ONE MILLION BRIDGE

“Presentato” il Ponte del cielo, progetto povero e «imposto» tra le polemiche

Per gli architetti si doveva fare una gara di progettazione. Per il M5s non si può realizzare

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PESCARA. In un’ora e mezzo di chiacchiere solo due minuti sono stati dedicati alla “presentazione” del progetto del Ponte del Cielo. Strano modo di intendere il concetto di “presentazione”, “informazione” e “concertazione”.

Ma è chiaro da tempo che su certi argomenti non c’è possibilità di vero “confronto informato”.

 E così anche l’incontro di ieri nella sala comunale del consiglio di Pescara non è stato altro che la solita verbosa chiacchierata sterile che si può riassumere in «come siamo bravi», l’autocelebrazione che evidentemente è ancora così necessaria ai partecipanti.

C’erano il presidente di Regione, Luciano D’Alfonso, il vicesindaco, Enzo Del Vecchio, il sindaco, Marco Alessandrini, e il presidente della Provincia Antonio Di Marco, che sono intervenuti su temi generici di “ampio respiro” abbandonando spesso il focus dell’incontro.

Non sono mancate anche le polemiche circa l’imposizione del progetto senza alcun tipo di concertazione preventiva (l’unica possibile) o critiche circa la compatibilità urbanistica.

Si è capito che Regione e Comune devono fare in fretta perché il 31 dicembre bisogna sistemare le carte che dimostrano la «reale obbligazione» alla destinazione dei fonti europei.

Si è capito anche che l’opera si doveva fare a prescindere e che i soldi si sarebbero trovati comunque mentre si è spiegato che i fondi sono vincolati (allo sviluppo turistico)  e dunque i rappresentanti delle istituzioni hanno praticamente fatto intendere che o si faceva la passerella o non c’erano alternative.

Forse prendendo un operatore turistico a caso e interpellandolo sull’argomento avrebbe sciorinato di getto almeno una decina di proposte alternative.

UN NON PONTE IN DUE MINUTI

I due minuti più preziosi dal punto di vista informativo del progetto sono stati occupati dall’intervento dell’ingegner Giuliano Rossi, dirigente del Comune e responsabile del gruppo di lavoro che dovrà fare in fretta.

Si è ribadito così che la passerella ha un diametro di 84 metri, 4,5 metri e mezzo di larghezza per una circonferenza di 263 metri.

La passeggiata sarà sostenuta da 164 pali di acciaio Inox lunghi 8 metri di 7 centimetri di diametro per uno spessore di 2,7millimetri. Ci saranno due ringhiere: una all’interno della circonferenza ed una all’esterno mentre un sistema di illuminazione permetterà di illuminare sia gli assi calpestabili che il mare sottostante.

Sarà previsto uno scivolo per i disabili per l’accesso.

Fine della relazione tecnica.

Dunque un non ponte (per definizione dovrebbe superare un ostacolo) ma una passerella o un pontile circolare con struttura molto semplice e leggera ma come potrebbero essercene molti anche se per quelli non si spendono milioni.

Sarebbe stato interessante anche capire il procedimento attuato dalla Regione per arrivare alla cifra da stanziare cioè un milione di euro. Si farà una gara di appalto? Sarebbe stato interessante anche capire se l’idea è originale o si tratta di una idea “ripresa” da un altro progetto, per esempio in Danimarca, e nel caso se non vi possano essere sgradevoli contenzioni al riguardo.

MANUTENZIONE: VIETATO IMPARARE DAL PASSATO

In due minuti non è stato detto nemmeno nulla sull’argomento più importante di tutti visto che il milione di euro si dà già per speso: la manutenzione ordinaria e straordinaria che sarà a carico del Comune (pulizia dei percorsi pedonali, manutenzione della pavimentazione, sostituzione delle tavole di legno, sostituzione e ripristino parapetti) quanto costerà?

