L'ABRUZZO IN TV

Honda, Il caso Di Lorenzo da Barbara D’Urso: l’ex manager tra i ‘pescecani’ d’Italia

La multinazionale lo ha denunciato. «Ora siede su 7 poltrone»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

10916


PESCARA. La storia dell’ex manager della Honda, Silvio Di Lorenzo, denunciato dalla multinazionale giapponese con l’accusa di aver creato danni all’azienda giapponese per 10 milioni di euro, è approdato nel salotto domenicale di Barbara D’Urso.
In una puntata dedicata a mazzette, falsi invalidi ed evasori dal titolo ‘Siamo un paese di disonesti?’, anche Di Lorenzo, ha avuto i suoi 5 minuti di visibilità nazionale. La storia, emersa nei mesi scorsi, è stata raccontata dalla D’Urso tra sarcasmo e ironia. In studio anche il direttore del Tg4, Mario Giordano, che ha inserito questo caso nel suo libro ‘I pescecani’ dove ha raccolto storie di tutta Italia.
La Honda in un dossier di 70 pagine lo ha accusato di essere stato un «amministratore infedele» e di aver messo in piedi «un sistema che scredita gravemente la società all'interno dell'azienda (presso i dipendenti), all'interno del gruppo Honda (con relativi vertici), all'esterno, con riguardo tanto ai fornitori che alle banche, ai concorrenti, ai clienti e distributori e anche agli organismi ed enti collettivi del territorio di Chieti, come sindacati, Confindustria, Camera di commercio».
La Honda nel corso degli anni non si sarebbe accorta di nulla perché la proprietà giapponese «non parla nè legge, nè comprende la lingua italiana». Poi però sarebbe riuscita a recuperare una serie di elementi che ad oggi determinano un impianto accusatorio preciso e dettagliato dal quale Di Lorenzo dovrà difendersi davanti al tribunale delle Imprese di L’Aquila.
Al manager erano stati conferiti pieni poteri (anche se lui si è difeso sostenendo «non decidevo tutto io») e la società avrebbe scoperto «reiterati comportamenti del suo infedele amministratore, che hanno comportato ingiustificate e gravissime perdite alla società, ha subito una pesantissima diminuzione delle sue capacità di fare investimenti e di creare lavoro dentro e fuori l'azienda».

La D’Urso ha raccontato a suo modo, tra faccine e sorrisini, anche la vicenda relativa all’aumento dello stipendio che Di Lorenzo si è dato da solo.
«Si mandava da solo le email», ha raccontato la presentatrice tra l’ilarità e la rabbia del pubblico in studio (è volato anche qualche insulto irripetibile) «e si aumentava lo stipendio. Si diceva ‘caro… oggi hai avuto un aumento di stipendio di 2.581 euro’, lui riceveva l’email e poi si rispondeva perché è uno cortese, educato e gentile… si rispondeva ‘grazie di cuore’. Ma la cosa ‘bellissima’ è che lui prima di andare via ha licenziato 300 persone su 668».
La giornalista di Domenica Live ha incontrato Di Lorenzo alla Camera di Commercio di Chieti (che presiede ancora per qualche giorno), probabilmente con la scusa di avere notizie su Expò 2015. Ma quando le domande hanno virato sulla vicenda della Honda il manager si è irrigidito: «sto attivando i miei documenti ma non ci azzecca niente con Expò 2015», ha replicato.
«C’è stata una email che lei si è mandato… » ha chiesto la giornalista ma Di Lorenzo ha subito chiuso il discorso: «sono cose che riguardano il 2007 e 2008… io sono uscito nel 2012 quindi di che stiamo parlando...»
In studio il direttore Giordano ha ricordato che Di Lorenzo al momento siede su «sette poltrone in altrettanti enti pubblici: è una cosa scandalosa, è immorale».
Stessa idea anche per Rosario Trefiletti di Federconsumatori: «se ne deve andare a casa».