LA PASSERELLA

Renzi in Abruzzo, «nel cuore del Gran Sasso c'è il profumo del futuro»

Ci sono 60mln a Laboratori Gran Sasso

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CHIETI. Matteo Renzi ha scelto l'Abruzzo per celebrare i due anni di governo e per ribadire gli 'argomenti forti' della sua attività.

Per i Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso, all'Aquila, arrivano 60 milioni perché «per noi - dice il premier - il futuro è intelligenza, talento, curiosità e ricerca»: risorse che permetteranno la caccia alla materia oscura, la materia invisibile e inafferrabile che occupa il 25% dell' universo.

Fondi, ma anche nuove regole: come rilanciare il lavoro con il Jobs Act. E quindi nella seconda puntata del suo tour in Abruzzo eccolo alla Walter Tosto, un'azienda leader del Chietino che produce serbatoi e cisterne industriali e che esporta in tutto il mondo, e che grazie al Jobs Act nel 2016 assumerà 100 lavoratori.

«Va ringraziato chi crea posti di lavoro. Spero di non aver interrotto il vostro lavoro, anche perché avete tanto da fare. Come la nuova ruota panoramica di New York che state realizzando», rivolgendosi alle maestranze della Walter Tosto.

Un ponte quindi dal cuore dell'Appennino alla Grande Mela, nel segno di un orgoglio nazionale.

«Nel cuore del Gran Sasso c'è il profumo del futuro, siamo convinti che prima o poi tireremo fuori un Nobel», e nello stesso tempo plauso ad aziende che come la W. Tosto, che fanno innovazione e assumono, puntando sulla «qualità dei lavoratori».

«Giro il mondo e tutti mi ricordano le belle vacanze che hanno trascorso in Italia. Persino Obama mi ha confessato che appena finisce il mandato si prenderà del tempo per venire in Italia - ha poi ricordato il premier ai lavoratori della Tosto - all'estero tutti sono stupiti della qualità dei nostri prodotti, e delle lezioni che abbiamo dato al mondo sulla qualità delle nostre opere».

Quindi l'elogio per il management della Walter Tosto preso ad esempio dell'Italia che funziona: «avete costruito il futuro altro che fare la fine della Grecia».

E se è giusto provare esperienze di lavoro, anche di ricerca all'estero, nei nostri Laboratori - ha evidenziato Renzi - ci sono 1000 ricercatori di cui 300 italiani. L'Italia non è quindi «il Paese da dove si fugge ma un Paese che sa anche attrarre le migliori eccellenze».

IN ABRUZZO 7.600 POSTI DI LAVORO CON JOB ACT

«Nel 2015, grazie al jobs act sono stati creati in Abruzzo circa 7.600 posti di lavoro, numeri che sono in crescita anche nel 2016. E' una vittoria del Governo Renzi», ha detto il presidente della Giunta regionale d'Abruzzo, Luciano D'Alfonso.

«L' Abruzzo sta vivendo un momento di forte determinazione e di ferma volontà di riprendere il suo cammino - ha sottolineato ancora D'Alfonso - In questo momento, all'opera ci sono 148 mila imprese e 476 mila occupati percipienti reddito da lavoro. Ma c'è un altro numero importante che voglio sottolineare e mi riferisco agli studenti: abbiamo 220 mila persone che sono impegnate a preparare il loro futuro, 60 mila di essi sono studenti universitari. Dentro questa cornice - ha osservato D'Alfonso - abbiamo l'obbligo di creare lavoro e occasioni di aumento di ricchezza. Perché oggi siamo nella sede della Walter Tosto Spa? Qui si sono incrociate positivamente le innovazioni normative introdotte dal Governo Renzi, la semplificazione del mercato del lavoro e la semplificazione amministrativa della pubblica amministrazione nei confronti di chi vuole creare ricchezza».

Con il jobs act l'impresa abruzzese Walter Tosto Spa di Chieti ha assunto 49 dipendenti nel 2015 e altri 40 saranno assunti nel corso del 2016.

«Questo incrocio - ha proseguito il presidente della Giunta regionale - ha fatto in modo che il patrimonio di norme nuove, incontrandosi con imprenditori coraggiosi, generasse in Abruzzo 7.600 posti di lavoro in più nel 2015 e ci sono numeri interessanti anche nel 2016. Voglio ricordare che l'Unione Europea e il Governo nazionale ci hanno consegnato due miliardi di euro in mano che noi vogliamo impiegare per creare lavoro e ricchezza; accanto alle risorse finanziarie, però, noi dobbiamo imparare a usare anche le risorse normative, come ci ha dimostrato in questi due anni il Governo Renzi. L'Abruzzo ha bisogno di lavoro perché - ha concluso il presidente D'Alfonso - è capace di fare e di lavorare».

