BUON ANNO

Università D’Annunzio, inaugurazione anno accademico con polemiche

Rettore Di Ilio: «fiducia per futuro e immatricolazioni a 6.400»

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CHIETI.  È un ateneo che non senza difficoltà e qualche incomprensione ha continuato il complesso e articolato processo di transizione dal vecchio assetto ad una nuova e più moderna organizzazione.
Dal bilancio, ha detto il rettore Carmine Di Ilio,  emerge «con chiarezza la solidità degli equilibri economici e finanziari attraverso i quali poter guardare con fiducia al futuro del nostro ateneo, che all'interno del panorama italiano segnato in questi ultimi anni da un calo delle immatricolazioni ha fatto registrare una sostanziale tenuta con, ad oggi più di 6.400 matricole».
E’ uno dei passaggi dell’intervento del rettore Carmine Di Ilio che questa mattina a Chieti ha inaugurato l'anno accademico 2014-2015 dell'Università D'Annunzio Chieti-Pescara, 49/o dalla sua istituzione ufficiale. Parlando di ricerca scientifica e formazione di giovani ricercatori, Di Ilio ha ricordato i tre milioni di euro investiti ai quali vanno aggiunti circa 200 mila euro ottenuti da attività di terza missione.
 Al finanziamento degli assegni di ricerca sono stati destinati 2,5 milioni di euro ai quali vanno aggiunti 1,4 milioni di euro ottenuti dalla Regione Abruzzo nell'ambito del 'Progetto giovani'.
Inoltre 3,5 milioni di euro sono stati messi in bilancio per assistere i 438 studenti iscritti ai corsi del dottorato di ricerca. Di Ilio ha poi evidenziato che sono state bandite le procedure concorsuali per il reclutamento di 12 ricercatori a tempo determinato di tipo B che al termine del triennio in caso di valutazione positiva della loro attività scientifica, potranno essere assunti come professori associati. «All'impegno dei nostri giovani ricercatori - ha detto ancora Di Ilio - va dato il merito di aver prodotto 45 brevetti e dato vita a nuove spin-off».
 La cerimonia di inaugurazione è stata aperta dal coro dell'ateneo che ha intonato l'inno di Mameli.
 Gli studenti hanno diffuso un volantino 'Cerebr-azione' dell'università nel quale fra l'altro scrivono: «in questo sistema, soprattutto, non abbiamo spazio per ragionare insieme e non abbiamo tempo per farlo. Per questo oggi vogliamo raccogliere le idee riguardanti la precarietà caratterizzante il nostro immediato futuro lavorativo, ma soprattutto il nostro presente. Inauguriamo i nostri Cahiers de doleances. Rifiutiamo la celebrazione incosciente e inauguriamo la cerebr-azione cosciente».
 Dicono ancora gli studenti «il nostro sapere umanistico e il nostro ruolo sociale è il primo ad essere messo in discussione dall'università-azienda: siamo persone improduttive e il nostro lavoro impalpabile apparentemente non produce Pil. Si afferma questo mentre il mondo occidentale soffre d'ignoranza, dopo aver costruito da solo la propria crisi economica, ecologica e internazionale».

SINDACATI ASSENTI
 Sindacati assenti all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Chieti per rappresentare «un dissenso politico-sindacale rispetto alla governance dell'Ateneo nei termini in cui viene condotta dal rettore e dal direttore generale».
 In una nota congiunta di Maria Agnifili e Maria Lidia De Biasi (Flc-Cgil), Gianluca Di Sante (Cisl-Univ), Valentino Barattucci (Uil-Rua), Goffredo De Carolis (Csa-Cisal), Antonio Di Federico (Cisapuni), Luigi Fusella (coordinatore Rsu), le organizzazioni sindacali hanno fatto il punto sul 2014, definito «orribile» sia per la delegazione sindacale che per il personale tecnico-amministrativo e i collaboratori ed esperti linguistici che hanno subito tagli di retribuzione.
«Dopo aver firmato un contratto integrativo (febbraio 2014) al termine di una estenuante trattativa - spiegano i sindacati nella nota - abbiamo visto il direttore generale prendere a 'picconate' le risorse economiche di tutto il personale tecnico-amministrativo non docente, che ha dovuto subire l'improvviso impoverimento dello stipendio e la precipitata condizione economica delle famiglie. Al conflitto con il quale abbiamo risposto a queste vessazioni si sono aggiunti ulteriori scontri su argomenti che l'amministrazione ha gestito al di fuori di ogni relazione sindacale: trasferimenti interni, scivolamenti di carriera di 20 unità senza autorizzazione degli organismi, corsi di formazione, rilevazione non programmata dei carichi di lavoro, dotazione organica, buoni-pasto, regolamento straordinario, sistema di video-sorveglianza».
«L'anno si è chiuso - si prosegue nella nota - con la scelta difficile e drammatica di un gruppo di dipendenti che hanno deciso di presentare querela per la pubblicazione di elenchi a dir poco irregolari. Il rettore e gli organi di governo di questa Università pensano che si possa andare avanti così? Oppure sarà possibile concordare alcuni punti basilari di rispetto delle funzioni delle organizzazioni sindacali e di nuove condizioni per una convivenza almeno pacifica con il personale contrattualizzato?»
«In questi giorni - sottolineano i sindacalisti - vi è stato infatti un episodio importante: parte pubblica e delegazione sindacale si sono confrontate e hanno condiviso una risoluzione tecnica per coprire economicamente i mesi di congelamento dell'indennità mensile in attesa dello sblocco delle risorse contrattuali. È stato il risultato di un lavoro in cui l'amministrazione torna ad assumere degli impegni positivi e dovrebbe nel futuro proseguire su questa strada per la trattazione delle tematiche suddette che da tempo attendono esiti condivisi tra le parti».
«Deve tuttavia essere chiaro un punto al rettore e a tutta la comunità universitaria che oggi celebra l'apertura dell'anno accademico: lo stato di agitazione indetto nel lontano 5 agosto 2014 non è stato revocato. Questa è l'attività che ci è propria, a tutela degli interessi e delle condizioni dei lavoratori che a noi chiedono le corrispondenti tutele sancite dalla legge».