LA "NUOVA" SANITA'

Ospedale Chieti, inaugurata la palazzina del Dipartimento Cuore da 34,5 mln

Sei anni di lavoro, progetto redatto dalla Proger

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CHIETI. Investimento da 34,5 milioni di euro, sei anni di lavori, 22 visite di collaudo e un iter burocratico durato 12 anni: questi i numeri che raccontano la storia della "palazzina M" dell’ospedale di Chieti, destinata ad accogliere il Dipartimento Cuore.
L’opera è stata inaugurata lunedì mattina, alla presenza, tra gli altri, del vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, del presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, dell’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e del Rettore dell’Università di Chieti-Pescara, Carmine Di Ilio. A fare gli onori di casa il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro.
L’opera, una costruzione di sagoma irregolare, con piano interrato e uno seminterrato (rispettivamente 3° e 4° livello), accoglierà numerose unità operative, tutte del Dipartimento Cuore. E’ ubicata in prossimità dei corpi G e H.
Dal 5° livello spiccano due corpi di fabbrica separati, uno con sviluppo altimetrico di quattro piani fuori terra, mentre l’altro, anch’esso a pianta rettangolare, si eleva per otto piani fuori terra.
I livelli sono stati denominati in modo congruente con quelli degli altri corpi di fabbrica per garantire il collegamento con il presidio preesistente, che comunica con il nuovo complesso attraverso il corpo D, direttamente, al 5°, 6° e 7° livello e, ancora, con il corpo L al 7° livello, tramite una passerella.
Questa la mappa di servizi e unità operative che troveranno spazio nella struttura, distinti per livelli: 3° impianti tecnologici; 4° blocco operatorio, terapia intensiva cardiochirurgica con 12 posti letto; 5° degenza cardiochirurgica con 24 posti letto; 6° laboratorio di emodinamica, ambulatori; 7° degenze, con 14 posti letto; 8° Utic con 20 posti letto, di cui dieci di terapia semi intensiva, e sala di aritmologia; 9° degenze, con 16 posti letto; 10° ambulatori, studi medici; 11° locali a disposizione.
La palazzina è stata realizzata, ovviamente, nel rispetto delle norme di staticità e antisismicità, ed è dotata dei più moderni e sofisticati sistemi tecnologici e di impiantistica, che ne fanno un centro all’avanguardia. La costruzione vera e propria è stata finanziata con fondi dell’ex art. 20, mentre altri 15 milioni di fondi aziendali sono stati investiti per attrezzature e arredi.

«OPPORTUNITA’ UNICA»
«Aprire questa struttura vuol dire dare alla città e a questa regione un’opportunità unica», ha commentato il manager Francesco Zavattaro, «dove un organo target è al centro di un sistema integrato di cure ad altissima concentrazione tecnologica».
Entusiasta anche Gabriele Di Giammarco, direttore Cardiochirurgia: «questa palazzina accoglie un Dipartimento, quello del Cuore, dove il malato è al centro di un’azione sequenziale di professionisti, che condividono protocolli e progetti per poterlo guarire. Ma ci sarà bisogno di risorse umane adeguate per far ripartire il “progetto cuore”».
«Una realizzazione attesa da anni», ha commentato invece Carmine Di Ilio, rettore dell’Università “D’Annunzio, «portata a compimento anche grazie all’impegno della Direzione Asl, e che ci permetterà di migliorare ancor più la nostra offerta».
Per il sindaco Umberto Di Primio è «un motivo di orgoglio per la nostra città e un momento di giusta soddisfazione, davanti al quale invito tutti noi a usare la politica per fare una buona sanità, e non il contrario».
«Questo gioiello», ha spiegato invece Silvio Paolucci, assessore regionale alla Programmazione sanitaria, «troverà giusta collocazione nel nuovo piano ospedaliero e territoriale che sarà varato entro fine luglio, e andrà a disegnare un sistema sanitario sicuramente più efficiente e rispondente alla domanda dei nostri cittadini.
«Non era scontato questo risultato», ha aggiunto invece il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, «e ne siamo orgogliosi, ma gli spazi da soli non bastano, perché occorrono risorse e organizzazione per non essere impreparati davanti a nuove sfide. Giusto valorizzare e zonizzare le eccellenze, la cui dimensione deve emergere dalla lettura implacabile dei numeri, e dalla cultura della valutazione che deve prevalere su pressioni territoriali e ambizioni personali».
«Un percorso lungo e impegnativo», lo ha definito invece Giovanni Legnini, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. «Oggi ne siamo tutti orgogliosi, e guardiamo con fiducia a una sanità che, per dirla con metafora calcistica, deve migliorare gli estremi, la parte più bassa, del territorio, e quella più alta delle specializzazioni. Troppo affollamento al centro non è certamente utile alla partita della salute».

