LA GUERRA PER L'AMBIENTE

PowerCrop, dopo il parere negativo si aspetta la contromossa della società

Possibile un ricorso al Tar? Acerbo: «potrebbero spuntarla»

Redazione Pdn

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ABRUZZO. Ieri a Pescara la Conferenza dei Servizi ha bocciato la Centrale termoelettrica a Biomasse Powercrop perché ritenuto in contrasto sulla misura “md3” cioè il piano della qualità dell’aria.
Il progetto prevede la realizzazione di una Centrale della potenza termica di circa 93 MWt (32 MWe) da realizzare ad Avezzano-località Borgo Incile, un elettrodotto di collegamento di tensione di 150kv di lunghezza di circa 4 km; un impianto fotovoltaico della potenza di 300 kWp a ridosso dell’ex zuccherificio di Avezzano, nei terreni agricoli lungo la circonfucense.
Nei giorni scorsi l’assessorato regionale all’Ambiente aveva espresso il no all’opera e l’assessore Dino Pepe aveva rimarcato al Ministero dell’Ambiente l'incompatibilità tra il sito previsto per la centrale e la naturale vocazione agricola della Piana del Fucino, caratterizzata da un'agricoltura ad alta specializzazione capace di produrre colture orticole diversificate e dall'alto valore qualitativo, in un contesto industriale che produce il 25 per cento del Pil abruzzese.
Secondo quanto riferito dall’assessore regionale, Mario Mazzocca, ieri in sede di Conferenza dei Servizi sono state espresse osservazioni, in particolare, sull'approvvigionamento della materia prima, sulla dimensione dell'impianto, sulla destinazione dell'area in cui deve essere realizzato, sulla mancata rappresentazione nella carta vincolistica della rappresentazione dei vincoli archeologici e sulla carenza dei dettagli per l'utilizzo delle acque e sul sistema di smaltimento delle stesse.

I DUBBI DI ARTA E SOVRINTENDENZA
Erano presenti alla Conferenza dei Servizi di ieri, oltre ai rappresentanti della PowerCrop, la responsabile del Servizio Energia della Regione Abruzzo, Iris Flacco, l'assessore del Comune di Avezzano Roberto Verdecchia su delega del sindaco, l'Arta, l'Arap, il Consorzio acquedottistico marsicano, la Snam, i Vigili del Fuoco, la Sovrintendenza ai beni archeologici e, in qualità di uditori, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste.
La ditta aveva presentato istanza di autorizzazione unica in data 7/8/2008 e il 6/10/2011 quella relativa all'autorizzazione integrata ambientale. Nel corso della conferenza i rappresentanti dell'Arta hanno evidenziato la necessità di approfondire tre aspetti: la compatibilità dell'impianto con il Piano di qualità dell'aria, il Piano di approvvigionamento delle biomasse e il recupero dell'energia termica, come previsto nelle linee guida del decreto legislativo 152/06.
Il Comune di Avezzano ha dichiarato di voler depositare una memoria scritta, manifestando in via preliminare il proprio parere sfavorevole. Importante anche il contributo del rappresentante della Sovrintendenza ai beni archeologici, che ha evidenziato come nel progetto della ditta non si faccia alcun riferimento a testimonianze archeologiche importanti, come le Condotte di Augusto.
La ditta ha cercato soprattutto di ribattere alle contestazioni relative al contrasto con le prescrizioni contenute nel Piano di Qualità dell’aria, appellandosi al fatto che l'impianto in questione godrebbe del "favore" a livello comunitario, vale a dire che le indicazioni del Piano di Qualità dell'aria potrebbero essere disattese, trattandosi di un impianto di energia da fonte rinnovabile.
«Un rilievo privo di sussistenza - spiega Mazzocca - perché il nostro Piano nasce sulla base delle indicazioni del protocollo di Kyoto e delle normative comunitarie. Le possibile deroghe potrebbero valere solo eventualmente per impianti di piccola portata, ma non è questo il caso. Senza contare che, come ha sottolineato il Comune di Avezzano, il progetto risulta in contrasto con la destinazione urbanistica attuale dell'area, individuata come fascia di rispetto della Riserva regionale del Monte Salviano, istituita dalla legge regionale 134/99».
«La problematica maggiore - ha spiegato Mazzocca - è data dalla non rispondenza dell'impianto a quanto prescritto nel piano regionale di qualità dell'aria. Il progetto, infatti, prevede una ubicazione, per una parte nell'area industriale e per una parte nell'area agricola». Secondo il piano regionale, però, non è possibile realizzare nuovi impianti nell'area agricola. Il Comune non ha adottato la variante urbanistica ma ha individuato quell'area come area di pregio agricolo e ambientale.

COMITATI SODDISFATTI

Festeggia il Comitato Marsicano NO Powercrop: «quello di oggi è un buon risultato - dichiara Sefora Inzaghi - non sappiamo cosa succederà da adesso in poi, ma siamo pronti ad andare avanti se necessario perché abbiamo valide argomentazioni a nostro favore, ma soprattutto perché finalmente la consapevolezza del territorio marsicano in merito a quest’opera sta crescendo, lo dimostra la grande partecipazione alla manifestazione a cui hanno preso parte i cittadini, gli agricoltori, associazioni e alcune istituzioni comunali. La voce della Marsica si è udita forte negli uffici dove si stava tenendo la conferenza dei servizi, è la voce di un territorio che non vuole subire progetti scellerati e fallimentari come questo».
Il Comitato si augura che quella di ieri «sia la prima pagina di una nuova storia per il nostro territorio, in cui tutti gli attori coinvolti, cittadini, associazioni ambientaliste, categorie professionali agricole ed istituzioni inizino a cooperare e a lavorare insieme per costruire una vera “fabbrica” di sviluppo etico, sostenibile e socialmente utile, capace di creare vera occupazione».

Soddisfatto anche Maurizio Acerbo (Rc), secondo cui il parere negativo della conferenza dei servizi «è una vittoria della mobilitazione popolare e del comitato che da anni conduce un lavoro di studio, approfondimento e sensibilizzazione delle tante incongruenze nell'iter autorizzatorio di questo progetto. In una giornata come questa è doveroso ricordare il compagno Gigi Presutti che è stato per anni l'animatore di questa battaglia».
Acerbo ricorda che il progetto era partito con la benedizione della politica e che aveva già ottenuto il parere positivo dal Comitato V.I.A. regionale. Ma oggi l’ex consigliere regionale esprime qualche perplessità sul diniego: «in primo luogo avremmo ritenuto atto dovuto che il comitato VIA revocasse in autotutela il precedente parere favorevole sia in considerazione delle palesi sviste sia della vicenda giudiziaria che riguarda l'ex-direttore Sorgi. In secondo luogo temiamo che l'impresa possa rivolgersi al Tar contro il parere odierno con qualche possibilità di spuntarla. Oggi è stato segnato un punto a favore ma è meglio non abbassare la guardia».