DANNI COLLATERALI

Abruzzo. Dopo la bufera gli enti presentano il conto. Per la Regione danni per almeno 80mln

Problemi soprattutto alla viabilità da ripristinare subito ma i soldi ci sono?

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ABRUZZO. Dopo l’emergenza arriva come sempre la conta dei danni. Molti centri per il coordinamento dell’emergenza hanno già chiuso, segno che, per ora, non ci sono più attività eccezionali da svolgere. Le previsioni dicono che il peggio è passato anche se il vento forte e la neve all’interno non danno tregua.
Ieri sera la Giunta regionale, riunita oggi pomeriggio a Pescara, su proposta dell’assessore alla Protezione civile Mario Mazzocca, ha deciso di richiedere al Governo «la dichiarazione dello stato di emergenza per le aree del territorio della Regione Abruzzo colpite dagli eventi del 4-5-6 marzo».
Nella delibera con la quale è stata formalizzata la richiesta si precisa che, «considerato che sono stati registrati danni rilevantissimi e permanenti, per una prima stima approssimativa, allo stato attuale, di non meno di 80 milioni di euro», l’esecutivo D’Alfonso dichiara la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 2 lett. C delle legge 225/1992 «in quanto la regione si trova senza dubbio di fronte ad un evento che richiede poteri e mezzi straordinari».
Si fa presente che il provvedimento sarà «corredato da puntuale e circostanziato rapporto contenente il dettaglio degli eventi accaduti con stima dei danni pubblici e privati, corredato da dettagliato report fotografico ed adeguata rappresentazione cartografica, con puntuale localizzazione delle maggiori criticità» e si dà mandato alla Struttura di Protezione civile regionale di effettuare «gli adempimenti di cui alla deliberazione di giunta n. 4 dell’8 gennaio 2015 (Definizione delle procedure finalizzate alla richiesta della dichiarazione dello Stato di emergenza)».

E I DANNI PER 48 ORE SENZA ELETTRICITA’?
E si parla di danni provocati dal maltempo ma nulla si dice invece circa quelli provocati dai ritardi nei soccorsi o nelle riparazioni come nel caso dell’Enel che dopo 48 ore non ha ancora riparato tutti i guasti lasciando senza corrente elettrica 115mila utenze pari ad almeno un terzo dell’intero Abruzzo. Anche l’assessore regionale Mario Mazzocca si è detto molto adirato per i ritardi ma ad ora, oltre a non aver dato spiegazioni ufficiali, l’Enel non pagherà per la sua sospetta inefficienza nella riparazione di un servizio più che essenziale.
Resta l’eccezionalità dell’ondata di maltempo che ormai si ripete ad intervalli sempre più brevi segno che qualcosa nel clima sta cambiando.  
In 48 ore molti fiumi sono esondati nuovamente così come avevano fatto solo due settimane fa e nel 2013 mentre bisogna andare indietro agli inizi degli anni ’90 per ritrovare per esempio l’ultima esondazione del fiume Pescara…

1,5 METRI DI NEVE SULLA A24

Maltempo eccezionale si diceva se è vero che in meno di 24 ore la coltre di neve sul versante teramano dell’A24 ha toccato la quota record di 1 metro e 46 centimetri.
Negli ultimi anni si erano verificati accumuli di tale entità, ma mai in così poco tempo.

Il Gran Sasso, oltre ad essere la montagna più alta dell’Italia peninsulare, ha una caratteristica climatica particolare. Ed la sua repentinità nei cambiamenti, tale da rendere possibile un accumulo enorme di neve in poche ore. Neve che a quote elevate ha superato di gran lunga i due metri.
A complicare ulteriormente l’ondata di freddo che ha tempestato tutta la zona, fino alla Marsica e a parte della Valle Peligna, è stato il forte vento. Un elemento che ha innescato delle vere e proprie bufere di neve, compromettendo completamente la visibilità, soprattutto nel tratto dell’A25 che costeggia Pescina.

E la scorsa notte, intorno alle 4.30 circa, un equipaggio di volontari della Croce Rossa di Teramo ha presidiato la barriera autostradale di Basciano per fornire assistenza ai passeggeri di due autobus e ad una quindicina di autisti di mezzi pesanti fermi in attesa dello sblocco della circolazione.
Nel corso della giornata, poi, diversi sono stati gli interventi per fornire generatori di energia elettrica a persone collegate a macchinari salvavita.
Inoltre, alcuni equipaggi di volontari con mezzi 4x4, si sono occupati del trasporto in ospedale di persone sottoposte a trattamento di emodialisi che, per problemi alla viabilità, sono stati impossibilitati a raggiungere il presidio ospedaliero con i propri mezzi.

