IL FATTO

Laurea honoris causa a Pannella: «con lui straordinarie innovazioni nel linguaggio politico»

E nel giorno della ‘festa’ il leader radicale attacca Renzi: «rompe e non ha valori»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3646

TERAMO. Sorridente e sinceramente contento Marco Pannella, leader dei Radicali, ha ricevuto venerdì mattina dal rettore Luciano D'Amico la laurea honoris causa conferitagli dall'Università di Teramo, la sua città.
Per l'Ateneo si tratta del quarto conferimento di una Laurea honoris causa dopo quella in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo a Luciano Ligabue nel 2004 e quelle in Biotecnologie della riproduzione all'oncologo Leonardo Santi e in Medicina veterinaria al neuropatologo Adriano Aguzzi, entrambe nel 2005.
«E’ un atto dovuto», ha spiegato stamattina il rettore, per «le sue straordinarie innovazioni introdotte nel linguaggio politico e comunicativo».
«Marco Pannella - ha detto D’Amico nel suo intervento - ha introdotto delle straordinarie innovazioni nel linguaggio politico e ha consentito alla comunicazione politica di cambiare per sempre il modo di comunicare. Noi siamo solo onorati di poter conferire al nostro conterraneo, la laurea magistrale honoris causa. Un atto fortemente voluto dall'Università, dalla Facoltà dal Senato accademico e che ha poi trovato nell'immediata adesione da parte del ministro Giannini la conferma di quanto sia voluto questo conferimento».
«Noi vogliamo indicare ai nostri studenti», ha continuato il rettore, «quel rigore etico, quella capacità di decisione e quella capacità di donarsi con una simile generosità nelle battaglie di civiltà. Pannella ha fatto grandi cose: con la determinazione che gli è propria sia riuscito a distruggere tutto ciò che creava ostacolo verso l'evoluzione dei diritti. E questa capacità di distruggere per costruire vogliamo trasmetterla ai nostri studenti».

«INVENTATO SPAZI DIVERSI E MODALITA’ INNOVATIVE»
«Ha inventato spazi diversi e modalità innovative con intuito sorprendente laddove gli spazi per un'informazione adeguata erano assenti», ha spiegato il preside della facoltà di scienze della comunicazione, Stefano Traini, nella laudatio alla cerimonia di conferimento della laurea honoris causa.
«Ricordiamo il silenzio mediatico del 18 maggio 1978, quando in una tribuna elettorale dedicata a finanziamento pubblico ai partiti e alla legge sull'aborto Pannella rimase in silenzio imbavagliato, come Emma Bonino, Gianfranco Spadaccia e Mauro Mellini per 25 minuti. Tutti i media il giorno dopo ne parlarono. Un messaggio dirompente, epocale, rivoluzionario».

LA LEZIONE A BRACCIO
Il laureando Marco Pannella, dopo aver ricevuto la pergamena di laurea dalle mani del rettore, ha tenuto, a braccio, la sua lezione dottorale.
«Abbiamo sempre scelto non il vincere contro, ma il convincersi, il vincere assieme, rispettando le proprie legalità. Questa è l'essenza della storia radicale», ha sottolineato. «Lottiamo per aiutare il potere a rispettare le proprie legalità».
E Pannella ha parlato anche del messaggio del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, quando nel pieno delle sue funzioni ha richiamato il rispetto dei diritti umani, civili ma anche religiosi: «quel messaggio non può essere ancora ignorato», ha sottolineato il leader dei Radicali.
Poi il riferimento, in particolare, al messaggio indirizzato alle Camere nelle quali Napolitano parlava di amnistia e indulto. «Quello di Napolitano - ha osservato - è un manifesto verso e per la democrazia. Quell'atto magistrale massimo riesce ad essere miracolosamente ignorato da tutto e da tutti. Occorre il rispetto delle legalità e del diritto per i cittadini» (il riferimento è alla mancata risposta da parte del Parlamento, ndr).
«Sono convinto e sicuro - ha proseguito Pannella - che il presidente Mattarella dovrà dire se lui è d'accordo con chi aveva indicato obblighi per rientrare nella via giusta della legalità. La gente deve sapere che l'atto di Napolitano non è altro che l'atto di condanna di giurisdizioni proprie. Anche Papa Francesco - ha aggiunto il leader radicale - dovrebbe tenere presente che pure il suo predecessore Karol Wojtyla spronò il Parlamento per amnistia e indulto».

L’ATTACCO A RENZI
«Se sapessi pregare efficacemente pregherei per Renzi affinché capisse qualcosa», ha poi detto Pannella rispondendo ad una domanda sui consigli da dare a Renzi a margine dell'evento di conferimento della Laurea. «E' un po' bischero, un po' presuntuosetto, di lui non ha paura nessuno. Lo senti per dieci ore alla radio. Berlusconi stava alla televisione un decimo di quanto ci sta lui oggi. Lui rompe, non ha valori. Lui detiene troppe speranze».

D’ALFONSO: «LIBERATORE DI LIBERTA’»
«Se si esclude la comunicazione cosa c'è in democrazia? Gabriele Turi, grande storico di questo università, disse: qual è il potere di Pannella? La parola», ha detto invece il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso durante la cerimonia. «Pannella è stato un liberatore di libertà. A lui dobbiamo l'ingresso nella politica italiana dei diritti civili. Lui ci aiutò a capire che il rischio dei partiti è di sconfinare nella partitocrazia».