STORIE

Pescara, Alessandrini fa la conta dei centenari e ne scopre 69

«Una sorprendente cittadinanza per recuperare quel senso di comunità necessario ad andare avanti»

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PESCARA. Appena insediato, un anno fa, il sindaco ha chiesto di avere un'idea di quante fossero in città le persone con 100 anni.

«Una richiesta», spiega oggi, «che nasceva dalla volontà di mettere in campo azioni concrete sia per ricollegarsi con la memoria cittadina, sia per fare sentire la presenza delle istituzioni, che per recuperare un ampio senso della comunità che partisse dai suoi più piccoli componenti, fino ad arrivare ai cittadini di grande età».

Così ha cominciato un viaggio nelle scuole, sia primarie che secondarie e attraverso degli speciali compleanni, ha scoperto le “ragazze” e i “ragazzi” pescaresi che hanno visto un secolo di vita.
In tutto sono 69: la più longeva è una signora classe 1908, seguita da 2 concittadini di 106 anni, 2 di 105; 4 di 104; 8 di 103; 11 di 102; 14 di 101 e, infine, 27 persone di 100 anni che il sindaco ha incontrato porgendo loro gli auguri della città allo scoccare del secolo di vita.

«Si tratta di una stupefacente fetta di città, non pensavo ci fossero tante persone così longeve», ha detto Alessandrini. «Fino ad oggi abbiamo festeggiato 20 ragazzi e ragazze del secolo, femmine per lo più: sono 33 le donne su 42 ultracentenari e 21 sui 27 cittadini centenari». Per arrivare a queste età, oltre a un corredo genetico buono,  hanno tutti riferito che è necessario uno stile di vita sano, aiutato dai luoghi e dalle persone care e da qualcosa che tenga sempre impegnate le menti, tutte lucidissime quelle finora incontrate. Dopo le prime visite la voce si è diffusa e quando c'è un compleanno importante da celebrare, oggi sono anche le famiglie a chiedere l'abbraccio della città. «Così portiamo loro il saluto della città e dell'Amministrazione il giorno del compleanno», racconta il sindaco, «e alle feste, da cui usciamo sempre arricchiti umanamente, con consigli di altissima esperienza e anche proposte da mettere in campo per andare incontro ai desideri e alle necessità di queste generazioni».

Molti vivono con figli o parenti, altri, in luoghi comunitari, qualcuno è anche felicemente indipendente: «da tutti», spiega ancora il sindaco, «ho raccolto ricordi e racconti di una città che oggi non vediamo, ma che è stata fondamentale per costruire il nostro presente e di cui vogliamo e dobbiamo tenere conto per lavorare ad un futuro migliore e che tenga conto delle vite e delle esigenze di tutti».