IL PARERE

Eolico di Civitaluparella, il progettista: «nessuno stop, l’impianto si farà»

Secondo la ditta proponente la revoca della sola autorizzazione non ferma l’iter

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3374




CIVITALUPARELLA. «Il progetto ha superato la fase di Via, la valutazione di impatto ambientale ( che è tuttora ancora valida) come la legge prevede e la revoca della sola autorizzazione unica non prelude affatto a nessun arretramento rispetto alla volontà di continuare l’iter. Come direbbe qualcuno “state sereni”…»
A dirlo è Giuseppe Tarantini da Pizzoferrato, progettista dell’impianto eolico di Civitaluparella proposto dalla Civitaluparella Wind dopo aver letto l’articolo in cui l’assessore regionale Mario Mazzocca annunciava lo stop al progetto per la costruzione e l'esercizio dell’impianto a seguito della decisione del Servizio Politica Energetica della Regione Abruzzo che ha confermato di aver revocato l'autorizzazione unica rilasciata nel luglio dello scorso anno alla ditta Civitaluparella Wind.
Ma in una nota difficilmente catalogabile come “cortese” o “professionale” Tarantini contesta una serie di dettagli contenuti nell’articolo pubblicato da PrimaDaNoi.it ieri, quotidiano tacciato di non esser «imparziale».
A muovere i rilievi è però una parte in causa, un professionista molto attivo in quella zona del Chietino e vicino all’ex sindaco di Pizzoferrato suo omonimo. Tarantini asserisce che «l’unica cosa vera dell’articolo è l’ultimo capoverso, in cui parlate della Holding Podini, «società di cui mi onoro di essere consulente da tempo e con la cui proprietà ho rapporti di amicizia, dove si evince che, sia la famiglia Podini che noi umili progettisti non siamo quei criminali senza cuore e deturpatori dell’ambiente che ogni volta tentate di dipingere: 1) perché paghiamo le tasse 2) perché cerchiamo di fare il nostro lavoro onestamente 3) perché quando si viene sputtanati a mezzo stampa non è mai piacevole, soprattutto se non si è nella natura di soubrettine da tribunale».

Dopo lo sfogo il progettista ritorna sul “tecnico” e spiega che le « “evidenti difformità” ( tutto verte su una questione dimensionale, tra una macchina 78 (altezza) e 90 (Diametro), approvata a VIA, e una frase contenuta nel progetto definitivo in cui si parla di dimensioni (100) altezza e (100) diametro), in altri casi consimili nella penisola italiana vengono trattati in maniera assolutamente differente, essendo il concetto di modifica “sostanziale” o “non sostanziale” di larga e soggettiva interpretazione. Crediamo che la Regione Abruzzo, in maniera più che corretta, con pubblica seduta della Conferenza dei servizi, abbia proceduto a mettere il proprio ente in sicurezza rispetto ad eventuali (anzi, certi, già in itinere) ricorsi alla giustizia amministrativa che ci avrebbero visti (noi e loro) con discreta possibilità soccombenti in riferimento all’aspetto relativo alle dimensioni. Tutto il resto, da Acerbo ai vostri/loro articoli, è noia».

Il progettista, imprenditore e titolare di una impresa che lavora nel campo delle energie rinnovabili aggiunge che «operatori economici di un certo peso, già presenti in Abruzzo con larghi e importanti investimenti e che mai sono stati soggetti neppure a voci o dicerie rispetto alla loro specchiata onestà e voglia di fare imprenditoriale, debbano finire in un dibattito “politico” tra 2 “giganti” della politica locale come l’ex sindaco Ficca e la cugina dell’attuale sindaco Peschi, non è solo deprimente ma è sintomo di un provincialismo “quattrosoldesco” dettato dalla voglia di produrre a buon ritmo aggiornamenti della vostra pagina internet».
In una successiva comunicazione Tarantini aggiunge: «la prossima volta che volete sputtanarci almeno usate foto dei nostri impianti. Quella dell’orrendo impianto dei Frentani (continuamente usata da voi) non mi appartiene. Capisce, la pubblicità non è mai troppa… So che non lo farà, ma tentare non nuoce e comunque guardi quella in cui ci sono lavoratori ( la mandi al DJ Acerbo, così si fa un’idea di cosa sia lavorare…)». Le foto sono quelle che pubbliciamo.