LO SHOW

Masterplan, scettici e oppositori contro il «bluff renziano»

I soldi non ci sono, fanno notare Forza Italia e M5S

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

820

ABRUZZO. Giorno di festa ieri per il centrosinistra abruzzese che ha esultato per il ritorno del premier Matteo Renzi a L’Aquila e soprattutto per la firma del Masterplan che prevede 1,5 miliardi di opere pubbliche su tutto il territorio regionale.

Il presidente D’Alfonso non ha nascosto il suo entusiasmo e pure su Facebook ha lanciato stoccate a «gufi, crodinanti e pozzangheristi» dopo che il premier ha annunciato pure che per l’aeroporto di Pescara e Ryanair si troverà una pezza.

Mettendo da parte il suo stile ricercato, dotto e ridondante si è trasformato per qualche attimo in leone da tastiera con anatema annesso: «Chi fa il tifo per la sfiga alla fine si ritrova sfigato».

Ma non mancano voci critiche per quella firma che secondo la maggioranza dovrebbe trasportare la regione su un altro pianeta ma per qualcuno resta solo mera propaganda, in piena campagna elettorale e con fondi più che incerti.

Lo scettro di regina delle scettiche va alla sempre pacata senatrice Paola Pelino secondo cui quello di ieri sarebbe stato solo un «bluff renziano»: «di giornate storiche, purtroppo, l'Abruzzo ne ha da celebrare ben poche negli ultimi tempi», dice la senatrice di Sulmona, che boccia non solo la presunta bufala propinata nell’auditorium di Renzo piano ma pure «il solito corollario di retorica, illusionismo e trovate varie».

Restando in casa Forza Italia si è alzata anche la voce critica dei consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che non nascondono «grandi dubbi» sulla realizzazione delle opere annunciate.

Secondo i due esponenti della minoranza le criticita' piu' rilevanti riguardano un documento che non e' stato anticipato e discusso con i portatori d'interesse (organizzazioni datoriali e sindacali, amministrazioni locali, associazioni ecc.) se non dopo le tre Delibere di Giunta, cioe' a progettualita' gia' definita e soprattutto in nessuna sede istituzionale regionale, peraltro passaggi obbligatori in termini di Statuto.

«Come gia' indicato in una interpellanza - sottolineano Febbo e Sospiri - il Masterplan presenta numerosi interventi di impatto sui territori anche vincolati senza che a oggi siano state fatte Valutazioni per cui nutriamo grandissimi dubbi sulla fattibilita' e sulla realizzabilita' degli interventi; tra l'latro mancano opere strategiche per il territorio, soprattutto tese all'occupazione e questo aspetto non siamo solo noi a evidenziarlo; come il nostro presidente sa bene un conto e' la sottoscrizione (sicuramente importante) un conto e' la finanziabilita' (cioe' quando saranno finanziate dal Cipe? E soprattutto quale sara' l'importo?»

Per ora infatti ci sono solo i 138 milioni di euro della programmazione 2007-2013 (con iter completo) della precedente amministrazione. Che si potevano spendere sin dal primo gennaio 2015 sul dissesto idrogeologico.

In casa centrodestra però festeggia il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, secondo cui

sarebbero oltre 70 milioni di euro gli investimenti previsti dal Masterplan sulla città che amministra.

A frenare il suo entusiasmo ci pensa però il Movimento 5 Stelle secondo cui il primo cittadino «spara cifre a caso»: «abbiamo verificato che gli investimenti diretti ammonterebbero a 54 milioni, considerando che sia il Progetto di Bonifica SIR che il Progetto per il Centro della Vista sarebbero da dividere con altri comuni. Ci duole fare le pulci alle dichiarazioni del sindaco - affermano i consiglieri M5S Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo - ma crediamo che 16 milioni di euro di investimenti in meno in citta' facciano una grande differenza».

Inoltre, a seguito di un confronto con le risorse destinate agli altri Comuni Capoluoghi di Provincia, il Comune di Chieti esce perdente; fanalino di coda rispetto agli altri Comuni. Infatti al Comune di Teramo sono stati destinati 184 Milioni di euro, al Comune de L’Aquila 111 Milioni di euro, al Comune di Pescara 73 Milioni di euro e ultimo il Comune di Chieti con soli 54 milioni di euro.

«Va ricordato», sottolinea invece la consigliera regionale pentastellata, Sara Marcozzi, «che questi fondi, di cui qualcuno vorrebbe prendersi il merito, non sono che una minima parte delle tasse che i cittadini italiani e teatini versano allo Stato Italiano e che l’Europa redistribuisce, fra l’altro in misura assai ridotta rispetto a quanto versato, a tutte le regioni, fra cui la nostra».

APINDUSTRIA: «PER L’AQUILA ARIA FRITTA»

«La firma del Masterplan, tenutasi a L'Aquila e' stata forse l'unico momento di considerazione per le aree interne che il governatore ci ha riservato; per il resto tutto fumo».

Ne è convinto Massimiliano Mari Fiamma, segretario generale di Apindustria, associazione piccole e medie imprese della provincia dell'Aquila. «Nemmeno la grande e riconosciuta capacita' oratoria di Luciano D'Alfonso e' riuscita a mascherare il fatto che, a fronte di grandi opere sui porti di Pescara, Ortona e Vasto, della diga di Chiaunci incompiuta da 40 anni, il potenziamento dell'Aeroporto di Pescara, il lotto finale della Teramo Mare e altri vari interventi infrastrutturali di rilievo, per L'Aquila e provincia non c'e' altro che aria fritta. Nell'imbarazzo di trovare concretezza nell'elencazione territoriale dello stanziamento delle risorse - prosegue Fiamma - D'Alfonso ha, come un prestigiatore esperto, rivendicato come un successo che si ridurra' il tempo di percorrenza della ferrovia Pescara - L'Aquila di circa mezz'ora con 'solo' 11 milioni di euro, ma ha sapientemente omesso il fatto che oggi ci vogliono circa 4 ore di treno per quel viaggio...tre ore e mezza non saranno di certo un traguardo da festeggiare. C'e' poi la 'solita' tiritera della pista ciclabile, una mirabile opera inutile che trovera' pero' un suo perche' proprio dal fatto che per andare a Pescara dal Capoluogo ci vorra' meno tempo in bicicletta che in treno, mentre per il ritorno occorreranno anche polmoni di un certo rilievo. La vera novita' dell'entroterra aquilano - osserva il segretario generale di Apindustria - sara' che la stessa Regione, attraverso l'Arap, gestira' tutti i depuratori delle aree industriali organizzando 'tra amici' la depurazione dei fiumi in una partita che, complessivamente, varra' 380 milioni di euro».