ECCHECCASO

L’affarone della Asl, a D’Amario il ‘provol-Oscar’ di striscia la Notizia

«Ok il prezzo è triplicato». Ma per il manager «tutto corretto»

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PESCARA. Tappeto rosso come si conviene alle premiazioni più prestigiose, e un ‘Provol-Oscar’ (un provolone sormontato dalla celebre statuetta dorata).
Il premiato d’eccellenza è stato Claudio D’Amario, direttore generale della Asl di Pescara, che ha ricevuto l’ambito premio da parte del duo Fabio e Mingo DI Striscia La Notizia per «il grosso affare» che l’Asl di Pescara è riuscita a mettere a segno solo qualche mese fa.
Quale? Il noto acquisto da 2,8 milioni di euro dell’ immobile fatiscente di 4 mila metri quadrati (ne serviranno almeno altri 4 per metterlo a posto) da un imprenditore che solo due anni prima lo aveva pagato 900 mila euro.

«Ok il prezzo è triplicato», ha denunciato Striscia, raccontando il caso che molto sta facendo discutere in tutta la regione.
«E si vede che l’imprenditore sa fare l’imprenditore», ha replicato D’Amario quando gli inviati del tg satirico gli hanno fatto notare che forse non è stato poi un affarone. Mai nominato invece Ermanio Cetrullo, il privato che ha concluso l’affare con l’Asl.
D’Amario si è poi lanciato in una ipotesi secondo cui non è poi così certo che l’imprenditore abbia acquistato l’immobile a quella cifra (900 mila euro) e quindi non è detto che l’Asl abbia fatto questo pessimo affare.
«Lei deve capire», ha spiegato il manager all’inviato di Striscia, «che quando si compra tra privati si fa quello che si vuole, si possono mettere anche cifre che non sono quelle reali. Questo può succedere tra privati. Io non so», ha detto sempre riferendosi al primo acquisto da parte di Cetrullo, «quanto realmente è stato pagato questo edificio».
Il manager ha spiegato che quando l’Asl ha acquistato si è basata invece sulle stime degli organismi ufficiali, «il demanio».
E quando gli è stato fatto notare che anche la Regione era contraria all’investimento D’Amario ha sottolineato che non c’è nulla di anomalo: «ci hanno chiesto di fermarci quando l’operazione era ormai completata. Ma noi non potevamo tornare indietro… quando si va dal notaio e si fa un compromesso … ci è stato chiesto un chiarimento dalla Regione, noi abbiamo spiegato ed è arrivato anche il via libera dal collegio sindacale che hanno approvato questa operazione… quindi...»