LA CONTESTAZIONE

UdA, concerto per i 50 anni con striscioni di protesta

Parte in tono minore il programma per i festeggiamenti

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CHIETI. Un concerto nell’auditorium della d’Annunzio ha dato il via alle celebrazioni del 50° anniversario dell’università.

 La ricorrenza sarà celebrata con una serie di iniziative affidate ai singoli Dipartimenti, ma tutto sommato sembra destinata ad essere festeggiata in tono minore, a differenza delle nozze d’argento, cioè dei 25 anni di attività, quando il clima e la vitalità della d’Annunzio produssero ben altro. E così ieri la festa è stata scandita non solo dal programma musicale che andava dalla “Gazza ladra” di Rossini a “Nel blu dipinto di blu” di Modugno, ma anche da una serie di striscioni di protesta dei dipendenti amministrativi che esternavano il loro disagio (“voi festeggiate, noi no”) per le note vicende del taglio al salario accessorio (Ima) e dei lettori di madre lingua.

Tanto che è sembrata una gaffe l’ouverture della “Gazza ladra” per chi ha subìto tagli pesanti allo stipendio. In realtà il concerto è stato preceduto da uno scambio al veleno tra i sindacati che hanno diffuso un volantino con i motivi della loro protesta, a firma anche della Rsu. Sottoscrizione che è stata subito smentita da un documento del Cisapuni, sindacato autonomo che fa parte della nuova Rsu, ma che non era stato consultato per la firma da cui si è dissociato, avendo una posizione diversa sul taglio dell’Ima. In realtà sarebbe riduttivo interpretare questa manifestazione pubblica del disagio dei dipendenti come un semplice “disturbo” del concerto.

C’è molto di più e cioè il pericolo che il ritardo nella soluzione del contenzioso Ima possa determinare conseguenze sulla tenuta dei sindacati e delle relazioni sindacali all’interno della d’Annunzio. C’è infatti molta tensione tra il personale tecnico amministrativo per il protrarsi dei tagli (attivi da agosto scorso) e per il sospetto che alla fine il sindacato possa accontentarsi di un accordo al ribasso. Come c’è sconcerto per il protrarsi di una vicenda che la direzione amministrativa ed il rettore davano quasi per risolta dopo gli incontri romani.

Ed invece il Ministero non si pronuncia ancora sulle proposte per riattivare l’Ima e quindi i Revisori dei conti non possono esprimere il loro parere. Resta il fatto che ieri i dipendenti sono stati chiamati a festeggiare, non si sa cosa, anche se forse c’era un messaggio sub-liminale: dalla “Gazza ladra” per l’Ima ed i Cel alla speranza del “Blu dipinto nel blu”?

Sebastiano Calella