IL PROGETTO

Consiglio regionale L’Aquila, pronta la ristrutturazione dello storico palazzo

2102 giorni per arrivare al progetto presentato oggi

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L’AQUILA. «L'obiettivo principale di questo progetto è non solo mettere in sicurezza e riqualificare un palazzo storico, ma ricostruire anche quel rapporto che da secoli lega la città dell'Aquila all'Emiciclo».
Lo ha detto il professor Lucio Zazzara, nel corso della presentazione della proposta progettuale per la ristrutturazione del complesso che ospita la sede istituzionale del Consiglio regionale.
Nella proposta illustrata questa mattina, anche all'interno delle strutture sono previsti spazi da 'aprire' alla città, come la navata centrale dell'ex convento (oggi occupata da una scalinata in cemento realizzata negli anni Ottanta) da destinare a mostre e incontri, oppure la nuova sala convegni interrata, che potrebbe essere utilizzata non solo per le conferenze, ma anche per ospitare concerti di musica classica.
Il complesso della sede del Consiglio regionale rappresenta un esempio di sedimentazione architettonica e stilistica di assoluto rilievo nel panorama dei complessi storici aquilani. La proposta dell'ATI Rosa Edilizia, Ricci Costruzioni e Silvi Elettroidraulica è perciò articolata, non solo per rispondere a quanto espressamente richiesto nel bando di gara, ma anche in considerazione della complessa realtà della sede del Consiglio regionale.
Il terremoto del 6 aprile 2009 ha provocato nell'edificio dell'Emiciclo e in quello dell'ex G.I.L. maschile un livello di danneggiamento «estremamente grave e diffuso» fino a determinare una condizione di dissesto prossima al crollo.
«Nello studio d'insieme – ha spiegato Zazzara – abbiamo puntato anche a 'ricucire' il tessuto urbanistico dell'area della Villa Comunale, proponendo l'eliminazione dell'attuale recinzione dell'Emiciclo e la pavimentazione di via Iacobucci, così da restituire alla città uno spazio fruibile che rinsaldi il legame tra cittadini e la stessa istituzione».
Il presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio ha spiegato che l'idea dei progettisti «è stata quella di sottrarre inutili ingombri per ridare la possibilità di godere, anche con gli occhi, di profondità e prospettive sacrificate sull'altare di soluzioni sbrigative, suggerite da una razionalizzazione degli spazi in stridente conflitto con l'importanza storica e architettonica dell'edificio».

2102 GIORNI PER ARRIVARE AL PROGETTO
«2102 sono i giorni che sono stati necessari per arrivare al progetto che presentiamo oggi», ha spiegato il direttore amministrativo del Consiglio regionale, Paolo Costanzi, nel corso della conferenza stampa di presentazione della proposta di miglioramento del complesso dell'Emiciclo e del Palazzo ex GIL maschile.
«I giorni impiegati per la progettazione e l'appalto sono stati 329; i giorni che sono stati necessari per i procedimenti burocratici vari sono stati 1428; quelli interessati dalla giustizia amministrativa 345 - ha osservato il direttore Costanzi – L'iter è iniziato il 6 giugno 2009 con la richiesta al Cipe, per la deliberazione dell'importo. Dopo 737 giorni, la delibera Cipe n. 82 è stata emanata».

LO SPAZIO DELL’EX CHIESA
Questa sarà l’occasione per scelte progettuali che producano anche il recupero e la possibilità di riqualificazione dello spazio dell'ex chiesa.
Proprio in questo senso si muove la proposta di dotare la sede regionale di uno spazio grande e di forte rappresentatività, capace di ospitare assemblee, esposizioni temporanee o permanenti. In tal modo, lo spazio dell'ex chiesa tornerà ad essere la naturale conclusione, verso l'interno, della piazza suggerita dal colonnato esterno come luogo di unione con l'intera città. La natura complessa dell'architettura storica coinvolge tutti gli spazi che ruotano intorno alla navata, a cominciare dall'antico chiostro, oggi Sala Michetti. La proposta prevede, in questo caso, il recupero di senso di quello spazio che rappresentava la cerniera della vita dell'intero complesso monastico e che, con il suo essere protetto dalle intemperie, era destinato anche a consentire la sosta e la deambulazione all'esterno durante il periodo invernale.
La ricostituzione di questo carattere del chiostro è un altro degli elementi fondanti delle scelte di progetto: lo spazio del chiostro dovrà tornare ad essere aperto, capace di offrire la vista della volta celeste e di una sensazione di contatto con la natura.

LA SALA MICHETTI
L'attuale Sala Michetti ha una superficie di 360 mq. ed è in grado di offrire 115 posti a sedere, numeri appena sufficienti per piccole manifestazioni convegnistiche. La proposta di progetto prevede la realizzazione di una nuova sala ipogea collocata sotto la piazzetta definita dal colonnato, in posizione frontale, verso ovest, che dispone di una superficie utile di 590 metri quadrati circa e consente varie configurazioni, fino a quella che la rende una comoda sala convegnistica/auditorium, interessante per la gran parte delle manifestazioni regionali e cittadine, con 250 posti a sedere.
L'antico chiostro è stato riprogettato sia per servire questa nuova sala come foyer, sia per essere anche un vero e proprio giardino d'inverno o luogo di incontro e sosta coperto da un tetto finalmente trasparente. Le opere di progetto che riguardano l'edificio Ex G.I.L. maschile, per l'aspetto architettonico sono intese ad una riqualificazione soft che, senza cambiare sostanzialmente i caratteri distributivi e funzionali sedimentati nel tempo, tendono al restauro dei caratteri identificativi. L'opera di riqualificazione sarà intesa alla ripulitura di tutta una serie di contaminazioni e di disturbi di tale criterio compositivo consistenti in interventi mai di grande portata ma determinanti nella loro sommatoria.

I PROGETTISTI
Il gruppo di lavoro che ha elaborato la proposta di ristrutturazione della sede del Consiglio regionale (Emiciclo e Palazzo Ex GIL maschile) è così composta: ingegner Riccardo Vetturini, ingegner Giacomo Di Marco, ingegner Walter Cecchini, architetto Lucio Zazzara, geometra Gabriele Matini, ingegnere Antonello Bottone, Jenny Rolo, Gaudenzio Leonardis, ingegner Antonio Borri, Roberta Leuzzi.