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Nuovo percorso nascita, Paolucci: «si nascerà in Abruzzo in totale sicurezza»

La Asl di Chieti si attrezza per la sicurezza di partorienti e neonati dopo i tagli

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ABRUZZO. Riqualificazione dell'offerta ospedaliera e totale messa in sicurezza per partorienti e bambini. E’ questo l’obiettivo dichiarato per quella che viene definita «una vera e propria rivoluzione» con l'attivazione sul territorio del percorso Stam (trasporto assistito materno-infantile) e Sten (trasporto assistito neonatale), elementi centrali del nuovo percorso nascita.

Si spera così di ridurre la disabilità neonatale e la mortalità infantile, contenendo i rischi per la donna in gravidanza, attraverso un sistema capillare di trasporto in urgenza e una qualità assistenziale adeguata, specie in condizioni di rischio.

Si parte dalla provincia di Chieti, la più importante in termini numerici con i suoi 4000 nuovi nati rispetto ai 10300 che ogni anno ci sono in Abruzzo, dove nella sede della Asl l'assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, i vertici dell'azienda sanitaria, il direttore sanitario Pasquale Flacco e il Capo dipartimento materno-infantile Francesco Chiarelli, e il rappresentante del Comitato dei sindaci Luciano Lapenna, hanno presentato ieri il nuovo percorso nascita a seguito della chiusura del punto nascita di Ortona.

Si partirà da oggi, 1 settembre, in coincidenza dell'interruzione di nuovi trattamenti e ricoveri presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale ortonese.

Il territorio dell'Asl di Chieti sarà il primo a conoscere il nuovo corso: l'assessore Paolucci ha anticipato che a seguire sarà la volta della Asl di Pescara (1° novembre) e della Asl di Teramo (15 novembre). La partenza del nuovo percorso nascita coincide poi con una serie di investimenti negli ospedali di Lanciano, Vasto Chieti chiamati ad adeguare, in termini numerici e di prestazione, le sale parto a disposizione.

Sono tre le ambulanze acquistate, una per ciascun Punto nascita di I livello di Lanciano e Vasto dedicate al Servizio di trasporto assistito materno (Stam), mentre il mezzo a disposizione del punto nascita di II livello dell’ospedale di Chieti è riservato al Trasporto in emergenza neonatale (Sten). Un  parco mezzi che ha richiesto un investimento di circa 500 mila euro.

L’obiettivo è condurre la donna che presenta complicazioni al momento del parto nella struttura più attrezzata e dotata di professionalità adeguate, mentre in caso di nascita improvvisa e nell’impossibilità di trasferire la mamma, un’équipe della terapia intensiva di Neonatologia raggiungerà il punto nascita di I livello per prestare al neonato le prime cure e provvedere subito al trasferimento assistito.

Nel 2015 si prevede un aumento del numero di parti che potrebbero sfiorare i 2.000. Per la stessa ragione, è stato aumentato il numero di posti letto dedicati all’Ostetricia, ora a quota 27, a cui si aggiungono i 6 di Ginecologia e 4 di day surgery, a fronte dei precedenti 25 complessivi. In totale, la dotazione attuale del ‘SS. Annunziata’ è pari ai posti letto che sommavano in precedenza Chieti e Ortona.

 

Contestualmente, secondo quanto previsto dal programma di riorganizzazione dei punti nascita, sono state avviate le procedure per dare avvio a lavori di ristrutturazione anche a Lanciano e Vasto: per il  “Renzetti”, dotato di 12 posti letto di Ostetricia, 4 di Ginecologia e 2 di Day surgery, sono stati impegnati 4,2 milioni di euro, per la realizzazione di nuovi ambulatori e stanze di degenza. Per il “San Pio”, invece, dove di recente erano state eseguite opere di riqualificazione, soprattutto in sala parto, saranno investiti 2,7 milioni di euro, necessari per l’adeguamento di un reparto con 14 posti letto di Ostetricia, 4 di Ginecologia e 2 di day surgery.

Per quanto riguarda Ortona, invece, dalla mezzanotte di ieri non saranno più accettati nuovi ricoveri, mentre nulla cambia per le donne già presenti all’interno della struttura, la cui degenza seguirà il normale corso fino alla dimissione, sia per problemi di tipo clinico sia chirurgico, oltre ai parti. Ugualmente le attività ambulatoriali già prenotate fino a fine ottobre saranno garantite presso lo stesso ospedale, mentre per tutto il mese di settembre un ginecologo resterà in servizio attivo durante l’intera giornata, e in pronta disponibilità nelle ore notturne e nei giorni festivi, così da prestare assistenza qualificata a quelle donne che, in situazioni di urgenza, dovessero comunque rivolgersi al “Bernabeo”.

Le donne già in lista d’attesa per un intervento chirurgico, invece, saranno indirizzate e accolte in altre strutture aziendali, fatta salva la facoltà di ciascuna di scegliere liberamente l’ospedale e l’équipe a cui affidarsi.

 

«E' un segnale di qualità che vuole dare la sanità regionale - esordisce l'assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci - Per arrivare a questo livello di prestazione abbiamo operato importanti investimenti in termini strutturali negli ospedali di Lanciano, Vasto e Chieti; abbiamo elevato con investimenti di risorse umane il numero del personale che sarà chiamato a mettere in pratica il nuovo percorso; e abbiamo infine investito sulla rete di emergenza-urgenza».

«Da qui - spiega Paolucci - i 7,5 milioni di euro di investimenti per gli ospedali di Lanciano (4 mln) e Vasto (2 mln), dove sono stati programmati gli interventi più consistenti, e Chieti dove l'attuale punto nascita è stato messo in sicurezza».

 Anche in termini di posti letto, hanno assicurato i vertici della Asl, i nuovi istituiti a Chieti vanno a pareggiare quelli persi con la chiusura di Ortona. E proprio su Ortona, l'assessore Paolucci ha voluto aprire una parentesi importante: «Ad Ortona è nostra intenzione investire sulla Ginecologia oncologica, a conferma di voler connotare in termini di qualità l'offerta di quell'ospedale che già può contare sulla specializzazione di Senologia. Ma soprattutto - conclude Paolucci - la riorganizzazione e la riqualificazione dell'offerta sanitaria sul territorio non devono essere viste come semplice taglio, ma come opportunità di utilizzare le strutture sanitarie per sviluppare eccellenze o particolari servizi di qualità evitando in questo modo inutili e costosi doppioni».