OPERE E OMISSIONI

Elettrodotto Villanova-Gissi: tagliate querce maestose in aree a pericolo frana

La photogallery un pugno nello stomaco per i cittadini

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3176

ABRUZZO. Molte querce maestose sono state tagliate in piena zona classificata ufficialmente a rischio frana “elevato” per realizzare l'elettrodotto Terna “Villanova-Gissi” e altre decine faranno la stessa fine tra poco.
E' una photo-gallery che lascia letteralmente senza parole quella realizzata
dal Coordinamento Comitati “No Terna”, CAST - Comitato Ambiente Salute e Territorio, Forum Abruzzese Movimenti dell'Acqua, Zona22, Lab61 e Nuovo Senso Civico.
Dopo le incredibili immagini dei cantieri trasformati in piscine da una modesta piena del fiume Pescara a causa della localizzazione dei sostegni in piena zona di esondazione ora arrivano le foto di tagli di querce maestose fino a 70 centimetri di diametro alla base.
Si tratta del cantiere per il sostegno numero 59 in territorio di Filetto (Chieti). Su altri cantieri dell'opera sono previsti ulteriori tagli simili, sempre in aree a rischio frana elevato.
«Almeno 10 sostegni consecutivi di questo tratto dell'elettrodotto sono localizzati su un versante classificato nella categoria “a rischio frana elevato” dal PAI della Regione Abruzzo», fanno notare i comitati. 

Frane attualmente in stato quiescente per le quali vi è un elevato rischio di riattivazione. Una scelta che ai comitati appare quantomeno azzardata, sia per la stabilità dei sostegni stessi sia per tutte le altre conseguenze indirette di tale localizzazione e dei lavori che ne discendono, come il taglio degli alberi necessario per non interferire con i cavi e i cantieri.
«Non crediamo sia una grande idea di cui andar fieri», sottolineano le associazioni, «sottoporre ad ulteriori stress ambientali un'area così vulnerabile, in un paese che è letteralmente devastato da frane ed alluvioni ogni volta che cadono due gocce d'acqua».
Anche perché come ricordano i comitati ben 55 sostegni su 151 di questo elettrodotto ricadono in aree classificate a rischio di esondazione o frana sulla base di mappe e studi ufficiali degli enti pubblici che comunque hanno ritenuto di autorizzare l'opera.
I comitati ritengono che le voci e gli strali che ormai ad ogni pioggia si levano sull'argomento del rischio idrogeologico dai ministri, dalla politica e dalle pubbliche amministrazioni siano «solo pura ipocrisia, visto che l'intervento di Terna ha il parere favorevole addirittura del Ministero dell'Ambiente».

Da qui la richiesta, l’ennesima : «finché si è in tempo bisogna che rivedere, anche in auto-tutela, tutte le autorizzazioni e i pareri rilasciati per quest'opera inutile».
Sull’elettrodotto la procura di Pescara ha aperto una inchiesta, un atto dovuto a seguito dell'esposto del perito industriale Antonio Di Pasquale. Il fascicolo al momento non contiene ipotesi di reato e neanche indagati.
Sulla vicenda sono stati acquisiti alcuni documenti amministrativi circa un mese fa al Comune di Cepagatti da parte degli uomini del Corpo forestale dello Stato che stanno indagando.
L'indagine per ora molto ampia cerca di focalizzare aspetti determinati e precisi della procedura amministrativa adottata per capire se tutti i vari passaggi -necessari per legge- siano stati rispettati.