ADRIATICO NERO

La “Canzone del sole” contro il «mare nero» d’Abruzzo: ennesimo flash mob di protesta

Il Coordinamento No Ombrina contro il governo Renzi

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ABRUZZO. Il titolo è “La canzone del sole” ma il ritornello che rimane in testa fa “o mare nero, mare nero, mare nero…”  ed è questa la canzone scelta per evitare un futuro nero petrolio al nostro mare.

 Un migliaio di persone ha cantato poco fa al Lido Le Morge di Torino di Sangro in provincia di Chieti il successo di Battisti-Mogol. Turisti e residenti si sono uniti in coro per contrastare in maniera originale la deriva petrolifera che il Governo Renzi vuole imporre all'Abruzzo e all'Adriatico.

«Io sono un musicista e la musica può unire le persone», dichiara Orlando Volpe, del Coordinamento No Ombrina, «da attivista cerco di coinvolgere le persone in questa lotta proprio utilizzando l'arte. Due mesi fa trenta artisti abruzzesi hanno contribuito non poco, con il loro video-tributo a Lucio Dalla interpretando “Com'è profondo il mare”, al grande successo della manifestazione di Lanciano che ha portato in piazza 60.000 persone contro il progetto petrolifero Ombrina. Ora abbiamo coinvolto i cittadini invitandoli a cantare “La canzone del Sole” in un flash-mob anti-trivelle sulla spiaggia. Abbiamo scelto questa canzone anche perché Mogol ha ricordato di essersi ispirato per questa canzone alle sue vacanze giovanili a Silvi Marina».

«Abbiamo ideato e realizzato con il coordinamento No Ombrina questa iniziativa perché vogliamo essere parte attiva della lotta contro le trivellazioni in Adriatico sia come cittadini che come operatori turistici», dice  Giuseppe Susi, balneatore del posto e presidente della FIBA balneatori regionale di Confesercenti, «questi progetti mettono a rischio uno dei più importanti comparti per l'economia regionale, un settore che crea decine di migliaia di posti di lavoro partendo proprio dalle bellezze del territorio. Le dobbiamo preservare anche per questo perché i nostri turisti non vogliono vedere piattaforme petrolifere all'orizzonte ma solo le splendide falesie, i trabocchi e le spiagge della costa teatina. Questa è la nostra vera ricchezza».