DOPO IL SISMA

L’Aquila festeggia il primo matrimonio nella zona rossa

A sei anni dal terremoto la città prova a ripartire anche così

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L’AQUILA. Sono tornati domenica scorsa nel cuore della città per il loro giorno più importante:  la zona rossa de L’Aquila ha aperto così le sue porte al primo matrimonio effettuato dal 6 aprile 2009 e per un giorno è tornata a vivere aria di festa.

Cinque anni dopo scene di apparente felicità nel cuore sventrato della città che attende di tornare allo splendore di una volta. Grazie anche alla disponibilità del Comune che ha permesso il parcheggio degli ospiti in piazza, circa duecento persone (aquilani e non provenienti da Roma, Bologna e Ferrara), hanno potuto respirare una giornata da tempo dimenticata.

Simone ed Elena, bancario lui ed ingegnere edile lei, i due sposi, sono nati e hanno vissuto nelle vie del centro dopo essersi conosciuti sui banchi del liceo classico. Per loro la vita mondana di piazza San Biagio non può cancellarsi così.

Trentadue anni, coetanei, sono riusciti a realizzare il loro sogno avviato lo scorso ottobre. E non era così scontato che ci riuscissero dal momento che da anni la città si deve confrontare con una burocrazia lentissima e rigidi paletti. «Abbiamo scelto piazza del Duomo perché volevamo riportare tutti i nostri amici aquilani in piazza. Siamo legatissimi al centro storico». E ci sono riusciti.

 «La scelta della chiesa di San Giuseppe Artigiano di via Sassa», racconta Simone, «è stata fatta oltre che per la sua bellezza, per l’effettiva disponibilità al momento della prenotazione». Infatti sia le Anime Sante che Collemaggio erano state chiuse per interventi importanti.

 Il contrasto tra festa e cantieri in effetti è stato colto dagli ospiti «Molti sono rimasti colpiti dalla bellezza della chiesa apprezzando la nostra scelta, alcuni di loro hanno però vissuto ancora una volta la tristezza dei danni al centro storico».

 (Immagini FotoWireless)