 

CACCIA ALLA MATERIA OSCURA, DA CERN A GRAN SASSO 

Dopo le onde gravitazionali, la materia oscura è il nuovo grande obiettivo della ricerca internazionale e, ancora una volta, l'Italia è in prima fila in questa incredibile caccia alla materia invisibile e misteriosa che occupa ben il 25% dell'universo. La materia ordinaria, quella di cui sono fatti l'uomo, le stelle e i pianeti, rappresenta appena il 5%; la maggioranza dell'universo (75%) è costituita dall'enigmatica energia oscura. Già alla fine dello scorso anno le maggiori riviste scientifiche internazionali avevano indicato la scoperta della materia oscura come uno dei grandi traguardi scientifici del 2016, accanto alla scoperta delle onde gravitazionali.

Anche per la materia oscura, proprio come per le onde gravitazionali, la scoperta sarà il risultato di una grande collaborazione internazionale. Sono almeno tre i maggiori progetti in corso e in tutti l'Italia riveste un ruolo importante. Il primo esperimento si chiama Darkside, è condotto nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e, grazie ad un importante finanziamento promesso dal governo, potrà aumentare notevolmente la sua potenza. E' un esperimento internazionale finanziato dall'Italia, con l'Infn, e dagli Stati Uniti, con National Science Foundation e Dipartimento dell'Energia.

Vi partecipano anche gruppi di Francia, Polonia, Ucraina, Russia e Cina. Il secondo cacciatore di materia oscura è l'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern, che tornerà a funzionare in primavera dopo una pausa tecnica e nel quale l'Italia ha una partecipazione importante tramite l'Infn. Le collisioni che avverranno alle energie incredibili di questa macchina, finora mai raggiunte, permetteranno probabilmente di vedere le particelle di cui è fatta questa materia invisibile, la cui esistenza è stata intuita solo nel 1933 e seriamente sospettata solo negli anni '70.

Il terzo esperimento si trova nello spazio ed è il rivelatore Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), dal 2011 al lavoro all'esterno della Stazione Spaziale. L'Italia vi partecipa per il 25% con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l'Infn. Costato 2 miliardi di dollari, l'esperimento è stato ideato 20 anni fa dal Nobel Samuel Ting, del Cern, e da Roberto Battiston, attuale presidente dell'Asi.


SUBITO L'AQUILA-AMATRICE 

Pierpaolo Pietrucci, presidente della seconda commissione del Consiglio regionale (Territorio), ha invece detto a Renzi che gli invierà un report sulle infrastrutture su ferro, gomma e aria e sui ritardi inspiegabili dell'Anas nazionale nei lavori sul terzo e quarto lotto della superstrada L'Aquila-Amatrice. L'istanza è stata inoltrata, precisa, «visto che da un anno c'è la copertura finanziaria, circa 90 milioni di euro, di entrambi i lotti»


THALES; D'ALFONSO, VERIFICHE RENZI CON FINMECCANICA 
E D’Alfonso ha comunicato anche che Renzi ha detto che si farà carico di verificare con Finmeccanica le possibilità della Thales, fermo restando il mercato. «Non dispero, abbiamo fatto un punto di lavoro. C'è un forte incoraggiamento da parte del premier e un percorso da fare insieme».

La Thales, azienda che si occupa di sicurezza informatica ha licenziato circa 90 persone, con la delocalizzazione delle attività all'estero. Il gruppo francese proprietario dell'azienda ha deciso di uscire dal settore della ricerca nella 'guerra elettronica', in Italia. Di conseguenza i licenziamenti, mantenendo 25 lavoratori per una joint venture con la Malesia. Nella legge di Stabilità è stato inserito un emendamento che stanzia dei soldi per le aziende che si occupano di questo settore dell'elettronica in Abruzzo. Da qui il percorso con il coinvolgimento di Finmeccanica.

«I VERI PROBLEMI»

Il deputato Fabrizio Di Stefano (Forza Italia) avrebbe invece voluto delle spiegazioni sul futuro dell’aeroporto pescarese e se ci sono ancora le risorse per il completamento del fondovalle Sangro e se si potrà fare il dragaggio del Porto di Ortona.

«Sarebbe interessante sapere se all'Aquila- dice Di Stefano- oltre ad ammirare i meravigliosi panorami della nostra terra e a visitare i Laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha affrontato anche i problemi, ben più gravosi, legati alla ricostruzione. Ci spieghi ancora se la nostra Sanità sarà in grado di sopravvivere al ciclone d'Alfonso, ai dettati (ospedali ridotti e reparti cancellati) del Decreto Lorenzin e alle discutibili scelte in materia di sanità privata che d'Alfonso continua a prendere. Una cosa è certa: di quello che avevamo ipotizzato qualche tempo fa, ne abbiamo avuto piena conferma: D'Alfonso si ritirò da quello che, su indicazione delle regioni, era il referendum sulle trivellazioni petrolifere a mare, solo per ingraziarsi le simpatie del Premier. La visita odierna- conclude- evidentemente, rientra in una di quelle cortesie strappate da D'Alfonso. Peccato che tutto si consumi sulla pelle degli abruzzesi».