ABRUZZESI DIMENTICATI

I maestri della pittura miniaturista erano pescaresi

Furono ricevuti nel 1927, alla “Casa Bianca”. Erano nati a Castellamare Adriatico.

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ABRUZZO.  I fratelli Mungo furono artisti di prima grandezza nell’arte del disegno e ed inimitabili “miniaturisti” o “illuminatori”.

Con queste due, ultime, definizioni venivano identificati quegli artisti che, per la loro accuratezza e meticolosità nell’esecuzione delle loro opere,   sembrano, appunto,  “miniare” le loro realizzazioni.

Antonio nacque a Castellamare  Adriatico ( oggi Pescara) il 1 giugno 1875 e Giuseppe nacque, sempre a Castellamare Adriatico,  il 26 dicembre del 1881. I loro genitori furono Erminio Mungo, di professione “sarto” e la “casalinga” Maria Vincenza Verrocchio.

Sin da bambini, entrambi, mostrarono una straordinaria propensione per il disegno e la pittura.

Successivamente, con grande sacrificio economico dei genitori, prima Antonio e successivamente Giuseppe si recarono, per perfezionare i loro studi artistici,  presso il “Museo Artistico Industriale “ di Roma.

Terminati gli studi aprirono una loro, frequentatissima  “Bottega d’Arte” sempre a Roma.  La fama di questi due fratelli arrivò, ben presto,  oltreoceano e con questa  le prime offerte professionali.

Nel 1913 fu Giuseppe, il fratello più piccolo, ad emigrare per gli Stati Uniti.

Giunse a “Ellis Island” a bordo della nave “Berlin”.

Nel 1916 anche Antonio, sistemati gli interessi in Italia, viaggiando sulla “Giuseppe Verdi” raggiunse  l’America.  

Negli Stati Uniti I fratelli Mungo aprirono una prima “Bottega” ad Albany, Capitale dello Stato di New York, e un’altra, poco dopo, a Brooklyn.

 In brevissimo tempo divennero punto di riferimento per case editrici, riviste, fondazioni  ed Istituzioni varie.

In più crearono una apposita scuola di formazione. Il particolare collaborarono anche con la rivista “Il Carroccio – The Italian Review”, ne disegnarono anche la testata, punto di riferimento per tutti i nostri connazionali.

 I Mungo lavorarono su commissione anche per  il famoso  miliardario e filantropo Andrew Carnegie. Ma l’apice del successo arrivò con l’opera “Gettysburgh”  (richiese più di un anno di lavoro) riproducente il discorso di Abraham Lincoln con immagini suggestive legate alla storia degli Stati Uniti. L’opera fu decantata da tutti come unica nel suo genere. Poi, il 12 febbraio nel 1927, i fratelli Mungo ebbero l’onore di consegnare, all’interno della “Casa Bianca”, la preziosa realizzazione direttamente nelle mani del Presidente degli Stati Uniti Calvin Coolidge.  Lo stesso Presidente affermò: “Con questa opera di Antonio e Giuseppe Mungo l’Italia riconquista il primato nel campo dell’alluminazione”. L’opera ammiratissima, fa ancora bella mostra, presso  l’Indiana State Museum.

 

Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”