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Ponte del cielo, già tutto deciso: può iniziare la “concertazione”

Assemblea pubblica di presentazione dell’opera «autocelebrativa del megalomane D’Alfonso»

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PESCARA. L’idea (quasi una ossessione) è vecchia di almeno dieci anni, dopo incontri e chiacchiere, ora l’iter amministrativo è iniziato: il progetto preliminare è già stato approvato grazie al fatto che la Regione ha già trovato 1mln di euro.

E’ il ponte del cielo l’opera-marchio che contraddistinguerà questa nuova era dalfonsiana come fu il calice di Toyo Ito o il Ponte del mare allora.

L’idea è nata diversi anni fa e la volontà era quella di replicare qualcosa che in città c’era già prima degli anni 50.

L’attuale presidente della Regione D’Alfonso ci ha abituato ai cicli come quei grandi amori della canzone che “fanno dei giri immensi e poi ritornano” e così questa è l’ora del Ponte del cielo.

E non c’è grande opera se non c’è almeno una occasione ufficiale per presentarla al pubblico.

L’appuntamento è per domani, 7 ottobre,  nella sala del consiglio comunale alle 17.30 insieme al sindaco Alessandrini, D’Alfonso ed il presidente della Provincia Di Marco e sarà un modo per autocelebrarsi e glorificarsi e per illustrare un po’ più nel dettaglio le caratteristiche del pontile che nel frattempo è diventato circolare e disegnato dall’’ingegnere Giuliano Rossi, il progettista l’architetto Giancarlo Laorenza, e gli architetti Massimo Cantagallo e Enrico Iacomini.

Una grande occasione che vorrebbe coinvolgere in maniera ufficiale persino l’Ordine degli architetti che aveva convocato per oggi, 6 ottobre 2015, una assemblea straordinaria dell’Ordine poi subito rettificata in “call”, una sorta di chiacchierata di preparazione in vista dell’appuntamento di domani.

La cosa non è passata inosservata a qualcuno che si è chiesto come mai questa precipitosa ed importante convocazione a meno di 24 ore dalla presentazione in sala consiliare del progetto? E che senso ha ora che il progetto è già in iter autorizzativo?

Una “chiamata” che suona stonata ad alcuni iscritti che lamentano in verità di non essere mai stati interpellati per le scelte più importanti della città.

«Ora all'improvviso siamo chiamati a dire la nostra sul Ponte del cielo», dice l’architetto Gianluigi D’Angelo, «forse perchè ora che ci si sta accorgendo che gli architetti non condividono queste scelte ed è il caso di andare contro quell'amministrazione che guarda caso voleva la nostra Presidente come assessore all'urbanistica conviene far sentire la voce degli iscritti e non quella istituzionale? Quando bisogna dare risposte scomode è comodo chiamare in causa gli iscritti».

Ma non c’è solo la polemica interna ai professionisti: quella più vasta coinvolge per lo più tutte le forze politiche di opposizione al centrosinistra.

«Mentre centinaia di pescaresi e di turisti hanno nuotato per tutta l’estate in mezzo a 30milioni di litri di feci e liquami», dice Lorenzo Sospiri (Fi), «il sindaco Alessandrini e il Governatore D’Alfonso usano soldi pubblici per costruirsi un pontile e camminare ‘sulle acque’. È questa l’ultima trovata megalomane, un disperato éscamotage studiato dal sindaco nel vano tentativo di far dimenticare ai cittadini l’emergenza balneazione che gli è costata un avviso di garanzia, a lui e al suo vicesindaco, un’emergenza tenuta nascosta alla città con la relativa ordinanza mai pubblicata. Ma, cosa ancora più grave, è inconcepibile che in una città per la quale la giunta Alessandrini ha confezionato il ‘pacco’ del predissesto finanziario, condannando tutti a pagare le tasse al massimo per i prossimi dieci anni, si distragga 1milione di euro di fondi Fas non per un’opera ‘utile’, ma per l’ennesimo monumento autocelebrativo, un pontile per fare una passeggiata sul mare, in tondo, monumenti che, solitamente, non hanno portato granchè fortuna al Governatore, un esempio su tutti, il ‘bicchiere di vino’ di Toyo Ito».