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Giunta regionale e dimissioni farlocche: rieccoli di nuovo tutti lì

Di nuovo c’è solo Gerosolimo assessore mentre Mazzocca è sottosegretario al posto di D’Alessandro

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ABRUZZO. Una volta c’era bisogno di cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi non si cambia nulla per non cambiare nulla. Tutto come prima, tutto uguale.

Il presidente Luciano D’Alfosno non osa, non rilancia e non rischia e preferisce lasciare tutto com’era. La «pozzanghera si è asciugata» ed i trenta giorni passati a lanciarsi messaggi minacciosi ha di fatto portato Andrea Gerosolimo in giunta proprio così come chiedeva. E MAzzocca alla fine si accontenterà del posto di Camillo D’Alessandr di Sottosegretario. Ad uscire formalmente dall’esecutivo è solo Camillo D’Alessandro che comunque riceverà deleghe informali ed incarichi esecutivi di grande rilievo.

Si può lavorare anche senza i panni di assessore, avrà pensato D’Alessandro che si è dato un gran da fare in questi mesi per l’avvio della azienda unica dei trasporti e per Expo mentre è già certo che sempre lui si occuperà del Giubileo. D’Alessandro potrà beneficiare di una sorta di speciale investitura presidenziale, un’aura prodigiosa che gli permetterà comunque di essere un personaggio di spicco di questo esecutivo regionale.

A presentare l'entrata di Gerosolimo è stato lo stesso presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, in una affollata conferenza stampa a Pescara.

L'annuncio dopo 30 giorni dedicati, come ha detto lo stesso D'Alfonso ai cronisti, alla «rilettura».

«Oggi ricomincia un lavoro - ha detto D'Alfonso rispondendo alle domande dei giornalisti al termine della conferenza stampa - con forte determinazione e straordinaria ambizione».

 Alla domanda sulla questione della crisi durata 30 giorni D'Alfonso ha risposto: «Questo io lo giudico un foruncolo che abbiamo risolto con poco medicinale».

 A proposito delle deleghe, D'Alfonso ha parlato di «conferma al 90% di dediche di deleghe».

 L'11 agosto scorso Gerosolimo, l'altro consigliere di Abruzzo Civico, Mario Olivieri, e il consigliere del Pd, Luciano Monticelli, in dissenso con la maggioranza avevano disertato le commissioni e il consiglio regionale, facendo saltare l'assemblea per mancanza di numero legale e aprendo di fatto la crisi all'interno della maggioranza di centrosinistra.

VECCHIA NUOVA GIUNTA

La composizione della nuova Giunta è contenuta nel decreto numero 79 firmato dal presidente D'Alfonso, dell'11 settembre 2015.

Ecco la composizione: Luciano D'Alfonso, Presidente; Giovanni Lolli, vicepresidente - assessore esterno; Bartolomeo Donato Di Matteo, assessore; Andrea Gerosolimo, assessore; Silvio Paolucci, assessore; Dino Pepe, assessore; Marinella Sclocco, assessore.

Per le deleghe ci saranno solo ritocchi «per consentire al nuovo assessore di avere una certa omogeneità nelle materie».

 Il presidente della giunta abruzzese ha lodato Gerosolimo: «Un giovane che si è guadagnato l'elezione con il civismo di una lista difficile».

«Nelle prossime 24 ore definiremo la redistribuzione delle deleghe e in seguito ci sarà l'assegnazione dell'incarico di sottosegretario per Mazzocca - ha annunciato D'Alfonso -. Mazzocca continuerà a seguire le materie di cui si è occupato, avendo lavorato molto bene sull'ottenimento dei fondi per i depuratori e sul dissesto idrogeologico. D'ora in poi - ha rimarcato il governatore - dovrà concentrarsi ancora di più sul ciclo dei rifiuti, un settore troppo spesso appaltato all'impresa privata».

PROGRAMMA LIMATO

 D'Alfonso, oltre ad accogliere Gerosolimo in giunta, ha dovuto accettare anche la parziale ridefinizione programmatica richiesta dai due consiglieri di Abruzzo Civico, con l'appoggio di Luciano Monticelli del Pd. «Formazioni politiche come Abruzzo Civico avrebbero dovuto trovare spazio in giunta fin dall'inizio - ha sottolineato il governatore -. Abbiamo impiegato questi ultimi 30 giorni a lavorare per consentire il loro ingresso e anche per affinare la nostra marcia programmatica».

Questi i nodi principali elencati da D'Alfonso: «Riordino della normativa della vita culturale dell'Abruzzo, per superare la legislazione neroniana dell'era De Fanis, avvio di una riflessione sulle società partecipate, maggiore attenzione ai centri di ricerca e innovazione del mondo agricolo, sanità territoriale, emergenze infrastrutturali».

SEL SI ACQUIETA E MONTICELLI?

 Quanto alle barricate erette da Sel, che inizialmente aveva rifiutato l'estromissione di Mazzocca e il conseguente slittamento dell'ex assessore sulla poltrona di sottosegretario, D'Alfonso ha commentato: «Machiavelli insegna come sia normale, per qualsiasi soggetto politico, ingaggiare una dialettica finalizzata ad ottenere più spazi e più ruoli. Sel era interessata a far passare l'integrità delle proprie posizioni, in particolare con dei no rispetto ad alcune questioni ambientali e dei sì sui diritti civili, tutti temi sui quali abbiamo avviato un dialogo competitivo».

«Abbiamo avuto il coraggio di dire le cose che non vanno da un ventennio, ora dobbiamo avere il coraggio di cambiare le cose che non vanno da un ventennio. D'Alfonso si è impegnato e questa è una cosa seria», ha detto Andrea Gerosolimo (Abruzzo Civico), rispondendo ai giornalisti al termine della conferenza stampa di presentazione della nuova composizione del governo regionale. «Le aree interne hanno bisogno di un riferimento che possa permettere all'Abruzzo di viaggiare a una sola velocità. Abbiamo un Abruzzo a due velocità e questo non ce lo possiamo più permettere», ha sottolineato Gerosolimo.

Avvertimento chiaro e forte per Monticelli: «Monticelli ha dimostrato disincanto, dissacrazione», ha detto D’Alfonso, «può essere letto come una grande libertà, l'importante che sia quel gesto e solo quel gesto. Oltre questo gesto - ha quindi sottolineato D'Alfonso - diciamo c'è l'irriverenza di cui non ha bisogno né la Regione, né il Partito Democratico».