FINANZE E PROGETTO

Maxi Ospedale di Maltauro a Chieti, ecco la delibera “validata” dalla giunta D’Alfonso

La proposta è giunta il 4 aprile 2014 alla Asl di Chieti: chi l’ha richiesta?

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ABRUZZO. La delibera non è stata approvata nella ultima seduta di giunta per malattia di due assessori, in compenso è stata «validata», che dovrebbe significare una cosa sola: dovrà passare così com’è.

Il maxi ospedale da circa 400 milioni proposta dalla ditta Maltauro è cosa fatta perché le pressioni per la sua costruzioni arrivano da molto in alto e non c’è modo né di fermarlo né di discutere visto che tutto passa tra uffici tecnici della Asl, manager e giunta regionale.

La delibera che sarà approvata nella prossima seduta stabilisce che l’opera è di interesse pubblico e serve per risolvere una grave emergenza dovuta alla parziale inagibilità («precarietà strutturale») del Santissima Annunziata e che, inoltre,  l’opera è «strettamente correlata alle esigenze didattiche della Facoltà di Medicina di Chieti».

La seconda presentazione del progetto (dopo quella fatta dall’ex manager Francesco Zavattaro) si è tenuta il 7 agosto 2015 nella sala giunta della Regione nella quale la ditta proponente ha “chiarito” alcuni aspetti (ma in linguaggio dalfonsiano) come «l’eccessivo carico degli oneri finanziari aggiuntivi da ricondurre tendenzialmente allo spazio e degli elementi finanzianti derivabili dalla cubatura economica dei servizi in concessione seguendo il merito della tempistica realizzativa e degli aspetti connessi alla concomitanza dei lavori con il diuturno svolgimento delle attività sanitaria».

Dopo la dichiarazione di pubblico interesse il progetto dovrà essere inserito nello strumento programmatorio della Asl e sottoposto ad ulteriore procedura di approvazione  in sede di conferenza di servizi.

Nella bozza di delibera si legge anche che la proposta project financing  è stata inoltrata il 4 aprile 2014 dal raggruppamento Imprese Costruzioni Giuseppe Maltauro spa, Azienda Bresciana Petroli Nocivelli spa, Finanza e Progetti spa alla sede della Asl di Chieti «in quanto individuata dal proponente raggruppamento come potenziale amministrazione aggiudicatrice». Dunque sembrerebbe che nessuno all’interno di una istituzione pubblica abruzzese, e tantomeno nella Asl, abbia “invogliato” la Maltauro a proporre una “offerta” ma che sia stata la Maltauro stessa che abbia elaborato tutto quanto da sola, ipotizzando volumi, esigenze, bisogni, soluzioni e quant’altro è necessario per un progetto faraonico come questo.

Tuttavia risulta molto difficile ipotizzare che non vi siano stati abboccamenti o interlocuzioni più o meno formali prima di arrivare alla redazione del progetto. Inoltre appare anche poco opportuno che un progetto così importante venga redatto senza indicazioni specifiche dell’ente pubblico di riferimento che bene conosce problemi e servizi da migliorare.

A questo punto dopo l’approvazione della delibera di giunta regionale il resto degli adempimenti tecnici sarà in capo alla Asl che dovrà anche stabilire con cura i termini delle concessioni in cambio della costruzione dell’opera (che è l’ambito in cui si gioca tutto il guadagno del privato…).

Entro il 31 marzo la Asl dovrà presentare alla giunta le bozze di bando e la lettera di invito per l’appalto dei lavori.

«Qual è il ragionamento che porta una Giunta a costruire un nuovo ospedale mentre chiude reparti e declassa strutture già esistenti? Ci stanno proponendo una sanità del cemento dove la costruzione dell’edificio è in primo piano rispetto alla funzionalità e all’efficienza della struttura stessa», ha detto Sara Marcozzi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, «se è vero che il Project financing non pesa sulle tasche dei cittadini è anche vero che tutti gli abruzzesi pagano con la diminuzione dei servizi sanitari questa operazione, che non ha un senso di reale utilità per la salute pubblica, ma forse lo ha per l’edilizia privata. Inoltre», aggiunge Sara Marcozzi, «il Presidente definì questo ospedale posto sulla ‘Striscia di Gaza’ in modo da consentire ai pescaresi di vederlo pescarese e ai chietini di vederlo chietino, una abile e furba azione di propaganda territoriale, insomma, per far innamorare tutti del progetto che però, di fatto, non sarà utile né a Chieti né a Pescara».

 «Ci domandiamo, inoltre, quali siano gli attori coinvolti nel project-financing. Pare persista la presenza del Gruppo Maltauro, lo stesso gruppo tristemente noto alle cronache per lo scandalo EXPO' per il quale l'amministratore fu arrestato. Parliamo ancora di Maltauro? Come è stato possibile, in un solo anno, passare da un progetto da 200 milioni a uno da 450? E’ questo che il Governo regionale auspica per i propri cittadini?  Le strutture ci sono, quello che occorre sono strumentazione e ottimizzazione del personale che troppo spesso viene utilizzato in maniera inappropriata».

Sullo sfondo rimangono i dubbi su tutta l’operazione, di fatto ufficialmente iniziata con la proposta -non richiesta- di un privato e piaciuta subito tanto al pubblico. Maggiore chiarezza non guasterebbe per far apprezzare questa ennesima imposizione di pochi, magari anche una approfondita discussione nelle sedi istituzionali non guasterebbe.

Del resto si parla di un progetto più che ambizioso, costoso e che graverà nel bene e nel male su un vasto territorio sia dal punto di vista sanitario che sociale ed economico.

OSPEDALE DI CHIETI MALTAURO BOZZA DI DELIBERA REGIONALE