LE REAZIONI

Pescara. Piovono critiche sulla giunta Alessandrini: «la discontinuità non c’è»

Masci: «prepotenza, arroganza, irresponsabilità»

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PESCARA. Sono bastate poche ore per far piovere critiche sulla nuova giunta Alessandrini e anche su Facebook vecchi e nuovi consiglieri comunali fanno notare l’incoerenza del sindaco che aveva infilato, praticamente in ogni dichiarazione pubblica dalla sua elezione fino a due giorni fa, le parole “rinnovamento” o “discontinuità”.
La giunta ha effettivamente qualche nome nuovo o nuovissimo ma anche questi sono legati alla vecchia politica.
E’ particolarmente scatenato Fausto Di Nisio ex consigliere indipendente che ha lavorato per 5 anni insieme all’opposizione del Pd durante la consiliatura Mascia.
Nei giorni scorsi uno scontro duro con Camillo D’Angelo, oggi braccio operativo e “consigliere” del sindaco, ieri Di Nisio su Facebook ha scritto che «Camillo D'Angelo, che mi invita a cancellarlo dalla mia lista di amici su Facebook, ha colpito ancora: e' riuscito a far nominare assessore la sua ex collega dell'Inps dopo che il figlio di costei era stato assunto in Comune durante il governo D'Alfonso (a seguito di REGOLARE concorso, ovviamente !!!). Si tratta, per essere precisi, del Geometra Alessandro Di Marino. La famiglia Teodoro al cospetto di cotanta capacita' di coinvolgimento e familismo fa' ridere !!!!!!! (ma con chi cazzo ho diviso il mio tempo e le mie risorse in questi ultimi 5 anni ??????)».
Parole di getto, forse, che vengono meglio precisate qualche minuto dopo.

«Il Nuovo nel segno della discontinuita'. Questo lo slogan che il Sindaco Alessandrini aveva coniato per la campagna elettorale», fa notare Di Nisio, «e alla fine come e' andata? E' andata che ad avere la meglio e' stato il vecchio. Forse in tanti pensano ad un mio livore per una mancata rielezione ma assicuro tutti che non e' cosi'. Mi aspettavo un vero percorso di discontinuita' con il passato. Oggi con la presentazione ed ufficializzazione della nuova giunta abbiamo avuto la dimostrazione che i prossimi cinque anni saranno dolori per la politica pescarese. Ad essere nominati vi sono l'assessore piu' giovane d'Italia (peraltro sembrerebbe residente a Bologna per cui non si comprende come fara' ad essere presente ogni mattina a Pescara) e la Signora mamma (Bruna Sammassimo ndr) amica del consigliere Camillo D'Angelo. Sì Signora Mamma perche' e' la mamma del Geometra Alessandro Di Marino gia' dipendente dell'amministrazione comunale ed assunto durante la giunta targata D'Alfonso. La famiglia, valore sacro cristiano, e' salva!! Tutte le mattine mamma e figlio potranno incontrarsi sul luogo di lavoro e condividere la stessa esperienza».
Ma Di Nisio va avanti: «sul lato giovani, invece, il genitore Gianni Teodoro commette l'errore di interrompere il percorso formativo universitario della figlia, ma commette errore ancor piu' grande il neo sindaco Marco Alessandrini permettendoglielo. E poi perche' non andava bene Pignoli? Qualcuno lo dovra' pur spiegare perche' si sono utilizzati i 1000 e passa voti del suo consenso scaricandolo letteralmente il giorno dopo. Ma la cosa che forse fara' arrabbiare di piu' il nostro Camillo D'Angelo è che con la pubblicazione di ieri e l'entrata in vigore di oggi del DL targato Renzi sulla riforma della pubblica amministrazione i ruoli suoi all'interno del Comune se ci saranno dovranno essere a titolo gratuito! La citta' gli sara' eternamente grata!».