Nessuno ha fatto notare che pali del genere sono molto “fragili” pur essendo di acciaio Inox in quanto immersi nell’acqua marina e la loro durata non è eterna ma stimabile in pochi anni. Come si cercherà di preservare dunque l’opera e di farla sopravvivere per molto tempo? Esempi concreti di come reagisce l’acciaio al mare sono milioni ma se si vuole rimanere nel circondario basta guardare il pontile di Francavilla arrugginito ed ossidato o lo stesso Ponte Del Mare che ha avuto bisogno di manutenzione dopo cinque anni.

 D’Alfonso non ha aggiunto nulla di più ma ha spronato ossessivamente tutti a fare e fare di più perché

«se la politica non fa le idee fa le denunce» o come diceva il santo «se il tempo non viene impegnato per fare, arrivano gli atti impuri», ha elogiato il progetto e l’opera che ritiene utile per la città ed il suo sviluppo turistico.

NIENTE CONCORSO DI PROGETTAZIONE

Critiche sono giunte dall’Ordine dal presidente dell'Ordine degli Architetti di Pescara, Laura Antosa, «la partecipazione, che ad oggi viene confusa ancora con la politica dell'annuncio, è un processo tanto articolato quanto complesso che non riesce a decollare nelle scelte di governance cittadina: la presentazione del Bridge del cielo ne è un'ampia testimonianza. Non è possibile discutere di un progetto tanto importante, evocativo e perché no strategico, se non contestualizzato nell'ambito di una visione ampia. Il Ponte del Cielo - con il tema suggestivo della rievocazione del pontile, del mare, del collegamento, dell'approdo - avrebbe rappresentato sì davvero un'occasione importante ed innovativa se affrontata con un reale sistema di partecipazione, di confronto ex-ante e non a preliminare approvato. Un'occasione per creare una competizione tanto meritocratica quanto risonante ed attrattiva per la città stessa: un concorso di progettazione, uno strumento chiesto a gran voce dalla comunità dei progettisti da sempre, convinti che rappresenti uno strumento virtuoso per la collettività ed il territorio, attrattore di competenze professionali qualificate, capace di convogliare il dibattito e di regalare alla collettività un patrimonio di progetti e soprattutto attrattore economico».

Insomma l’ennesimo progetto imposto per ragioni precise: la fretta. Infatti siccome bisogna sfruttare i finanziamenti europei che danno scadenze ristrette le procedure di concertazioni vengono messe da parte.

VINCOLI URBANISTICI MESSI DA PARTE

La consigliera Erika Alessandrini (M5s) invece accusa Comune e Regione di dimenticare che il Piano demaniale comunale, approvato quando D’Alfonso stesso era sindaco di Pescara, prevede che «le opere di urbanizzazione, attrezzature pubbliche o di pubblico interesse, ritenute necessarie dall’Amministrazione Comunale, potranno essere realizzate fino al limite a mare delle zone libere», cioè sulla spiaggia e non sull’acqua.

«Mentre Renzi torna a parlare del Ponte sullo Stretto per collegare la Sicilia alla terra ferma»,  commenta la consigliera M5S Erika Alessandrini, «qui in Abruzzo il Governatore presenta alla città un ponte campato per aria, che non collegherà due sponde di un fiume o due rive di uno stretto, ma sarà un semplice pontile circolare, più largo che lungo, che nemmeno può essere realizzato a causa delle norme del Piano demaniale che impediscono le costruzioni nello specchio d’acqua antistante la spiaggia e che in particolare “al fine di ristabilire i corridoi di visuale del mare vieta anche l’installazione ed il mantenimento di qualsivoglia struttura di ingombro volumetrico e/o comunque barriera visiva in corrispondenza di piazza I Maggio».

«Ormai noi pescaresi», aggiunge la consigliera Alessandrini, «siamo abituati ai vezzi del “faraone”, che non riesce a costruire piramidi, ma che vuole provare, altrettanto anacronisticamente, a lasciare un altro segno indelebile del suo passaggio politico. Non possiamo permettere altro spreco di risorse pubbliche per finanziare opere che di turistico hanno poco o nulla, sarebbe ora di smettere di utilizzare i nostri soldi per alimentare la propaganda politica di un PD smemorato ed autocelebrativo che dimentica tutte le priorità della città di Pescara».