NO AL PETROLIO

Abruzzo Trivelle: flash mob M5S su spiagge Abruzzo, no Ombrina Mare

A Vasto Marina evento rimandato di 7 giorni

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PESCARA. Un flash mob contro il progetto di Ombrina Mare è stato organizzato dal Movimento 5 Stelle lungo tutta la costa abruzzese.
Anche a causa del tempo incerto pochi i partecipanti all’evento: la manifestazione per difendere il Parco Nazionale della costa dei Trabocchi ha visto la presenza dei gruppi pentastellati di tutta la Regione, tra i quali anche i deputati, i consiglieri regionali e comunali.
A Pescara il flash mob si è tenuto presso la Nave di Cascella e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del deputato Gianluca Vacca e del capogruppo in consiglio regionale, Sara Marcozzi. L’evento di Vasto marina, invece, è stato rimandato alla prossima settimana a causa della pioggia.
«Il Pd è molto bravo ad ingannare i cittadini - spiega Vacca - perché a parole è da più di un anno che dice di essere contrario ad Ombrina Mare, ma nei fatti, ad oggi, non ha fatto nulla per bloccare il progetto, anzi, ha bocciato tutte le nostre proposte e tutti i nostri emendamenti e le nostre mozioni che abbiamo presentato in parlamento per risolvere definitivamente la questione. La via è una soltanto, quella di intervenire con una norma, una modifica normativa per ripristinare la legge anteriore all'intervento del governo Monti e dire la parola fine al progetto». 

Secondo la Marcozzi per Ombrina «bisogna lavorare in Abruzzo e a Roma».
«Noi lo diciamo sempre - ha aggiunto - che il Movimento 5 Stelle è l'unica forza politica che porta avanti le stesse battaglie sia nelle regioni che a livello nazionale, mentre invece il partito di maggioranza, pensiamo al Pd, ha delle politiche dissociate. Soffrono di sindrome bipolare: a livello abruzzese ci promettono che non si farà Ombrina a chiacchiere, poi a livello parlamentare portano avanti delle politiche energetiche anni '60».
Domani scade il tempo ultimo per presentare le osservazioni al Ministero dell’Ambiente. Anche la Regione ha presentato un corposo dossier per opporsi.

Il fascicolo sarà inviato a Roma oggi.
Il progetto Ombrina Mare prevede la costruzione di una piattaforma con quattro, sei pozzi e una rete di oleodotti, a meno di 9 chilometri dalla costa. La piattaforma sarà collegata ad una grande nave riadattata per diventare una vera e propria raffineria galleggiante, definita Floating Production Storage and Offloading (FPSO), posizionata con ancoraggi a 10 km di distanza dalla costa. La nave avrebbe le seguenti dimensioni: 320 m di lunghezza per 33 di larghezza e 54 m di altezza massima (per paragone: l’ingombro dello Stadio Adriatico di Pescara da curva a curva è 220 metri). La nave è destinata alle operazioni di separazione dell’olio dal gas, dissalazione ed al delicato processo di desolforazione del gas: tre fasi normalmente considerate negli schemi dei petrolieri proprie della raffinazione (che, poi, ne comprende anche altre).
Ogni mese, per 25 anni, la FPSO verrà avvicinata da un'altra nave che caricherà l’olio per trasportarlo verso altre destinazioni.

LEGNINI: «FAREMO TUTTO PERCHÉ MEDOIL RINUNCI» 
«La nostra posizione è nota, è chiara: vogliamo persuadere la Medoil affinché non realizzi questo impianto. Abbiamo attivato e attiveremo tutti gli strumenti perché questo si verifichi al più presto, nel senso di ottenere la rinuncia a questa perforazione». Così il sottosegretario all'Economia Giovanni Legnini, a margine di un convegno a Pescara, a proposito del progetto idrocarburi Ombrina Mare, a largo della costa chietina. Alla vigilia del termine ultimo per la presentazione delle osservazioni, fissato per domani, Legnini ricorda che «il Governo ha stoppato la procedura come è noto, chiedendo approfondimenti, decisione che prese l'allora ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, e che è all'origine di questa posizione che oggi opportunamente la nostra Regione ha assunto», conclude il sottosegretario riferendosi al ricorso della Giunta regionale.
LEGNINI: «FAREMO TUTTO PERCHÉ MEDOIL RINUNCI» 

«La nostra posizione è nota, è chiara: vogliamo persuadere la Medoil affinché non realizzi questo impianto. Abbiamo attivato e attiveremo tutti gli strumenti perché questo si verifichi al più presto, nel senso di ottenere la rinuncia a questa perforazione». Così il sottosegretario all'Economia Giovanni Legnini, a margine di un convegno a Pescara, a proposito del progetto idrocarburi Ombrina Mare, a largo della costa chietina. Alla vigilia del termine ultimo per la presentazione delle osservazioni, fissato per domani, Legnini ricorda che «il Governo ha stoppato la procedura come è noto, chiedendo approfondimenti, decisione che prese l'allora ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, e che è all'origine di questa posizione che oggi opportunamente la nostra Regione ha assunto», conclude il sottosegretario riferendosi al ricorso della Giunta regionale.