COMMISSION POSSIBLE

Un set chiamato Abruzzo: tutti i film che hanno fatto (intra)vedere la regione verde

La politica non ha saputo puntare sull’industria cinematografica ed ora ripartono nuove promesse

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ABRUZZO. Sul grande schermo la piccola regione c’è sempre stata. Qualche volta anche in capolavori che rimarranno eterni.

Molte altre volte impressa su pellicole semisconosciute.

Il più delle volte le bellezze abruzzesi sono rimaste anonime (irriconoscibili persino agli indigeni), qualche altra volta la pubblicità è stata manifesta.

Sono allora molti gli aspetti da calcolare quando si parla di “marketing turistico” legato alla produzione cinematografica.

Si torna a parlare di “Film Commission Abruzzo” e chissà se davvero si riuscirà anche a concretizzare qualcosa.

L’endorsement è arrivato dopo la vittoria inaspettata del campiello da parte di Donatella Di Pietrantonio da Penne con un libro dal titolo abruzzese (“L’Arminuta”, ritornata) che parla di storie abruzzesi e ambientato  sempre qui.

Il libro è piaciuto molto alla giuria ed ora si tratta per i diritti per poi girarci un film ma allestire un set per mesi in Abruzzo  non è cosa facile.

Ecco che è scattato l’orgoglio (ferito) campanilistico per evitare l’onta di vedere un film che trasuda abruzzesità ma girato altrove.

Inaccettabile per chiunque, soprattutto per chi ritiene di essere un buon amministratore pubblico.

Così la giostra delle chiacchiere si è rimessa in moto sperando di poter passare davvero dal teatrino della politica al grande schermo, quello che può far conoscere l’Abruzzo ma anche sviluppare una industria appetibile e in frenetico sviluppo. Sono moltissimi gli ambiti del settore da coprire e iniziare ora significa dare una mano anche alle piccole produzioni o alle grandi (ricordarsi che non ci sono più solo i cinema per godersi un film ma lo streaming prenderà presto il sopravvento, non a caso i giganti pionieri di internet stanno avviando produzioni proprie...).

Sono passati oltre 10 anni da quando ci raccontarono che l’Abruzzo sarebbe diventato quasi la succursale di Cinecittà con una Film Commission in grado di organizzare l’intera produzione e offrire scenari unici.

Qualcosa è successo ma è durato talmente tanto poco da non potersi ritenere una promessa mantenuta.

Qualcosa è successo anche prima quando un’altra Film Commission vide la luce nel 2001 da una idea di Gabriele Lucci, una iniziativa di carattere provinciale e sostenuta da pochi enti pubblici. Una buona idea con pochi mezzi che si è affievolita subito.

Qualcosa da qualche anno riesce a fare la Film Commission L’Aquila Gran Sasso ma si può osare di più, c’è bisogno di un ampio respiro e di uno sguardo lungimirante.

 Altro tempo perso per impreparazione culturale, perizia e la solita volontà politica.

Cosa che invece non è accaduta in altre regioni più grandi ma con le idee molto più chiare delle nostre.

Per esempio in Puglia dove negli ultimi 10 anni sono stati girati centinaia di film più o meno noti ma anche dai brutti film sono emerse le meraviglie pugliesi.

Chissà magari è un caso che il turismo nello stesso periodo ha avuto un incremento netto (sentito parlare del Salento?).

Certo è stata un intreccio di eventi fortunati ma forse non semplici coincidenze.

Quando si dice “politica turistica”...


Nel 2015 il nuovo annuncio e il deposito di un progetto di legge per far risorgere l’araba fenice. Poi ancora qualche annuncio ed infine il nulla.

Ora dopo la possibilità dello scippo del Campiello nuove promesse di portare a termine in «tempi brevi» l’iter legislativo.

 Il consigliere aquilano Pierpaolo Pietrucci assicura: «la volontà di ricostituire un Abruzzo Film Commission, stavolta legata al segmento delle attività produttive,  nasce in collaborazione con il Pd dell'Aquila, che ha messo in rete le proposte e le idee di professionisti del settore, del cinema, di tutta la regione.  Puntiamo a fare una struttura regionale per arrivare a una fondazione a cui possano partecipare gli operatori economici abruzzesi, che possa lavorare per attrarre sul territorio le produzioni di film e fiction. Si basa sugli esperimenti più riusciti nelle regioni italiane, come la Puglia e il Piemonte».

In effetti anche gli esperimenti del passato erano legati a quel settore del centrosinistra, magari questa volta andrà meglio.


L’unica consolazione è che anche senza Film Commission un manipolo di avventati produttore ha voluto comunque girare in Abruzzo dagli anni ‘40 ad oggi.

Ovviamente condizione essenziale è quella di preservare le bellezze che abbiamo e potrebbe voler dire anche puntellare certezze e principi affinchè logiche devastatrici e incurie non abbiano più la meglio su nobili politiche di lungo respiro (che in Abruzzo ci meritiamo).


Qui sotto da Wikipedia un elenco, non sappiamo quanto esaustivo, dei film anche solo in parte girati in Abruzzo… e le curiosità non mancano.

Attendiamo tutti di vedere allungare presto la lista.  

  • Fontamara (1980), girato a Roccacasale, Pescina, Pacentro, Popoli, Fucino
  • Come mi vuoi (1997) girato a Lanciano e Fossacesia
  • Chi è Tatiana?! (2001)
  • Ai piedi della montagna (2002)
  • Il compagno americano (2002)
  • L'angelo e il cacciatore (2003)
  • Due volte Natale (2003)
  • Forse Si, Forse No (2004), girato ad Avezzano
  • La maledizione dell'agave (2005)
  • La vita nell'angolo(2005)
  • Madonna - Docufilm (2005)
  • Oltre la barricata (2005)
  • Angelus Hiroshimae (2010), girato a L'Aquila
  • Salve Regina (2010), cortometraggio girato a Teramo
  • Anno Zero (2010), interamente girato in Abruzzo.
  • Soundtrack. Ti spio, ti guardo, ti ascolto (2015), girato in parte a Pratola Peligna.