SANITA'

Asl Pescara: a scuola di robot chirurgico e dose unica del farmaco

L’assessore Paolucci: «il futuro della sanità è nell’innovazione»

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PESCARA. Chirurgia robotica e dose unica del farmaco gestita via computer per i ricoverati: erano questi gli argomenti della conferenza stampa indetta ieri all’ospedale di Pescara dal manager Asl Claudio D’Amario, presente l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci.
Ed in effetti - tra slides e video – protagonista è stato il sistema robotico “Da Vinci”, la piattaforma più evoluta per la chirurgia mini invasiva che consente al chirurgo di operare dal monitor di un computer senza “mettere le mani” dentro il paziente.
Una tecnologia che migliora l’atto chirurgico e riduce la degenza post operatoria. Ma ha destato grande interesse anche l’automazione spinta delle terapie che all’ospedale di Pescara consente «al farmacista ospedaliero di non fare più il magazziniere» – come ha sottolineato Alberto Costantini - e di collaborare con il medico prescrittore per “validare” e preparare le dosi personalizzate delle medicine.
Di qui parte la somministrazione della terapia in reparto attraverso il codice a barre del braccialetto indossato dai ricoverati. Così si evitano pericolosi errori di terapia (soprattutto nei reparti sovraffollati), le costose scorte di magazzino, gli scaduti e così via. Ma in realtà - più del robot - il vero protagonista della presentazione di ieri è stato il valore aggiunto di questo progetto di chirurgia robotica attivato a Pescara, testimoniato dall’impegno a formare una nuova generazione di chirurghi in grado di operare i pazienti “da lontano” e senza lasciare cicatrici, dai tumori del colon, a quelli femminili, al torace ed alle vie urinarie.

UN PROGETTO PER FORMARE GIOVANI CHIRURGHI NELL’USO DEL ROBOT DA VINCI
Lo ha ben spiegato Achille Lococo, che guida il Dipartimento di chirurgia e coordina  questa iniziativa voluta dal manager: «l’evoluzione della chirurgia è l’aumento della distanza dal malato: siamo partiti dalle mani che incidono il malato, siamo passati alla laparoscopia, adesso al robot e in futuro arriveremo all’intervento via collegamento internet. Basta ricordare che già trenta anni fa da Pasadena fu effettuato un intervento urologico a Milano via computer».
 Insomma ieri si è scoperto che a Pescara ci sono numerosi chirurghi di varie discipline che si stanno sempre più orientando vero la chirurgia robotica e che stanno lavorando per ottenere risultati duraturi attraverso una generazione giovane di “chirurghi robotici”. Lo hanno confermato tutti gli interventi che si sono alternati con immagini e filmati: il ginecologo Maurizio Rosati («si tratta di minimizzare l’atto chirurgico, migliorandolo. E con la collaborazione dell’anestesia diretta da Tullio Spina siamo riusciti ad operare utero ed ovaie in modo impensabile prima»), il chirurgo addominale Massimo Basti («sembra un video gioco, ma è vero. Ed ho un’èquipe under 35 anni»), l’urologo Paolo Pompa («il robot opera la prostata minimizzando i pericoli dell’incontinenza urinaria e della perdita della potenza sessuale»).

D’AMARIO: «HO SCOMMESSO SULL’INNOVAZIONE COME VOLÀNO DI SVILUPPO»
Così il manager Claudio D’Amario ha spiegato il progetto: «si tratta di guardare al futuro cercando di coniugare l’innovazione e la sostenibilità economica di questa tecnologia. Non abbiamo acquistato il robot, ma c’è stata una gara che ci consente di utilizzarlo per 300 interventi, poi si tirano le somme e si decide se acquistarlo o no ad un prezzo è la metà di quello che si paga oggi sul mercato, anche per la concorrenza di un altro produttore».
 Cioè a Pescara si è compreso che la chirurgia d’avanguardia (sia oncologica che di routine) può essere un volàno di sviluppo della sanità dell’Abruzzo intero e uno strumento virtuoso per ridurre costose e inutili giornate di degenza. E con queste risorse risparmiate è poi possibile investire in tecnologia sanitaria.
In realtà alla Asl di Pescara – ma il robot si usa anche altrove - si vive proprio questo momento di transizione dalla chirurgia tradizionale alla robotica, come sottolinea il chirurgo Ettore Colangelo: «qui il colon retto si opera bene con la mini-invasiva, per quella epato-biliare servono i metodi tradizionali».

PAOLUCCI: «CON IL RISPARMIO INTELLIGENTE SI RENDE PIÙ ACCESSIBILE L’ASSISTENZA»
In sostanza la presentazione delle nuove forme di automazione (robot e dose unica del farmaco) si è trasformata in un involontario assist per l’assessore Paolucci, passato dalle guerre per la chiusura dei piccoli ospedali e dei Punti nascita, alla sanità del futuro.
«Queste nuove tecniche renderanno più accessibili a tutti l’assistenza sanitaria. Così l’ospedale si qualifica sempre più come un concentrato di tecnologie e  l’innovazione guiderà la riformulazione del sistema sanitario abruzzese – ha detto l’assessore – Nella nostra sanità ci sono ancora problemi sul turnover del personale, sul costo dell’acquisto di beni e servizi e sullo sforamento eccessivo della spesa farmaceutica ospedaliera. Ma risparmiare in modo intelligente in questi settori, come ho visto e sentito oggi, significa poter smettere di parlare solo e sempre di amministrazione e finalmente riposizionare al centro dell’attenzione le prestazioni al cittadino».
«Senza dire – ha concluso Paolucci – che proprio queste innovazioni rendono inutili i confini delle Asl».
 Infatti dal basso già si lavora così: gli oculisti si sono divisi i settori di intervento, i chirurghi lo stesso, la ginecologia e l’urologia anche e così via. Altro che nuovo ospedale Chieti-Pescara e guerra tra territori…

Sebastiano Calella

ASL PESCARA. Conferenza Lococo robotica