LA NUOVA SEDE

La Regione sceglie La City: 3 anni di affitto poi l’acquisto

Nella prima fase spenderà 722 mila euro in più rispetto a quanto spende oggi

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PESCARA. Che l’immobile in fase di completamento a pochi passi dall’aeroporto fosse quello preferito dalla Regione era chiaro già da un anno, ovvero da gennaio 2014 quando l’ultimo scoglio da superare sembrava essere solo il prezzo, troppo elevato.
Alla fine, se non ci saranno sorprese dell’ultima ora, l’affare sembra fatto. La Regione punta infatti tutto sul complesso La City della ditta ‘Iniziative Immobiliari abruzzesi’ per la dislocazione e la riunificazione di tutti gli uffici regionali. La Spa è costituita da un gruppo di imprenditori molto noti in città: Marco Sciarra34% delle azioni; Giuseppe Girolimetti il 20%, il patron del Pescara Calcio, Daniele Sebastiani, il 12%, Mauro Angelucci, proprietario della Oma di Castiglione a Casauria il 10%, Acciavatti 10% e gli imprenditori Parnazzini e Paglione 7% ciascuno.

Il progetto di traslocare in un unico grande complesso c’è da anni, quasi venti ormai. Si pensò ad una struttura sui colli di Pescara, alla fine degli anni ’90, per poi passare all’ipotesi dei famosi grattacieli (da costruire) sulla traiettoria della pista di atterraggio dell’aeroporto, sulla Tiburtina, fino alla più recente ipotesi del piano particolareggiato 7 , ovvero il polo direzionale del futuro come lo chiamava l’assessore all’Urbanistica Marcello Antonelli.
Questo percorso che porta alla City, invece, è cominciato con la delibera numero 516 con la quale il 28 giugno 2010 la giunta Chiodi ha dato mandato alla Direzione Risorse Umane di avviare un’indagine sul territorio di Pescara per verificare la disponibilità di immobili utili a ospitare gli uffici della Regione, con una superficie compresa tra i 7mila e i 20mila metri quadrati, locali da prendere in locazione con opzione di acquisto successivo.
Il 24 gennaio 2011 la Regione Abruzzo ha preso atto dell’istruttoria, e con una terza delibera del 4 luglio 2011 ha dato di nuovo mandato agli uffici di condurre approfondimenti sulle candidature pervenute, confermando l’obiettivo di voler dare soluzione alle esigenze relative all’ubicazione degli uffici regionali, conducendo una valutazione delle offerte.

È subito emersa la bontà e l’opportunità della proposta giunta dalle Iniziative Immobiliari Abruzzesi e proprio in funzione di quella proposta l’11 febbraio 2014 è stato costituito un gruppo di lavoro ed è scattata la sinergia tra la giunta Chiodi e la giunta comunale guidata dal sindaco Luigi Albore Mascia, per garantire la fattibilità del progetto, peraltro sfidando gli strali dell’allora capogruppo comunale del Pd Moreno Di Pietrantonio, categoricamente contrario all’opzione della City quale nuova sede della Regione Abruzzo.
Poi la scorsa primavera è arrivata la giunta D’Alfonso e nei giorni scorsi è stata firmata una delibera che fa solo intuire le buone intenzioni della Regione ma di concreto c’è per il momento poco: la giunta, infatti, rinvia ad atti successivi definizione del Piano finanziario ‘per la valutazione dell’eventuale esercizio dell’opzione di acquisto’, senza assumere alcun impegno di spesa.
L’obiettivo che si cerca di raggiungere da decenni è riunificare tutti gli uffici sparsi per la città e tentare anche di risparmiare qualcosa, considerando che ogni anno la Regione spende almeno 2,5 milioni di euro in affitti.
I lavori della City non sono ancora ultimati: il complesso si trova a pochi passi dal Liberi (e questo potrebbe essere un punto a favore da sfruttare istituzionalmente), nell’area del perimetro di rischio aeroportuale, un’area inizialmente ricadente nella sottozona F8 destinate ai parcheggi di scambio.
Tra le destinazioni ammissibili non c’era quella degli uffici pubblici, ma solo uffici privati, e nel 2013 il Comune ha approvato una variante e oggi possono stare lì anche uffici statali, parastatali, regionali.