Il riferimento è al ruolo proprio di D’angelo nella segreteria di Alessandrini secondo il decreto legge 24.06.2014 n 90 art. 6 pubblicato ieri sulla Gazzetta.
«Il centro-sinistra di Pescara tiene molto alle famiglie», commenta su Facebook anche Armando Foschi. «Anche la mamma del geometra "già assunto" diventa assessore!!!!!!!»
«Una diciannovenne assessore ci può anche stare, ma non in questo modo!», scrive invece sui social network Carlo Masci. «Così è solo prepotenza, arroganza, irresponsabilità...e debolezza estrema da parte del neo-sindaco. Se il buongiorno si vede dal mattino...».
Ma poco prima sempre Masci aveva scritto un altro messaggio ai suoi amici virtuali: «La giunta Alessandrini, un chiaro segnale per i giovani. Basta essere figlio di...le competenze sono un optional!»
O ancora: «Poi non si dica che il centro-sinistra non tiene alle famiglie...si, alle proprie! Tra zie e figlie, l'amore familiare e' anche molto redditizio. Complimenti, sindaco, l'esordio e' stupefacente!»

«Anche io sono giovane, io ci ho provato, mi sono candidato, ci ho messo la faccia, non è andata, fa niente», scrive Andrea Carulli, candidato con Pescara Futura, «vorrà dire che è stata un esperienza e che in questi anni mi impegnerò di più per farmi conoscere dalle persone per quello che sono. Non accetto che una ragazza solo perché figlia di un padre che ha preso il 4,7% debba fare l'assessore».
«Habemus...filiam», scrive invece Enrica Sabatini del Movimento 5 Stelle. «La nomina della figlia di Teodoro è il più chiaro e triste esempio di quanto la vecchia politica, sotto le vesti di un falso rinnovamento, si dimostri come sempre inadeguata, ricattabile (e ricattatoria) oltre che assolutamente incapace di perseguire il bene comune scavalcando gli interessi personalistici».
Per la consigliera pentastellata «questa scelta scrive forse una delle pagine più tristi della nostra amministrazione comunale ricordandoci con forza quanto la spartizione delle poltrone e la restituzione dei "favori elettorali" siano in realtà gli strumenti privilegiati di questa politica».
«Pescara cambia verso...dai fratelli ai figli!» , scrive invece Vincenzo D’Incecco neo consigliere di Forza Italia. 

«La decisione è stata presa alla luce del sole dal gruppo consigliare del Pd», dice Francesca Ciafardini, segretaria del Pd, è importante «iniziare senza perdere un pezzo della coalizione, vale a dire la lista Scegli Pescara, o Sel o altri» e comunque «la scelta definitiva e' giustamente in capo al sindaco che non rappresenta solo il Pd». Quanto alla figlia di Teodoro «le perplessita' sono anche le mie» 

«La decisione è stata presa alla luce del sole dal gruppo consigliare del Pd», dice Francesca Ciafardini, segretaria del Pd, è importante «iniziare senza perdere un pezzo della coalizione, vale a dire la lista Scegli Pescara, o Sel o altri» e comunque «la scelta definitiva e' giustamente in capo al sindaco che non rappresenta solo il Pd». Quanto alla figlia di Teodoro «le perplessita' sono anche le mie».

«La nomina ad assessore della figlia 19enne di Gianni Teodoro, personaggio ben noto alla politica locale», commenta Rinascita Popolare, «è stata la prima grave, importante e sintomatica caduta di stile del nuovo sindaco. L’aver ceduto a Teodoro, equivale ad una vera e propria “marchetta” elettorale. Equivale a scendere a compromessi poco edificanti. Peraltro, sorprendendo anche buona parte dei suoi, Marco Alessandrini si è messo in una posizione per la quale, da oggi in poi, gli sarà difficile sbandierare la sua autonomia. Ha dimostrato subito debolezza e mancanza di piglio politico».

