato in causa”, posso affermare che personalmente e professionalmente non tributo nessun applauso a questo personaggio, anzi un “v**” glielo andrei a gridare volentieri, se non fosse che devo lavorare…».

Il dirigente dell'importante colosso giapponese della Valle del Trigno contattato dalla giornalista Antonia Schiavarelli ha confermato il suo giudizio negativo espresso nel suo commento: «Mi dissocio da qualsiasi plauso nei confronti di una persona che ha ricoperto la carica di Primo Ministro senza avere nessuna legittimazione popolare, promuovendo riforme che giudico dannose per i lavoratori. Numerose aziende, delle quali condivido le politiche del personale, hanno stabilito dei correttivi al jobs act, prevedendo procedure di consultazione con i rappresentanti dei lavoratori per trovare soluzioni alternative ai licenziamenti ed ai demansionamenti, ad esempio Ducati e Lamborghini. Per un’azienda le persone, prima che risorse o capitale umano, devono essere persone.

 La visita del segretario del Partito Democratico sul nostro territorio ha sollevato numerose polemiche, non solo da parte dei partiti e movimenti politici di opposizione, ma anche appunto da parte dei sindacati e di semplici cittadini, molti dei quali hanno reputato discutibile la visita ad uno stabilimento industriale (la Pilkington) di un politico che ad oggi non riveste alcun incarico di governo.

Non meno morbidi i commenti di Saverio Gileno, studente, della segreteria provinciale Sinistra Italiana Pescara, Nicola Trotta, segretario Flc Cgil Pescara, Letizia D'Alberto, segretario Circolo Sinistra Italiana Pescara, Collettivo Studentesco Pescara.

«Con quale faccia l'ex Premier», dicono, «  artefice della contestatissima Legge 107 che ha conferito un potere quasi assoluto ai Dirigenti Scolastici, che ha istituito le 200 e 400 ore di Alternanza scuola-lavoro che nell'anno in cui entrano a pieno regime sono esplose con tutte le loro contraddizioni, che non ha stanziato fondi per il Diritto allo Studio, si presenta oggi per incontrare il mondo che piu' lo ha contestato nel corso del suo mandato? Inoltre - prosegue la nota - e' assurdo che una scuola debba ospitare una passerella elettorale; l'incontro di un Segretario di partito, candidato alle prossime elezioni Governative, non puo' essere considerata una visita Istituzionale o di cortesia. Continuiamo ad opporci a questo modello di 'non scuola', contestiamo con forza la passerella di Matteo Renzi e del Pd abruzzese perche' siamo per un modello di scuola davvero inclusiva, solidale, comunitaria, mai piegata alle regole della societa' di mercato».

LA CRISI DELLA HATRIA

«Ho incontrato una rappresentanza di lavoratori dell'Hatria e abbiamo chiamato insieme il vice ministro Teresa Bellanova che si occupa di crisi occupazionali, e faremo di tutto per evitare che arrivino i 55 licenziamenti», ha detto il segretario nazionale del Pd Matteo Renzi poco dopo il suo arrivo a Scerne di Pineto (Teramo), prima tappa del suo tour di oggi in Abruzzo e Molise.

Dopo il mancato accordo al tavolo di trattativa, l'azienda teramana ha confermato 55 esuberi (su 160 dipendenti) e l'avvio delle relative procedure. «Abbiamo illustrato al segretario Renzi - ha detto Berardo Di Tommaso Rsu Hatria - la situazione in azienda e in generale del territorio. Abbiamo chiesto un occhio di riguardo per la nostra azienda anche se abbiamo saputo che proprio oggi partiranno le lettere di licenziamento ai lavoratori. È un punto di non ritorno per queste persone che usciranno, e che ci auguriamo possano essere reintegrate, qualora le cose dovessero migliorare. Non ci aspettavamo di salire in macchina insieme al segretario Renzi e questa disponibilità e l'opportunità che ci ha offerto. Abbiamo ricevuto disponibilità e ascolto sia da Renzi che da Richetti».


«RENZI SNOBBA L’AQUILA»

«Il mai rimpianto ex premier Matteo Renzi snobba L'Aquila, la sua Amministrazione e i suoi cittadini», ha commentato il portavoce di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale Michele Malafoglia.

«Nel corso della sua giornata abruzzese il segretario del Pd non e' riuscito a trovare un minuto per venire a vedere qual e' la situazione in citta', su quali provvedimenti si sta lavorando per rimediare a dieci anni di disastri e macerie lasciate dal centrosinistra e dal suo partito. Evidentemente non ha neanche voglia di confrontarsi con i suoi referenti locali dopo la clamorosa sconfitta di giugno, che sembra aver lasciato ancora scorie e rospi tutti da digerire soprattutto tra gli ex (non) amministratori della citta', che si agitano sui social media per timore di finire nel dimenticatoio, bocciati dalla storia oltre che dalle urne», dichiara l'esponente di Fdi-An .

