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Le Iene nel progetto Case tra balconi che crollano, crepe e pavimenti in pendenza

Dolce: «quelle costruzioni non sono fatte male»

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L’AQUILA. Ieri sera il programma televisivo Le Iene ha mandato un onda un servizio sul progetto C.A.S.E aquilano, le abitazioni costruite a tempo di record dal governo Berlusconi per i terremotati de L'Aquila.
Una di queste case ha letteralmente perso un balcone, e solo per un caso fortuito non si sono registrate vittime. Tante altre abitazioni hanno diversi problemi come crepe, infiltrazioni d'acqua o addirittura pavimenti in pendenze. Le telecamere de Le Iene hanno ripreso le incredibili immagini del complesso di Cese di Preturo che per gli aquilani rappresentano ormai una tragica routine.
Dieci giorni fa l’edificio 19 del complesso, proprio lì dove è avvenuto il crollo, è stata posto sotto sequestro dalla magistratura perché «mancano le condizioni di sicurezza».

Disagi e problemi sono all’ordine del giorno in abitazioni che hanno meno di 5 anni ma le prime segnalazioni sono partite già a cavallo del 2010-2011.
«Abbiamo sentito un boato», ha ricostruito l’inquilina dell’abitazione dove si è registrato il crollo, «e pensavamo fosse un altro terremoto. Siamo usciti fuori e abbiamo visto il balcone crollato e ci hanno dato l’avviso di non uscire più dalle finestre. Ci dicevano che queste case avrebbero retto anche ad un terremoto del settimo grado della scala Mercalli e invece vengono giù da sole».
«Quando siamo arrivati qui», ha continuato la donna, «i lavori non erano ancora terminati e gli operai coprivano giornalmente le crepe che si facevano». Cioè mentre costruivano già emergevano problemi? «Sì», conferma.
Un’altra residente ha raccontato di aver segnalato una grossa crepa che attraversa il muro di casa sua «ma nessuno è venuta a controllarla. Non abbiamo un altro posto dove andare e dobbiamo accontentarci».

Il giro continua e Filippo Roma trova una abitazione dove in inverno «piove, dobbiamo mettere i secchi per raccogliere l’acqua. Il soffitto è fradicio, perciò il balcone è cascato e quando è cascato ha fatto un rumore incredibile, sembrava una bomba. Ora non sappiamo se casca anche il soffitto».
Un altro vicino racconta di essere stato costretto cambiare casa «per tre volte per motivi di sicurezza. Dove stavamo prima i solai si sono abbassati poi abbiamo saputo che quella casa era inagibile dall’anno prima. A giugno siamo venuti qui e invece è peggio che andar di notte». Lasceranno anche questo alloggio.
«Pavimenti che ballano», racconta un altro aquilano, «balconi che cadono e me ne sono andato. Per fortuna mi hanno dato un’altra casa».
«Il nostro pavimento è in pendenza», racconta un’altra donna, «si è staccato di 10 centimetri dal battiscopa». E poi ancora un’altra donna racconta di dormire nella sua camera matrimoniale insieme al marito e ai due figli: «da quando ha piovuto nella loro cameretta non dormono più lì. Abbiamo paura ma purtroppo non abbiamo un altro posto dove andare a dormire»
L’inviato Filippo Roma ha provato a chiedere spiegazioni a Mauro Dolce, direttore generale del progetto C.A.S.E. Dopo risposte evasive e richiesta di intervento della polizia («questi giornalisti mi perseguitano») si è lasciato andare a qualche dichiarazione: «le costruzioni non sono state fatte male. Non mi vergogno di nulla. Ho fatto tutte le verifiche e ho fatto bene il mio lavoro».
a.l.