DITTATURA PETROLIFERA

Ombrina, a Roma il giorno della verità su petrolio e inganni

Sbarca nella capitale la folla degli ambientalisti e delle associazioni contrarie alla deriva petrolifera

Redazione Pdn

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ABRUZZO. Stamattina alle ore 10, presso il Ministero dello Sviluppo Economico si svolgerà la Conferenza di servizi decisoria per la realizzazione del progetto “Ombrina Mare 2”, una piattaforma petrolifera con annessa nave di prima raffinazione che il Governo Renzi vuole realizzare nel mare abruzzese a poche miglia da dove sta nascendo il Parco nazionale della Costa Teatina.

Decine di pullman partiti all’alba da tutto Abruzzo arriveranno per far sentire la propria voce in un sit-in,  autorizzato dalla Questura di Roma, previsto a partire dalle 10:30 davanti al Ministero dello Sviluppo Economico in via Molise 2.

Se il progetto dovesse essere approvato i lavori potrebbero partire immediatamente e ci sarebbe esclusivamente la possibilità di proporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale.

IL VICOLO CIECO

Negli ultimi mesi si è assistito non solo in Abruzzo ad una serie di iniziative volte a fermare la deriva petrolifera. Tra queste vi è la presentazione del referendum da parte di 10 regioni (la cui maggioranza è governata dal PD) che dovrà essere approvato dalla Corte Costituzionale. In Abruzzo, invece, su consiglio di alcuni esperti si è deciso in extremis di votare una legge anticostituzionale che dovrebbe servire a prendere tempo. L’idea di una legge contraria alla Costituzione (e votata all’unanimità dai consiglieri abruzzesi – progetto di legge Mazzocca-Pietrucci) è stata presentata come ultima ratio e unica via. In realtà secondo altri esperti e tecnici potrebbe non servire poiché la conferenza dei servizi, proprio sulla scorta della palese incostituzionalità, potrebbe non tenerne conto. A quel punto alle associazioni e alle 10 regioni non resterà che andare davanti al Tar a difendere le loro ragioni pretendendo di applicare una legge… anticostituzionale.

La strada un tempo stretta si è mutata di fatto in un vicolo cieco solo grazie al gioco disinformativo della politica, specie quella del Pd, la quale se avesse davvero voluto risolvere il problema della deriva petrolifera avrebbe dovuto puntare i piedi e sollecitare i propri esponenti al Parlamento per rimangiarsi il voto sullo Sblocca Italia che ha di fatto dato il via alle trivelle. Invece non si è visto alcuno scontro o frattura tra i vari Pd locali e quello nazionali, preferendo far incanalare i comitati nel vicolo cieco per limitare le perdite di consenso…    

LA GENTE DA UNA PARTE, IL GOVERNO DALL’ALTRO

Il Wwf, insieme ad Associazioni, comitati ed enti locali si è dato appuntamento davanti al Ministero per manifestare una netta opposizione a quest’opera che rappresenterebbe «un pericolo per l’ambiente oltre che per le attività economiche». Tutto l’Abruzzo è contrario a quest’opera: dalla Regione Abruzzo che ha recentemente approvato una legge regionale e che ha proposto, insieme ad altre nove regioni un referendum nazionale contro gli articoli del Decreto “Sblocca Italia” che facilitano le attività di ricerca petrolifera, alla Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana, da tutti gli Enti locali interessati alle Associazioni di categorie legate al turismo e alla pesca, oltre, ovviamente, alle Associazioni ambientaliste e a innumerevoli comitati locali.

Nel corso degli anni sono state organizzate moltissime iniziative contro “Ombrina Mare” alle quali hanno partecipato decine di migliaia di cittadini, tra cui le grandi manifestazioni di Pescara il 13 aprile 2013 con 40.000 partecipanti e di Lanciano il 24 maggio 2015 con 60.000 partecipanti.