Per il momento, e per i prossimi tre anni, la Regione ha preso l’impegno di affittare il complesso da 18 mila metri quadrati per i prossimi 3 anni ad un canone di locazione di 1,7 milioni di euro (circa 7,6 euro al metro quadro).
Dopo l’Ente deciderà se acquistarlo (opzione di affitto con riscatto, dunque), alla cifra di 34,7 milioni, (valore d’acquisto certificato dall’agenzia del demanio) più iva, ovvero 42,3 milioni totali. Da questa cifra andranno detratti i canoni di locazione pagati nei tre anni (5 milioni) nonché il valore degli immobili di viale Bovio (valore stimato 4,3 milioni di euro) e quello di via Raffaello (3,5 milioni di euro) che entreranno nelle casse della società come permuta.
Spostarsi alla City e corrispondere un affitto vorrà dire per la Regione spendere 722 mila euro in più all’anno. Infatti al momento l’ente versa per le sedi di Pescara (che saranno dismesse) 1,1 milione di euro all’anno più altri 99.453 euro per la sede dell’Agenzia di promozione culturale sulla Tiburtina che comunque non si sposterà da lì nemmeno dopo il trasloco nel maxi complesso a due passi dall’aeroporto.
La soluzione proposta prevede una distribuzione del personali con postazioni multiple da 4 e 6 dipendenti esclusi i livelli dirigenziali che potranno godere evidentemente di spazi più ampi. Per quanto riguarda la sala conferenze, mensa, bar, portineria, cucine, sono a carico del costruttore la predisposizione degli impianti di climatizzazione mentre all’allestimento dei vari spazi dovrà pensarci la Regione. Mentre i locali dell’archivio saranno dotati di tutta l’impiantistica e l’Ente dovrà occuparsi solo della fornitura delle scaffalature.

Oltre alla City pare che resterà operativa la sede di proprietà della Regione di Piazza Unione (Consiglio regionale e giunta) che fu acquistata ai tempi della giunta Del Turco, senza nemmeno una gara pubblica.
da L’Aquila (pre sisma) l’allora presidente della Provincia Stefania Pezzopane e il già sindaco Massimo Cialente parlavano di «fiera dello spreco» temendo forse che la nuova struttura potesse scippare al capoluogo di regione la leadership.
Il palazzo è costato all’ente pubblico circa 6 milioni di euro diventati quasi nove e mezzo in seguito alle ristrutturazioni e all'acquisto del sesto piano. Inoltre a febbraio 2014 scorso si è scoperto, dalle perizie tecniche, che l’edificio non rispetterebbe totalmente la normativa antisismica.
Secondo una prima stima servirebbero più di 2 milioni di euro per i lavori di integrazione strutturale per l’adeguamento sismico dell’edificio: tra gli altri servirebbero 700 mila euro per l’esecuzione di giunto fisico all’edificio adiacente, 400 mila euro per l’adeguamento delle fondazioni con isolatori sismici, 200 mila euro per la palificazione delle fondazioni.

REGALONE BIPARTISAN AI COSTRUTTORI
«Un regalone a una cordata di imprenditori e costruttori che è quanto mai discutibile», la definisce l’ex consigliere regionale di Rc, Maurizio Acerbo.
«Chiodi e D'Alfonso potevano fare le primarie tra di loro visto che condividono la stessa visione della politica.
Infatti l'operazione immobiliarista partita con l'assessore Antonelli al Comune e Chiodi alla Regione si concretizza con D'Alfonso Presidente. I costruttori prima chiedono volumi da realizzare, poi non riuscendo a piazzarli sul tanto decantato mercato li rivendono alla Regione che li compra sborsando denaro pubblico».

Secondo Acerbo si tratterebbe di un'operazione urbanistica «assai discutibile perché fondata sulla rinuncia a progettare lo spazio urbano da parte dei poteri pubblici e su un esborso di denaro che poteva essere evitato».

Secondo l’esponente di Rc sarebbe meglio realizzare la nuova sede regionale all'interno della città e non ai margini «perché un centro di così grande importanza e frequentato giornalmente da migliaia di persone sarebbe stato motore di riqualificazione urbana e rivitalizzazione economica. Optare per una localizzazione per cui chi viene da fuori neanche entrerà in città mi sembra la prosecuzione di quella sciagurata tendenza politico-affaristica che ha favorito la realizzazione di centri commerciali e altri insediamenti speculando sulle aree agricole ma svuotando e desertificando Pescara».
E che l’operazione sia bipartisan lo conferma anche il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, che rivendica il lavoro svolto dal presidente Chiodi: «D’Alfonso ha preso atto del lavoro e dell’ottimo risultato realizzato dalla giunta Chiodi, da me, dalla giunta Albore Mascia e dall’assessore Antonelli nel reperimento del nuovo sito, e nulla più. Dopo nove mesi ci attendevamo di leggere un impegno di spesa concreto, un via libera effettivo alla locazione con opzione di acquisto, la firma di una convenzione e l’inizio del conto alla rovescia per il trasloco. Ma sostanzialmente D’Alfonso non ha fatto un solo passo concreto in avanti per dare definitività e sostanza a quell’iter: prende atto dell’istruttoria esperita dal Gruppo di lavoro costituito dalla giunta Chiodi l’11 febbraio 2014 demandando a un’ennesima successiva delibera altri provvedimenti».

RELAZIONE IMMOBILI REGIONE ABRUZZO