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Villa Celiera, la collina continua a muoversi. Mazzocca va da Gabrielli

Le condizioni del tempo non agevolano la messa in sicurezza

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VILLA CELIERA. La frana che comprende due fronti in movimento non accenna a fermarsi e le piogge degli ultimi giorni accrescono l’emergenza, danno vigore alla frana ed impediscono interventi di qualunque genere.
E’ emergenza che si aggrava a Villa Celiera dove le istituzioni da alcuni giorni stanno monitorando l’area di contrada Vagnola ed hanno potuto accertare che il fronte di circa un chilometro continua a muoversi.
È stata una situazione inaspettata per tutti, ha detto nei giorni scorsi il sindaco Oreste Di Lorenzo. Tre frane di piccole dimensioni, già monitorate da tempo, hanno improvvisamente generato un fronte franoso di grandi dimensioni.
La causa del disastro è stata l’abbondante acqua che si è infiltrata nel sottosuolo già precario ed ha agevolato lo scivolamento di tonnellate di collina. Più a valle sono visibili i rivoli ininterrotti di acqua che defluisce da monte e che testimoniano come non ci si possa attendere un rientro del fenomeno a breve. Alcune abitazioni sono state tagliate di netto dalle crepe così come le strade a ridosso della zona franata: sono completamente solcate dalle crepe e necessitano di sostanziosi interventi per poter riaprire alla circolazione.
Il corpo secondario della frana sarebbe meno preoccupante, al momento, anche perché più contenuto ma non è possibile fare ipotesi sull’evoluzione delle prossime settimane.
Sul posto i tecnici del Comune, la protezione civile e la Forestale che stanno monitorando anche dall’alto la zona. Quello che si sta facendo al momento è un monitoraggio attento per capire dove avvengono i movimenti, con quale intensità e quali potranno essere le altre zone colpite.
I danni strutturali sono contenuti se si considera una sola abitazione che con molta probabilità sarà giudicata inagibile e forse irrecuperabile. Perchè il vero dramma della frana è proprio il futuro delle famiglie sgomberate e salvate dalla calamità (41 persone in totale) che rischiano ora di perdere tutto quello che avevano costruito in una vita. Altre abitazioni sgomberate risultano lesionate ma le strutture portanti non sarebbero state interessate. A rischio però in totale ci sarebbero forse anche più di dieci costruzioni e tutto dipende da cosa succederà nei prossimi giorni.

Dall’inizio della frana le famiglie sono state accolte e messe in sicurezza con soluzioni provvisorie che non potranno durare a lungo. Occorrono interventi di assistenza per il medio-lungo periodo e dunque soldi che la Regione dovrebbe stanziare nei prossimi giorni.
Dopo quasi una settimana di fatto non è stato fatto nulla anche perché il maltempo ha ostacolato ogni intervento strutturale. C’è poi la burocrazia che si sta muovendo per capire in che modo operare.
Secondo i tecnici i primi interventi dovranno essere volti a svuotare la zona dell’acqua che impregna i terreni e così rafforzarli e frenarli.
Questa mattina intanto l’assessore Mario Mazzocca è a Roma per sostenere la richiesta della Regione di Calamità naturala (ha con sé un corposo dossier) e non solo per Villa Celiera ma per molte altre zone interessate dai movimenti franosi di questi ultimi giorni nelle quattro province.
«Villa Celiera é solo una delle criticità dell'Abruzzo», sottolinea il presidente dell'Ordine dei Geologi d'Abruzzo Nicola Tullo. «Scontiamo un ritardo nella manutenzione del territorio ed è chiaro che oggi bisogna lavorare per colmate questo ritardo. Ormai "il 92% del territorio abruzzese presenta criticità di dissesto geologico e idrogeologico».
Due mesi fa la Regione ha firmato una convenzione con l'Ordine dei geologi che prevede l'impegno dell'Ordine in favore delle comunità locali in caso di necessità, considerato che «i piccoli Comuni non sanno a chi rivolgersi».