«Renzi, in perfetta sintonia con i governi precedenti a maggioranza PD, ha svenduto l'Abruzzo ai petrolieri», denunciano i 5 Stelle che sul caso hanno presentato 5 interrogazioni, 2 mozioni parlamentari, una risoluzione in commissione, 2 proposte di legge, decine di emandamenti, un esposto alla procura, 1 risoluzione in regione, 1 proposta di legge d'iniziativa regionale, l'attivazione del parco costa teatina e l'istituzione del parco regionale.

Oggi «è l'ultima possibilità per il PD di dimostrare di avere ancora qualcosa di democratico, oltre al nome che indegnamente lo identifica», dicono i parlamentari.

Intanto il Consiglio regionale, alla vigilia della conferenza dei servizi,  non ha approvato la proposta elaborata dal coordinamento NO Ombrina per tutelare quel tratto di mare e proseguire la battaglia contro il progetto. «Emerge per l'ennesima volta una palese incompetenza e negligenza della Giunta e del Consiglio, un mancato impegno concreto nonostante il fiume di chiacchiere e dichiarazioni», contesta Maurizio Acerbo (Rc).  «Le responsabilità della maggioranza dalfonsiana che ha vanificato il lavoro portato avanti dai movimenti è enorme».

«Appare incredibile - spiegano i comitati contrari al progetto-  che un’intera regione non sia minimamente ascoltata da un potere centrale proteso a promuovere esclusivamente gli affari dei petrolieri. L’economia diffusa, quella che produce lavoro e distribuisce ricchezza, deve capitolare, secondo il Governo Renzi, davanti agli interessi delle lobby. Ricordiamo che, per stessa ammissione della Rockhopper, i posti di lavoro creati da Ombrina saranno una quindicina, meno di quelli assicurati da un ristorante, a fronte di un danno immenso al turismo».

«Salvare l'Abruzzo dalla deriva petrolifera è l'impegno prioritario di tutti, sia delle associazioni ambientaliste, dei comitati e dei movimenti che di Sinistra Ecologia Libertà».

Anche ieri nella riunione del Consiglio Regionale, a causa di numerose assenze nella competente commissione consiliare, non si è riuscito a discutere la proposta di legge di istituzione del Parco Marino Regionale “La Costa dei Trabocchi del Chietino” che vede come primi firmatari Mazzocca (SEL) e Pietrucci (PD). «Il rinvio della discussione di questa legge, non certo desiderato dai presentatori (Mazzocca era al suo posto in commissione)», dice Sel, «non inficia, tuttavia, la strategia messa in atto dalla Regione Abruzzo per impedire che, a partire da Ombrina, il mare Adriatico diventi un immenso Bacino minerario».

Questo su Ombrina è di sicuro lo scontro sociale più aspro mai combattuto in Abruzzo e nel quale si intuiscono forze oscure, connivenze, interessi economici fortissimi ma anche legami e coperture a tutti i livelli che di fatto hanno già fagocitato la “politica” e depotenziato gli ultimi brandelli di quella che la Costituzione chiama ancora “democrazia”.

ORE 13. RINVIO DI TRE SETTIMANE

E' stata rinviata agli inizi di novembre la conferenza dei servizi sull'autorizzazione a Ombrina Mare, in programma questa mattina al ministero dello Sviluppo Economico. E a Roma, per manifestare e dire no alle trivelle in Adriatico, erano arrivati in tanti.

 «Sono tre settimane importantissime - commenta Sara Marcozzi, consigliere regionale abruzzese del Movimento 5 Stelle - questo tempo offre al Governo centrale la possibilità di calendarizzare la legge di iniziativa regionale del M5S che impedisce di fatto l'avvio di Ombrina nel nostro territorio. Ogni deputato abruzzese, di qualunque schieramento politico, ha il dovere di fare tutto ciò che è nelle sua possibilità per agevolare la discussione e la votazione di questa legge in Parlamento».

