L'ALTRA SPONDA

Macroregione Adriatica: se ne parla a bordo di nave Maestrale

Presidenti Marche e Abruzzo su fregata a tappa di Ortona

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ORTONA. “Il cammino della Macroregione Adriatico-ionica sulle tracce dell'Ipa Adriatic Cbc" è il titolo del convegno - organizzato dalla Regione Abruzzo - che si è svolto mercoledì mattina a bordo della fregata "Maestrale" nel porto di Ortona dove resterà fino a giovedì, quando salperà per Trieste.

«Abbiamo voluto, non a caso - ha detto il presidente della Regione Luciano D'Alfonso -, affrontare queste tematiche oggi sulla Maestrale in contemporanea con le votazioni sulla strategia per la Macroregione Adriatico-ionica e sull'emendamento che dovrebbe portare l'Abruzzo nelle reti di trasporto transnazionali Ten-T. Quello della Macroregione Adriatico-Ionica é un progetto che ci vede fortemente motivati e in prima linea con al fianco la Regione Marche che é stata la prima a credere in questa opportunità e la Croazia che rappresenta in questo senso un partner privilegiato anche nella difesa delle nostre coste».

Fra i relatori del convegno il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il presidente dell'Autorità portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti e il rappresentante dell'Ambasciatore della Croazia in Italia Llija Zelalic.

 Il presidente della Regione Marche Ceriscioli: «Sono 15 anni che lavoriamo per la Macroregione. Dobbiamo lavorare per una esigenza condivisa e partire dall'Ipa Adriatic ha rappresentato un terreno per realizzare i progetti. La Macroregione ha la necessità di realizzarsi anche con il dare la priorità a quei punti che abbiamo costituito come Macroregione come quelli di innovazione, sostenibilità e Università. Ora dobbiamo dare il via a una seconda fase non massimizzando gli obiettivi di una singola Regione, ma guardando ad una condivisione generale».

Sullo sfruttamento dei giacimenti di petrolio, Cerisciuoli ha detto che «sulle piattaforme le strategie comuni sono quelle di superare la costa».

«Le Marche sono qui», ha sottolineato D'Alfonso , «dal momento che sono state la prima Regione a scommetterci. Non a caso, - ha proseguito - proprio il pullulare delle idee delle Università, del sistema delle imprese, dei clusters che ha saputo generare la sinergia tra Università, imprese e classi dirigenti marchigiane, ha dato luogo ai primi temi che poi hanno favorito la collaborazione di questa parte dell'Adriatico con quella dell'altra sponda. E' interessante constatare - ha ripreso D'Alfonso - come da una vicenda distruttiva come la guerra si sia generato un progetto di questa ambizione e si sia determinata anche una certezza e cioè che non si può rimanere tal quali eravamo nel '900 rispetto alle sfide del futuro». Il presidente della Giunta regionale d'Abruzzo, Luciano d'Alfonso, ricordando i numeri della Macroregione Adriatico-Jonica (9 milioni di bambini fino ai 15 anni di età, 4 milioni di studenti universitari, 37 milioni le persone in cerca di occupazione, 10 milioni gli anziani con un PIL complessivo che raggiunge quota 956 miliardi di euro e 110 mila brevetti e innovazioni), ha ribadito il concetto che «le infrastrutture sono ormai ben più lunghe dei confini amministrativi: sia quelle della gomma che quelle quell'acqua e del cielo. Così come le tematiche - ha aggiunto - sono sempre più complesse. Un esempio? La difesa del mare dall'aggressione delle piattaforme petrolifere ma anche le questioni legate al diritto alla salute. Per cui, ragionare in un'ottica solo regionalistica - ha detto D'Alfonso - corrisponde ad una visione miope del futuro che non tiene conto, ad esempio del fatto che le aspirazioni dei giovani come quelli del progetto Erasmus che sono i primi sostenitori di questo allargamento di frontiere. E' per questo - ha concluso il Presidente - che va ripensata l'intera offerta formativa ed educativa che ormai prescinde sia dai confini geografici che dalla collocazione dei presidi istituzionali e di Governo».

IL CORRIDOIO MARINO

 Creare un corridoio orizzontale europeo marino competitivo anche fra Ortona (Chieti) e Civitavecchia (Roma). Questo é uno degli obiettivi da perseguire nell'ambito della Macroregione Adriatico-Ionica. Lo ha detto il presidente dell'Autorità Portuale di Civitavecchia (Roma) Pasqualino Monti, intervenendo al convegno sulla Macroregione Adriatico-Ionica che si é tenuto sulla Fregata "Maestrale" della Marina Militare, attraccata ad Ortona, nella prima tappa del suo ultimo giro per i porti italiani prima delle dismissione.

«A livello nazionale si é capito - ha detto Pasqualino Monti - che le modalità di trasporto, che prima non dialogavano tra loro, ora lo possono e anzi lo devono fare in un momento come questo in cui l'Europa sta ridisegnando le rotte transeuropee con l'Italia che può contare su quattro importanti corridoi. Ristrutturare il sistema portuale e logistico del nostro Paese come si sta facendo con il ministro Del Rio, significa fare una sintesi e portare avanti un Piano strategico di portualità e logistica facendo sistema e, in questo caso specifico, coniugare anche due scali che oggi si affacciano su due sponde differenti come Ortona (Chieti) e Civitavecchia (Roma) che possono servire lo stesso mercato: quello di Roma. La grande sfida - ha detto il presidente dell'Autorità Portuale di Civitavecchia - é quella di utilizzare la nostra posizione centrale nel Mediterraneo per poter avere una quota di traffico superiore rispetto a quella degli anni scorsi. La sfida é ardua e significa per esempio per Ortona fare infrastrutture, avere e prendere finanziamenti e gestire un processo di sviluppo importante, con l'obiettivo comune di accorciare la filiera che dal produttore porta al consumatore e trasporta le merci da una parte all'altra dei Paesi del Mediterraneo».