CENTRODESTRA: «I METODI DELLA VECCHIA POLITICA HANNO AVUTO LA MEGLIO»
«La montagna ha partorito il topolino», commentano i rappresentanti dei tre gruppi di opposizione Forza Italia, Nuovo centrodestra e Pescara futura. 
«E il topolino altri non è che la giovanissima componente della famiglia Teodoro, Veronica, figlia di Gianni, nipote di Piernicola e Maurizio. Proprio Gianni, (ex) assessore prima della giunta Pace, poi della giunta D'Alfonso e quindi della giunta Mascia, componente del consiglio provinciale di Pescara prima in maggioranza e poi all'opposizione,  ha mantenuto in casa l'indennità di carica, pur non avendo ottenuto alcun incarico per sé nell'esecutivo. E con il fratello Piernicola in consiglio comunale l'indennità incassata dalla dinastia è addirittura doppia. Dunque i metodi della vecchia politica hanno avuto la meglio, proprio come accade nei paesi più arretrati, dove gli affari di famiglia si intrecciano alle vicende della cosa pubblica e purtroppo competenza, esperienza e professionalità passano in secondo piano».
Secondo il centrodestra, inoltre, il livello della giunta «non appare poi così elevato, nel suo complesso, e appare chiaro che non sarà nelle stanze di piazza Italia che si deciderà come amministrare la città, e le scelte saranno trasmesse da qualche altro palazzo della politica». 
Lo spacchettamento delle deleghe deciso in questo ore, inoltre, viene fortemente criticato: «appare poco funzionale alle esigenze amministrative e degno della peggiore politica. Ci chiediamo poi, concludono i consiglieri dai banchi della minoranza, se il sindaco assegnerà o meno la delega alle politiche lavorative. Negli ultimi anni l'incarico è stato espletato da Massimiliano Pignoli, a capo di una sorta di sportello aperto quotidianamente agli amici-bisognosi. Ora chi se ne occuperà?». 
CENTRODESTRA: «I METODI DELLA VECCHIA POLITICA HANNO AVUTO LA MEGLIO»

«La montagna ha partorito il topolino», commentano i rappresentanti dei tre gruppi di opposizione Forza Italia, Nuovo centrodestra e Pescara futura. «E il topolino altri non è che la giovanissima componente della famiglia Teodoro, Veronica, figlia di Gianni, nipote di Piernicola e Maurizio. Proprio Gianni, (ex) assessore prima della giunta Pace, poi della giunta D'Alfonso e quindi della giunta Mascia, componente del consiglio provinciale di Pescara prima in maggioranza e poi all'opposizione,  ha mantenuto in casa l'indennità di carica, pur non avendo ottenuto alcun incarico per sé nell'esecutivo. E con il fratello Piernicola in consiglio comunale l'indennità incassata dalla dinastia è addirittura doppia. Dunque i metodi della vecchia politica hanno avuto la meglio, proprio come accade nei paesi più arretrati, dove gli affari di famiglia si intrecciano alle vicende della cosa pubblica e purtroppo competenza, esperienza e professionalità passano in secondo piano».Secondo il centrodestra, inoltre, il livello della giunta «non appare poi così elevato, nel suo complesso, e appare chiaro che non sarà nelle stanze di piazza Italia che si deciderà come amministrare la città, e le scelte saranno trasmesse da qualche altro palazzo della politica». Lo spacchettamento delle deleghe deciso in questo ore, inoltre, viene fortemente criticato: «appare poco funzionale alle esigenze amministrative e degno della peggiore politica. Ci chiediamo poi, concludono i consiglieri dai banchi della minoranza, se il sindaco assegnerà o meno la delega alle politiche lavorative. Negli ultimi anni l'incarico è stato espletato da Massimiliano Pignoli, a capo di una sorta di sportello aperto quotidianamente agli amici-bisognosi. Ora chi se ne occuperà?».