L'ABRUZZO FRANA

Ripe di Civitella, la frana non si ferma e «viaggia a 10 metri all’ora»

Sopralluogo della Protezione Civile: non c’è tempo da perdere

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CIVITELLA DEL TRONTO. A Ripe di Civitella, frazione con circa 150 residenti del comune di Civitella del Tronto, c'è chi ricorda ancora la 'bomba d'acquà del 1939, che portò giù tanta terra e fango verso le Gole del Salinello da far battezzare un'intera contrada "La Frana".
Oggi il versante è diverso, è quello opposto, ma sempre sui Monti Gemelli ai confini tra il Teramano e l'Ascolano, e il movimento franoso porta con sé tanta apprensione.
Oltre cento ettari di bosco si stanno muovendo, a una velocità che i geologi ritengono rilevante e che nel giorno di massima allerta, venerdì, ha raggiunto anche i 10 metri all'ora, «che significa mezzo metro al minuto» racconta preoccupato il vicesindaco, Mario Tulini.
Per controllare e 'leggere' gli spostamenti della terra, oltre a intervenire sul sistema delle acque, si ricorrerà a strumentazioni radar o gps.
«Abbiamo visto un traliccio e i pali dell'Enel flettersi e poi venire giù - continua - Querce secolari, alcuni capanni, intere porzioni di collina, non resistono a una spinta immane, alimentata da invasi naturali di acqua nati con la neve e le piogge delle ultime settimane».
 Tutta la frana è convogliata verso un imbuto, proprio alle porte del paese, e dopo aver travolto e abbassato di oltre sei metri la sede stradale a monte, minaccia di ricoprirla all'ingresso dell'abitato.
Dieci abitazioni e altrettante famiglie sono state già evacuate, si rischia di dovere sgomberare tutti gli altri, semmai non ci fosse lo spazio vitale per il passaggio dei mezzi di soccorso sulla provinciale 53, già interrotto al traffico con ordinanza.
 Il sindaco, Cristina Di Pietro, ha coordinato un tavolo tecnico, oggi, al termine del sopralluogo degli esperti geologi della Protezione civile nazionale e dell'Università di Firenze. A inviarli, su richiesta del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli.
«Ogni frana è un essere a sé - ha commentato Sandro Moretti, docente del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze - e bisogna valutarne l'evoluzione. Siamo qui per capire se la popolazione dovrà subire nuove evacuazioni».

 Gli ha fatto eco Mauro Cardinali, dell'Istituto di ricerca per la Protezione idrogeologica del Cnr di Perugia, il quale, assieme ai geologi della Protezione civile regionale, ha verificato la "corona" intorno al movimento franoso, tra il poligono di tiro militare e l'agglomerato di case.
Al momento si studia la frana, si interverrà sul sistema delle acque che alimentano il fronte.
«Bisogna togliere la benzina con cui cammina questo animale vivo, è la prima cosa da fare» ha avvertito Moretti. Dunque ruspe al lavoro per drenare un fosso e un paio di laghetti e poi monitoraggio costante, anche con il ricorso a strumentazioni radar o gps per 'leggere' gli spostamenti della terra. Più in là, passata l'emergenza, un progetto di intervento fattivo vedrà insieme enti locali, Regione e Protezione civile per la regimentazione delle acque e l'installazione di un sistema di telesorveglianza. Mentre tutto intorno le case sono alimentate con i generatori dell'Enel.
Nelle prossime ore i tecnici rimetteranno una relazione ufficiale ma nella riunione che si e' svolta nel pomeriggio con gli enti locali hanno consigliato di confermare l'ordinanza di sgombero emessa dal Comune di Civitella - che riguarda una decina di case - perche' si e' in presenza di una «colata» ancora in evoluzione con importanti «dilavamenti» verso la frazione.
«Non e' una situazione che reggeremo a lungo - ha spiegato il consigliere delegato alla viabilita' della Provincia di Teramo, Mauro Scarpantonio che ha partecipato al sopralluogo e incontrato i geologi, «Questo tipo di intervento ci costa quattro mila euro al giorno e non e' certo risolutivo anche perche' fra un po' non sapremo dove smaltire il fango. Bisognera' pensare ad una viabilita' alternativa ma dove? E con quali risorse?».