«Il M5S ha partecipato a questa manifestazione - continua - con grande orgoglio e con la consapevolezza di poter camminare tra le persone a testa alta, anche quelle meno informate, poiché siamo stati l'unica forza politica ad attuare dentro e fuori dal palazzo le iniziative concrete, e non di propaganda, proposte dai comitati senza mai fare un passo indietro».

«La mobilitazione di tanti Sindaci abruzzesi», ha detto il deputato Sel Gianni Melilla, «a partire dal sindaco di Vasto Luciano Lapenna, presidente regionale dell'ANCI Abruzzo,  della Regione, con il sottosegretario Mario Mazzocca, dei comitati e associazioni ambientaliste, e di centinaia e centinaia di giovani, venuti a loro spese in pullman, testimonia la irriducibile volontà popolare di non delegare a multinazionali estere il futuro del nostro mare. Chi deve intendere, intenda.

Il Governo si fermi finchè è in tempo».

«CLIMA ANTIDEMOCRATICO»

«In un clima anti-democratico», dice il Forum Acqua, «con i sindaci che non hanno potuto avvalersi di tecnici ed avvocati come avrebbero voluto, con i cittadini, consiglieri regionali e deputati dell'opposizione tenuti fuori dai luoghi delle decisioni che riguardano i territori in cui abitano, vi è stato un mero rinvio tecnico di alcune settimane. A questo punto vi è tutto il tempo per approvare in sicurezza la legge regionale di istituzione del Parco marino Trabocchi del Chietino davanti a S.Vito chietino e Rocca S.Giovanni. Niente scuse, il governo regionale deve assolutamente presentarsi al prossimo appuntamento con tutte le carte necessarie per bloccare o almeno rallentare il progetto. Noi cittadini in ogni caso lotteremo fino all'ultimo secondo per difendere l'Adriatico».

 Il Wwf ricorda che il progetto “Ombrina Mare 2”, ricorda il WWF, è il più impattante dell’Adriatico: prevede l’installazione di una piattaforma (di 35x24m) alta oltre 45 metri dal livello del mare, a 6 miglia marine dall’area dell’istituendo parco nazionale della Costa teatina, collegata a una raffineria galleggiante-FPSO, lunga 320 metri e larga 33 con una altezza dal livello del mare di 54 metri, che stazionerà a sole 10 miglia dalla costa, con un intricato sistema di condotte sottomarine per un totale di 36-42 km. Rappresenterà un pesantissimo vulnus per le scelte economiche di un territorio che vuole puntare per il proprio futuro su ben altre prospettive  che non i combustibili fossili.

Il WWF chiede al Governo nazionale di favorire l'uscita dai combustibili fossili, invece di investire in progetti inutili e pericolosi per l'ambiente e gli ecosistemi marini, per il turismo, per la pesca e per le popolazioni della costa.

PUPILLO: «VINTA UNA BATTAGLIA»

«Abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra: il nostro no ad Ombrina è più che mai deciso e determinato, il rinvio di tre settimane della conferenza di servizi da parte del Ministero dello Sviluppo Economico è una vittoria delle comunità rappresentate dai Sindaci e dai tanti studenti, cittadini e Movimenti arrivati a Roma per manifestare pacificamente. Ma non basta ancora. Personalmente ho proposto e ottenuto che gli Enti possano essere accompagnati da esperti e tecnici del settore nei prossimi tavoli tecnici su Ombrina, cosa che oggi ci è stata vietata. Andremo fino in fondo insieme alla Regione e saremo sempre in prima fila per cercare di impedire lo scempio della nostra Costa Frentana e dire no alle trivellazioni del nostro Adriatico».

Lo dichiara il sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, che questa mattina ha partecipato a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico, nel corso del quale è stata rinviata la conferenza di servizi su Ombrina.

Il Comune di Lanciano è stato rappresentato alla manifestazione che si è tenuta a Roma, oltre che dal Sindaco, dagli Assessori Valentino Di Campli, Marcello D'Ovidio e Davide Caporale e dai Consiglieri comunali di maggioranza, Antonio Bianco (PD) e Piero Cotellessa (Psi-Sel).

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