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Elettrodotto Villanova-Gissi, la balla del deficit energetico ed il cavo bis in Puglia

Martedì consiglio regionale straordinario sull’opera controversa

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ABRUZZO. Il Consiglio regionale straordinario nel quale si discuterà dell’elettrodotto Villanova-Gissi si terrà martedì prossimo, 24 febbraio 2015.
La richiesta era stata avanzata dal Movimento 5 Stelle e si preannuncia un dibattito serrato, articolato, non senza colpi di scena ma con molta probabilità sarà anche un Consiglio sterile e infruttuoso per le sue implicazioni pratiche.
 Insomma oltre le chiacchiere c’è da attendersi molto poco. Eppure il Forum Acque con ben due esposti motivati ha individuato una serie di criticità amministrative nella procedura autorizzativa da scuotere e mettere sull’avviso qualunque amministratore di buon senso.
D’Altro canto i piloni della enorme infrastruttura vengono eretti in zona ad alto rischio esondazione e non pare una cosa opportuna.
Inoltre per come sono andate le cose, per le vicende che sono emerse sono molte le zone d’ombra che rimangono inesplorate e che la politica finora non ha voluto e saputo chiarire.
La procura di Pescara ha aperto una inchiesta ma non ci si può certo attendere che svolga le funzioni di Tar con una verifica totale della procedura amministrativa. Le procure cercano reati e se non li trovano le inchieste si archiviano…  
Da sempre Terna si è detta disponibile a fornire indicazioni e risposte ad ogni quesito e PrimaDaNoi.it si era reso disponibile a pubblicarle...

PERCHE’ SI COSTRUISCE L’ELETTRODOTTO?
Intanto rimane aperta la questione principale e per nulla fugata: perché costruire l’elettrodotto?
Terna ha sempre risposto che la ragione è il deficit energetico, cioè l’Italia non ha sufficiente energia e per questo è necessario costruire nuove infrastrutture.
 «In primo luogo», attacca però il Forum Acque, «un elettrodotto non produce energia ma la trasporta. Sembrerà strano dover ricordare questo aspetto ma lo dimenticano mischiando le pere con le mele. Non si capisce come un elettrodotto possa colmare un deficit produttivo, al massimo può far importare ancora di più energia da fuori esacerbandolo».
Insomma se gli elettrodotti sono come le autostrade sarebbe come dire: siccome ci sono poche auto allora costruiamo nuove autostrade per risolvere il problema.

…PERCHE’ L’ABRUZZO E’ IN DEFICIT
Inoltre alla base del procedimento autorizzativo e, soprattutto, delle varie Valutazioni Ambientali Strategiche  dei Piani di sviluppo di Terna erano stati posti dati e previsioni –quasi «certezze»-  che però non si sono rivelate tali come ad esempio le stime dei consumi energetici che sono in continuo calo e non in crescita come stimato.
 Secondo i dati forniti dalla stessa Terna i consumi elettrici in Abruzzo sono in forte calo (in cinque anni tra il 2008 e il 2013 sono scesi da 7.272 Gwh a 6.808 Gwh; - 7%). Gli ultimi dati Terna per l'Italia indicano un ulteriore calo anche nel 2014. La produzione di energia elettrica in Abruzzo nel 2013 è stata bassa ed ha portato il dato di deficit citato continuamente da Terna (-33%).
Mancano impianti?
«No, le centrali abruzzesi nel 2009 hanno prodotto ben 7.651 Gwh, un surplus del 16%, e, soprattutto, molto di più dell'energia consumata nel 2013 presa a riferimento da Terna. Sono capaci, cioè, di generare energia ampiamente in eccesso», spiega Augusto De Sanctis, «se gli impianti abruzzesi avessero prodotto come nel 2009 nel 2013 avremmo esportato energia per oltre il 10% e, tra l'altro in questo quinquennio sono state costruite ulteriori centrali».
Insomma secondo il Forum Acque non vi sarebbe alcun rischio black-out.

… PUGLIA IN SURPLUS MA SI COSTRUISCE UN CAVO BIS
E come se non bastasse gli ambientalisti tirano in ballo anche l’altra opera connessa, il cavo dal Montenegro, ricordando che nonostante la Puglia sia in fortissimo surplus (+87% nel 2013) è stato comunque autorizzato un cavo di trasporto di energia in corrente continua  dall'Albania alla Puglia da 500 MW, insomma un secondo cavo sottomarino “gemello” di quello che sbarca a Pescara. Regioni diverse, diverse ragioni per costruire un’opera.
L’idea che si fa strada è che oltre al guadagno che la costruzione di una mega opera come questo può generare per chi vi ruota intorno è che si stanno creando i presupposti per aumentare l’importazione dell’energia dall’estero dove la si produce a costi bassissimi per poi rivenderla a costi elevati in Italia e ampliare il margine di guadagno per i privati.