 

«NO A IDOLATRIA E SUDDITANZA»  

Il consigliere comunale di Pineto  Luca Di Pietrantonio pone l’accento su altri particolari: «Non posso accettare che si prospetti alle nuove generazioni l’idolatria, la sudditanza e l’asservimento del cittadino al personaggio politico di turno. Non posso accettare che chi governa la città faccia lustrare alcune sue piazze e vie solo per compiacere l’amico potente, quando nei restanti giorni i cittadini vivono uno stato di costante e totale abbandono.  Non posso accettare che i nostri amministratori (che ricordo rappresentano tutti i cittadini e non solo i votanti PD) si prostrino ai piedi di un uomo che non rappresenta alcuna istituzione, se non il partito di alcuni politici locali, mossi dall’unico interesse di fidelizzare il proprio “capo”, al fine di garantire a sé stessi una comoda e redditizia poltrona. Non posso accettare che i nostri giovani, già delusi e lontani anni luce dalla politica, ricevano questi penosi e miseri messaggi, da chi, invece, dovrebbe dar loro, un fulgido esempio di dignità, integrità e rettitudine. La politica non può e non deve essere questo».

 

M5S: «LA SCUOLA COME PASSERELLA»  

«Dopo i disastri combinati con la nefasta 'Buona Scuola', l'attuale segretario del PD Renzi dovrebbe avere la decenza di non mettere più piede nelle scuole italiane. E invece la sua arroganza lo ha portato per l'ennesima volta a utilizzare un istituto scolastico come vetrina propagandistica in vista delle elezioni».

È quanto affermano i parlamentari abruzzesi del Movimento 5 stelle Vacca, Colletti e Del Grosso.

«Ormai purtroppo ci siamo abituati a vedere esponenti della maggioranza, in particolare del PD, utilizzare le strutture pubbliche d'istruzione, dalle scuole alle università, per fini propagandistici; è accaduto durante l'ultima campagna referendaria, accadrà ancora per le prossime elezioni. E troppo spesso ciò avviene con la colpevole complicità di dirigenti scolastici conniventi e troppo legati al mondo partitico» continuano i deputati abruzzesi, che presenteranno sul caso un'interrogazione al Ministro dell'Istruzione.

«Il fatto che Renzi si sia recato nell'istituto De Cecco di pomeriggio, in un momento con pochi alunni e docenti, probabilmente è dettato più dalla paura di ricevere una contestazione pesante dal mondo della scuola, che dalla decenza. Ciò a nostro avviso non rende meno grave l'accaduto, ma al contrario rivela quanto ormai un personaggio come Renzi sia arrivato a un punto così basso di credibilità da dover evitare il contatto con i cittadini» concludono i deputati pentastellati.



ATTENZIONE PER LE SCUOLE

All'Ipssar 'De Cecco' di Pescara, il segretario del Partito Democratico,  ha parlato a lungo anche di alternanza scuola-lavoro, definendola una «intuizione fondamentale», ha sottolineato che il settore agroalimentare, l'accoglienza turistica, la vacanza 'cucina e gusto' «non sono argomenti di serie 'b'».

Renzi, in tema di scuole, ha poi auspicato che «chiunque sarà il capo del Governo, chiunque sarà in maggioranza e chiunque sarà all' opposizione,  vengano raddoppiati i quattro miliardi stanziati per l'edilizia scolastica, perché con altri quattro miliardi non si risolvono tutti i problemi, ma si dà un bel colpo».

Mentre nella scuola era in corso l'incontro, all'esterno c'è stata una  protesta di un esiguo gruppo di cittadini, intervenuti per contestare Renzi che è entrato da un ingresso secondario.

 

 

A VASTO IL TRENO ARRIVA MA RENZI NON C’E’

Il treno di Renzi è arrivato alle 17.30 circa alla stazione di Vasto ma Renzi non era a bordo.

E’ arrivato poco prima delle 18 con l’auto e la scorta ed è entrato da un ingresso secondario della stazione.

Si è poi diretto allo stabilimento Pilkington.

«In questa tappa», ha detto Renzi, «abbiamo incontrato tantissime realtà, alcune che vanno decisamente bene, altre che invece sono in sofferenza. Abbiamo preso l'impegno di seguire le crisi occupazionali e fare di tutto perché il destino di questi lavoratori possa essere accompagnato con grande determinazione. Quindi bene tutte le iniziative, l'alternanza scuola lavoro, le realtà del sociale, abbiamo visto cose straordinarie, ma abbiamo grande attenzione alle crisi occupazionali».

Fuori dall'azienda ad attendere Renzi c'era una protesta dei Cobas, mentre in stazione c'è stato un momento di tensione tra i numerosi sostenitori del leader Pd giunti a salutarlo e un gruppo di contestatori, alcuni dei quali con una bandiera M5s.

RAPINO (PD): «TANTE COSE FATTE CON GRANDI RISULTATI»  

«Una giornata dedicata all'ascolto che non sarà  fine a se stessa. Il Partito Democratico continuerà ad incontrare persone, ascoltare idee e accettare critiche, con l'obiettivo di costruire una nuova proposta di governo che possa dare le risposte che il nostro Paese e la nostra regione meritano». Con questo commento, il segretario regionale Pd Marco Rapino, riassume la giornata abruzzese del Treno PD.

«Tante le cose fatte in questi anni di governo, alcune con grandi risultati altre sicuramente da migliorare, ma da oggi dobbiamo guardare avanti per trovare insieme le soluzioni che ancora mancano. Gli altri fanno chiacchiere di palazzo, noi facciamo viaggiare un treno che si ferma nelle città, nei luoghi, incontriamo le persone e cerchiamo di far ripartire quella sana voglia di partecipazione che è il cuore della bellezza di fare politica».