IL FATTO

Incendio metanodotto Snam, verso il ritorno alla normalità a Colle Cretone

Riattivata la linea elettrica

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

162





PINETO. A Colle Cretone sono stati ultimati i lavori di rifacimento della rete elettrica semidistrutta a seguito dello scoppio della tubatura Snam di 4 mesi fa.
E' stata riattivata la normale fornitura dell’energia elettrica senza generatori, primo passo per il ritorno alla normalità.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Comitato Colle Cretone Lino Di Giosia che ha plaudito alla solerzia dell’intervento che interrompe la serie infinita di disagi causati ai residenti.
L'esplosione, nella quale rimasero ferite sette persone, avvenne la mattina del 6 marzo quando una frana causò la rottura del gasdotto provocando l'esplosione.
A causa dello smottamento del terreno sono crollati i tralicci che hanno rotto per una lunghezza di diversi metri la condotta del gas principale Cellino Attanasio-Bussi della Snam. Poi c'è stata un'esplosione e il boato si è sentito su tutta la costa da Roseto a Silvi, le fiamme erano alte circa 10-15 metri.
La deflagrazione ha smembrato parte delle case danneggiando anche le auto in sosta. Gli occupanti delle altre abitazioni poste nelle vicinanze sono state cautelativamente fatte evacuare. Alcune donne non appena hanno avvertito l'esplosione si sono allontanate mettendosi al sicuro.
Nelle scorse settimane il pool di geotecnici incaricato dal sostituto procuratore ha avviato un primo esame del piano del tracciato del metanodotto Snam, esame ritenuto indispensabile per valutare le possibili conseguenze dello smottamento del terreno nell’area.
Un fenomeno di smottamento con un piano di scivolamento a valle che, almeno da una primissima ricostruzione, potrebbe aver provocato la compressione del gasdotto. Gli accertamenti dovranno anche stabilire che tipo di manutenzione e quali controlli siano stati fatti nei mesi precedenti all’esplosione.
Benigno D’Orazio, in qualità di legale, ringrazia l'Enel e in particolare il responsabile Gianfranco Urbanelli per la celerità dei lavori da poco autorizzati, previo parere positivo dei consulenti tecnici, del sostituto Procuratore presso il Tribunale di Teramo, Silvia Scamurra.
“Adesso, il prossimo obiettivo – ha evidenziato l’avvocato D’Orazio, - sarà il reintegro delle normali condizioni di vivibilità di un’area che presenta ancora le laceranti ferite di quel tagico 6 marzo”. In questo senso il Comitato aspetta dalla Snam, appena sarà possibile, un’opera di indennizzo integrale della zona di Colle Cretone per restituire ai cittadini la serenità e la vivibilità di un’area verde di alto pregio naturale.
Il Comitato, costituitosi a seguito dello scoppio, conta settanta aderenti in rappresentanza dell’intera frazione; è presieduto da Lino Di Giosia, coadiuvato dal vicepresidente Riccardo Ruggieri, con Ben Ammar segretario.
Tre anni fa nello stesso punto dove è esplosa la condotta del gas erano stati effettuati grossi lavori di consolidamento della tubazione: era stato tolto un vigneto, poi dopo lo scavo era stato 'reinterrato' il tubo, 'fasciato' di nuovo e poi coperto con ulteriore terra. Secondo gli abitanti del luogo la zona è a rischio smottamenti e il terreno si è abbassato in più punti. Queste testimonianze potrebbero dare peso alle ipotesi secondo le quali la rottura del tubo sia dovuto a uno 'stiramento' del gasdotto dovuto a smottamenti sotterranei del terreno.