UN PROGETTO PARTITO NEL 2003
Il progetto per la realizzazione del Dipartimento di Cardiologia e Cardiochirurgia, nell’ambito del completamento del nuovo presidio di Colle dell’Ara, era stato redatto nel 2003 a cura della Proger.
I lavori erano stati aggiudicati nel 2005 all'Ati costituita da Costruzioni De Cesare di Chieti come capogruppo mandataria, e da Edilizia Di Cosmo, di Chieti, Guerrato, di Rovigo, Solisonda, di Francavilla al Mare, Iab, di Roma per 21 milioni e 10 mila euro. Il tempo previsto per la realizzazione del primo lotto (per 16 milioni di euro) era stato fissato in 730 giorni, mentre il secondo era subordinato al perfezionamento dell'iter per l'assegnazione del finanziamento di 12 milioni 136 mila euro con fondi dell'ex art. 20. I lavori del primo lotto sono stati realizzati in 500 giorni e ultimati nell'agosto 2007. Il secondo lotto, poi, è stato ammesso al relativo finanziamento per 4,7 milioni di euro con delibera di Giunta regionale nell'aprile 2008.
A seguito, poi, dell'adozione del piano di riordino della rete ospedaliera da parte della Regione Abruzzo, si era resa necessaria una revisione del progetto per adeguare l'assetto distributivo alle nuove esigenze dell'azienda sanitaria, oltre che per miglioramenti funzionali e forniture
complementari necessari al completamento dell'opera.

LA PERIZIA DI VARIANTE
Nel febbraio 2009 è stata poi redatta una perizia di variante e suppletiva, che ha comportato la rielaborazione dei quadri economici e delibere integrative, tutti passaggi necessari per approdare alla stipula dell'atto aggiuntivo, nel luglio 2011, tra la Asl e l'Ati per i nuovi lavori contemplati nella perizia. Diretta conseguenza di un iter così complesso e articolato, sono stati lo slittamento dei termini per il completamento dei lavori a maggio 2012 e un aumento dell'importo contrattuale a 33 milioni 990 mila euro.
L’opera ultimata è stata ufficialmente riconsegnata alla Asl a gennaio 2015.

FEBBO: «ECCO PERCHE’ IO NON C’ERO»
Assente all’inaugurazione di questa mattina, invece, il presidente della Commissione Vigilanza Mauro Febbo che non si è presentato «per coerenza alla mia posizione già nota, sottolineando e ribadendo le mie forti perplessità circa la vicenda sui lavori di costruzione dell’Ospedale di Chieti».
«Veramente paradossale – spiega Febbo – sapere che all'inaugurazione del nuovo padiglione di Cardiochirurgia sono presenti “illustri” esponenti del Pd e del centrosinistra che più volte in passato hanno denigrato il progetto criticando la volontà della Regione di continuare a puntare e investire su una eccellenza come quella di Chieti. Il sottoscritto ha sempre difeso e sostenuto la nuova Cardiochirurgia e ha sempre contestato chi ha pronosticato cinicamente il depotenziamento di questo reparto. Nonostante i gufi, i detrattori e le polemiche, le troppe perplessità sollevate in maniera strumentale, i paventati scippi e i trasferimenti in altri strutture regionali, i fatti oggi mi danno ragione poiché al SS. Annunziata il potenziamento della Cardiochirurgia è una realtà innegabile e concreta, frutto soprattutto del lavoro portato avanti con convinzione dalla Giunta Chiodi. Resto basito nel pensare che ad inaugurare la nuova Cardiochirurgia ci sia in pompa magna l'attuale Governo Regionale che da mesi ha lanciato il progetto di realizzare nella "striscia di Gaza" il nuovo Ospedale dell'area metropolitana Chieti - Pescara, quindi annullare tutta l'alta specializzazione che in questi decenni è cresciuta anche con il contributo dell'Università».
Già nel 1999 Febbo non partecipò al taglio del nastro del nuovo nosocomio. Una scelta presa in accordo con l’ex sindaco di Chieti Nicola Cucullo in conseguenza del fatto che i due si erano battuti contro le modalità con le quali la struttura era stata costruita: «ritardi incredibili», ricorda oggi Febbo, «varianti continue, materiali utilizzati scadenti e imprese interessate vicine a noti esponenti politici».