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Sesso e alloggi: lo scandalo di Chieti su Rai 1. E Di Primio denuncia Giletti

Il caso dell’ex assessore comunale all’Arena

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CHIETI. Abruzzo protagonista, ieri pomeriggio, della domenica televisiva.
Mentre su Canale 5 la senatrice aquilana, Stefania Pezzopane, difendeva il suo amore con il giovane compagno, su Rai 1 Massimo Giletti si occupava del caso della condanna dell’ex assessore di Chieti, Ivo D’Agostino che ha patteggiato la pena di 3 anni e 3 mesi per il caso degli alloggi popolari in cambio di prestazioni sessuali.

Dibattito movimentato: tra gli ospiti anche il sindaco di Chieti Umberto Di Primio che a fine puntata si è scatenato su Facebook, attaccando la «sinistra», «Giletti il gran censore» e annunciato una denuncia per diffamazione proprio contro il presentatore.
Ma in trasmissione è comparsa, a volte coperto, anche una delle accusatrici di D’Agostino, che ha ripercorso la violenza subita. «Dormivo in una casa d’accoglienza», ha ricordato la donna. «Avevo bisogno di un alloggio. Nel 2011 busso alla porta dell’assessore per vedere a che punto era la situazione. I primi incontri sono stati tranquilli, l’assessore mi diceva che dovevo aspettare, che la situazione si sarebbe sbloccata, è sempre stato professionale».
Ad un certo punto la donna si sarebbe accorta che alcune famiglie che in graduatoria si trovavano dietro di lei l’avrebbero scavalcata. Da qui la decisione di tornare a parlare con l’assessore. «Siamo saliti in ufficio e mi ha fatto dei complimenti abbastanza espliciti, apprezzamenti sul mio seno e sugli occhi. In ufficio abbiamo parlato della casa, ad un certo punto ha fatto uno scatto, è uscito dall’ufficio, è andato a prendere la chiave, ha chiuso la porta, mi ha bloccato sulla poltrona e si è slacciato i pantaloni». 

«Per questione di dignità», ha spiegato Giletti, «non andiamo avanti a raccontare». La donna ha aggiunto di non aver avuto la forza di reagire alla violenza perchè «ero troppo spaventata». Anche una volta tornata a casa era titubante sul denunciarlo o meno: «avevo paura».
Poi l’uomo si è presentato sotto casa sua e «lì mi sono decisa, pensavo che stesse esagerando». Con lo scoppio dell’inchiesta emerge che lei non è l’unica donna finita nella ‘rete’ di D’Agostino. Ad oggi la casa popolare non l’ha ancora ottenuta e più volte è andata in Comune a chiedere conto della situazione «sempre accompagnata dall’assistente sociale».
Dopo il racconto si è passati al dibattito. Chiaro il parere di Giovanni Toti, portavoce di Forza Italia: «l’assessore ha responsabilità di essere un delinquente», o della giornalista Mirta Merlino secondo la quale «il vero tema da affrontare è quello della trasparenza delle liste d’attesa ». Durissima la parlamentare del Pd Pina Picierno che ha attaccato più volte anche lo stesso sindaco Di Primio, in collegamento dagli studi Rai d’Abruzzo.
Il primo cittadino ha spiegato che il Comune era «all’oscuro di tutto» e ha garantito che non c’è stata alcuna violazione nelle graduatorie: «non sono mai state intaccate. Chi scavalca è perché a volte ci sono case non idonee per numero persone e caratteristiche. Si scorre in ragione delle possibilità di accesso dei richiedenti». Di Primio ha poi garantito che la graduatoria sarà rispettata anche in futuro e che «se la signora verrà da me le darò tutte le spiegazioni».
Pochi istanti dopo la frase che ha fatto infuriare il sindaco: «mi raccomando, signora, vada sempre accompagnata», ha chiosato Giletti.
«Può venire anche da sola, con me non c’è problema», ha replicato Di Primio che al termine del collegamento si è poi sfogato su Facebook: «Giletti il gran censore prima mi chiede di violare la legge dando una casa a chi non ha diritto di averla e poi mi diffama con quella frase vergognosa alla fine. Non ho intenzione di lasciar stare. Sono stufo di chi pensa di poter dire impunemente qualsiasi cosa e di poter ottenere quello che si vuole urlando».