IL FABBRO

Fonderia D’Abruzzo, l’evento tra promesse e propaganda

Tanti imprenditori presenti per farsi notare

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ABRUZZO. Si è conclusa la prima parte dei lavori di Fonderia Abruzzo, il laboratorio di idee, innovazioni, progetti e nuove visioni per il futuro della Regione in Europa, ideato dal presidente della Giunta, Luciano D'Alfonso, e tenutosi nella Fortezza di Civitella del Tronto.  

Ben dodici i tavoli tematici:  Patto per lo sviluppo, Lavoro, Masterplan e Aree interne; Politiche della Salute, Welfare e Inclusione Sociale; Riforme costituzionali e istituzionali; Industria e Ambiente: sostenibilità d'impresa e social innovation; Reti per la connettività: infrastrutture e trasporti; Mitigazione del rischio idrogeologico e protezione civile; Tutela ambientale: qualità e quantità delle acque, energie rinnovabili e riciclo dei rifiuti; Strategie di valorizzazione culturale e turismo; Macroregione adriatico ionica e finanziamenti diretti; Scuola e Università: istruzione, formazione, alta formazione, formazione per la ricerca, ricerca , innovazione, trasferimento tecnologico; La riforma della Pubblica Amministrazione: i soggetti pubblici, le società partecipate e i modelli d'azione; Politiche agricole ed economie del mare.


i tavoli sono stati animati da relatori tra i quali l'europarlamentare Massimo Paolucci, da stakeholders e da semplici portatori di idee, imprenditori che hanno cercato contatti o di mettersi in luce verso la giunta regionale al completo.

Un evento importante e forse unico nella storia d’Abruzzo che ha fatto ricordare al M5s la Leopolda di Renzi ma in questo caso l’evento è stato finanziato con soldi pubblici europei dalla Regione Abruzzo, dunque l’istituzione pubblica e non dal partito del Pd.

La gestione non è stata del tutto trasparente ed in futuro si saprà se è stata l’ennesima bolla di sapone a mero scopo pubblicitario-elettorale, magari per reclutare ulteriori proseliti, oppure davvero si promuoveranno idee utili esclusivamente al territorio e fuori dai soliti schemi della prima Repubblica.  


«Abbiamo tutte le condizioni per far diventare questo appuntamento di Fonderia una Cernobbio d'Abruzzo permanente - ha esordito il presidente D'Alfonso - sia per l'utile confronto che si genererà sulle idee e sui progetti di sviluppo sia per avere contezza  dei problemi dell'Abruzzo  così come delle  risorse normative e finaziarie disponibili. In questa sede, - ha aggiunto - firmereremo con le parti sociali un Patto aggiuntivo rispetto al Masterplan, il Patto per lo sviluppo, che può avvalersi di una dotazione finanziaria di circa 250 milioni di euro. Risorse che vanno ad aggiungersi al miliardo e mezzo di euro messe già sul piatto dal Masterplan  siglato con il Governo.  A tal proposito, la presenza del sottosegretario Claudio De Vincenti, - ha proseguito - segna il dies a quo per l'avvio della contrattualistica».


Secondo D'Alfonso, Fonderia Abruzzo potrà  dare risultati concreti  nella misura in cui sarà capace di stimolare un incremento di opportunità di lavoro per gli abruzzesi.

«Giovedì 13 - ha annunciato il presidente D'Alfonso - partirà, grazie alla costante interlocuzione con il Sottosegretario Claudio De Vincenti e del Governo di cui fa parte,  il dies a quo della procedimentalizzazione di questo addendum al Masterplan. Un lavoro di cento pagine, scritto  a più mani grazie alla collaborazione delle imprese e delle organizzazioni sindacali e destinato a dare una scossa all'economia di questo territorio. Uno strumento aggiuntivo al Masterplan - ha concluso il Presidente - che determinerà anche  una semplificazione del quadro finanziario».


LA UIL NON SODDISFATTA

Con il patto la Regione prende l'impegno di «eliminare, per tappe, le tasse aggiuntive che pagano cittadini e imprese a causa del vecchio deficit della sanità, e di sostituire l'aliquota secca dell'addizionale regionale Irpef con gli scaglioni di reddito». Ogni anno, le tasse aggiuntive tolgono all’Abruzzo circa 130 milioni, oltre 900 milioni in un settennio: è un potente fondo strutturale alla rovescia che opera implacabilmente ogni anno (mentre invece gli investimenti della nuova programmazione ancora non partono): con il Patto, la Regione si è impegnata a mettervi fine.


Critica la Uil di Roberto Campo, che spiega « Nel Patto non è stato possibile allegare la nuova mappa delle aree di crisi semplici e complesse perché è ancora in corso il confronto con il Ministero, ma sono indicati i criteri e gli obiettivi di un lavoro che contiamo sia quanto prima ultimato per poter applicare la nuova 181 che offre diversi strumenti di intervento nelle situazioni territoriali di crisi; l'area di crisi complessa della Val Vibrata-Piceno-Tronto deve essere rafforzata con un coinvolgimento e coordinamento che solo la Regione può assicurare del mondo dei produttori del settore carbonio; si deve lavorare per una seconda area di crisi complessa nel cuore dell'Abruzzo (vedi proposta Flumen, che mette insieme le storiche crisi territoriali della Val Pescara, dell'area di Bussi, della Valle Peligna con l'area del cratere sismico). b)- Crisi Aziendali: politiche attive del lavoro nella gestione delle crisi aziendali, con le prime misure per superare un sistema di gestione delle crisi aziendali basato solo su forme di assistenza».


Sulla politica industriale la Uil sostiene che c’è ancora molto da fare.

«Dispiace che il Governo», ha spiegato Campo, «nella persona del Sottosegretario De Vincenti, non abbia dato seguito alla promessa di conferire all'Abruzzo 133 milioni a titolo di parziale indennizzo del taglio subito nella dotazione dei fondi strutturali europei. Insisteremo sull'argomento, anche perché vi sono alcune opportunità da cogliere a questo scopo. La priorità ora diventa l’attuazione dei tanti progetti contenuti nei programmi operativi dei fondi strutturali europei, nel Masterplan Abruzzo e nel Patto per lo Sviluppo dell’Abruzzo. Dalle carte a bandi, cantieri e assunzioni. La programmazione 2014-2020 e lo stesso Masterplan hanno accumulato ritardi: non ve ne devono essere altri. Abbiamo qualche preoccupazione sulla capacità della macchina amministrativa regionale di svolgere bene una tale mole di lavoro, anche perché la riorganizzazione sin qui operata dalla Giunta regionale è stata confusa, senza un piano chiaro su cui potersi confrontare».