Ora tutti gli enti locali dalle Province ai Comuni si affrettano a richiedere lo stato di calamità ma il problema vero è trovare come sempre i soldi.

PROVINCIA DI PESCARA
Il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco nel pomeriggio ha firmato un decreto per richiedere lo stato di emergenza e di calamità naturale a carico dell’intero territorio provinciale della Provincia di Pescara.
«La rete stradale d'interesse provinciale risulta sostanzialmente percorribile, anche se a tratti con difficoltà, nonostante l'elevata altezza che ha raggiunto la coltre nevosa», ha spiegato Di Marco, «Nelle zone più alte la neve ha raggiunto anche il metro e mezzo di altezza. Attualmente sono ancora chiuse al transito la strada provinciale per Rigopiano, la SP di Roccacaramanico e quella compresa tra Lettomanoppello e Passolanciano. Entro,la serata, grazie all'impiego delle turbine, riusciremo a garantire l'apertura della strada Farindola-Rigopiano. Estremamente difficoltosa è, ancora, la situazione nel comprensorio di Pescosansonesco/Corvara/Pietranico».
«Va considerato, tuttavia», ha aggiunto Di Marco, «che questa è solo la imprescindibile e propedeutica fase di primo livello, al fine di individuare le principali criticità derivanti da neve e frane. Questa ondata, infatti, sta determinando le condizioni, in assoluto, più difficili, caratterizzate da acqua e vento sulla zona costiera e neve nei centri interni al di sopra dei 400 metri.  Due situazioni diametralmente opposte, che stanno mettendo a dura prova l'attività del personale preposto dell'ente, che solo grazie ad un coordinamento generale sull'intero territorio è riuscito a limitare i disagi».

PROVINCIA DI TERAMO
Ammonta a 15 milioni e mezzo la stima dei danni sulla rete provinciale gestita dalla Provincia di Teramo. Un dettagliato elenco con luoghi, danni e cifre e' stato inviato alla Protezione Civile e alla Regione con la richiesta ufficiale di stato di calamita' naturale.
«Una stima destinata ad aumentare perche', sostengono i tecnici, quando si alzeranno le temperature e si sciogliera' la neve franeranno altri versanti», dichiara il presidente Renzo Di Sabatino.
Superlavoro per i tecnici della Provincia che dalla mattina alle 4 hanno anche supportato le squadre dell'Enel al lavoro per ripristinare l'energia elettrica in seguito al black out.
Cinquantaquattro le ditte esterne impegnate: decine di interventi per gli alberi caduti sulle strade, gli smottamenti di fango che rendono scivoloso il manto stradale, le frane che ostruiscono il passaggio. Richiesta di intervento con turbina anche a bassa quota, sul Pilone, nel Comune di Bisenti, dove si sono accumulati due metri di neve. A Prati di Tivo e Prato Selva sono caduti oltre due metri mezzo che si sono depositati sugli oltre due metri gia' presenti. Il collegamento con le stazioni sciistiche e' assicurato a senso unico e si sta procedendo ad allargare la sede stradale con le turbine. «Erano decenni che non si vedevano nevicate cosi' abbondanti».

A CHIETI
Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha inviato alla Regione Abruzzo un primo elenco di interventi da finanziare.
Nello specifico, gli uffici tecnici comunali hanno stimato in oltre due milioni di euro l’importo dei danneggiamenti al patrimonio immobiliare e al sistema viario.

A PESCARA
La Giunta ha votato una delibera in cui si richiede alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
La cifra complessiva in base alla relazione presentata è 4.158.000 euro di cui: verde, riserva, parchi e aree verdi: 250.000, Strade: 800.000,  Edifici scolastici: 150.000, Edifici pubblici: 150.000,  Edifici culturali: 200.000,  Mercati: 200.000, Impianti sportivi: 283.000, Impianti di pubblica illuminazione e tecnologica: 100.000, Demanio ed erosione della costa: 2.000.000, Personale (comunale e volontariato impiegato): 25.000.