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Petrolio. Ma l’airgun ha impatto sulla pesca? Ministero: «sì e no, dipende…»

Forum H2o: «Schizofrenia istituzionale e tecnica del Ministero dell'Ambiente»

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ABRUZZO. Nel Canale di Sicilia si rilascia una Valutazione impatto ambientale negativa per il grave impatto sull'ambiente marino dell'airgun. In Adriatico autorizza decine di permessi da Rimini al Salento con l'uso della stessa metodologia.

Come è possibile? Perchè questa disparità di giudizio a poche  centinaia di chilometri di distanza?

Il Forum H2O lancia un appello alle regioni adriatiche: «chiedete conto al Ministero dell'Ambiente e intervenite presso la Commissione Europea».

Così il Ministero dell'Ambiente autorizza decine di richieste dei petrolieri per ricerche in Adriatico con la tecnica dell'airgun negando impatti sull'ambiente marino. Allo stesso tempo, però, ne riconosce il gravissimo impatto sulla pesca negando in questi giorni con parole inequivocabili l'autorizzazione ad una richiesta della Schlumberger Italiana S.p.a. nel Canale di Sicilia.

«A nostro avviso», scrive il Forum, «si tratta di un gravissimo caso di schizofrenia tecnica ed istituzionale, visto che le ricerche in Adriatico prevedono l'uso delle stesse metodologie che erano state proposte nel Canale di Sicilia, lo sparo incessante per giorni e giorni di area compressa che provoca un rumore assordante per la fauna ittica (air-gun)».

Nel parere della Commissione VIA si può leggere, tra l'altro, di un «marcato effetto di disturbo, causato dall'air-gun" tale che che "trattandosi di risorse ittiche di interesse commerciale gli effetti di disturbo possono avere verosimilmente effetti di spostamento della risorsa in altre aree, minore tasso di fecondazione nelle aree di riproduzione, fenomeni che potrebbero portare ad un danno per la flotrta peschereccia, a causa della minore quantità del prelievo».

L'impatto sarebbe tale da avere quindi un effetto negativo sul reddito delle marinerie. Per queste ragioni come detto è stato rilasciato un parere negativo sulla compatibilità ambientale di questo progetto. (Qui tutta la documentazione) .



Il ministero dell'Ambiente, quindi, usa clamorosamente due pesi e due misure.

In Adriatico, dove è nota la presenza di aree di riproduzione dei pesci, consente il via libera a decine di permessi di ricerca che coprono praticamente l'intero versante italiano del mare Adriatico. In alcuni casi più progetti riguardano le medesime aree che, quindi, saranno interessate due o tre volte dal passaggio delle navi coinvolte negli spari di area compressa che contraddistinguono l'air-gun.

«Nel recente Referendum costituzionale», spiega il Forum, «il popolo italiano ha bocciato le proposte governative che prevedevano la concentrazione a Roma di tutte le scelte in materia energetica. Auspichiamo un intervento delle regioni adriatiche a difesa del mare Adriatico e delle attività economiche che vi si svolgono, per chiedere conto al Ministero dell'Ambiente di questa diversità di giudizio su progetti analoghi. Riteniamo che il caso vada portato a livello comunitario in quanto il Ministero dell'Ambiente non ha coinvolto gli altri paesi che si affacciano sull'Adriatico nella valutazione di tutti questi progetti attraverso procedure di VIA transfrontaliere previste dalle convenzione internazionali».

Sempre secondo il Forum in considerazione della vastità delle aree interessate, doveva essere prevista una valutazione Ambientale Strategica per approfondire gli impatti cumulativi di tutti questi interventi e confrontare opzioni diverse per la tutela ambientale e lo sviluppo socio-economico dell'Adriatico e delle sue coste.

«Infine», conclude sempre il Forum, «crediamo che questo ultimo parere possa essere usato nell'ambito di eventuali ricorsi al Consiglio di Stato contro le sentenze del TAR Lazio che qualche mese fa hanno avallato alcune decisioni del Ministero per evidenziare la disparità di trattamento tra i vari progetti».