DOPO VOTO

Abruzzo. Ballottaggio, Alessandrini vince con il 66,3%: D'Alfonso è di nuovo sindaco di Pescara

Mascia ha perso quasi 700 voti rispetto al primo turno

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PESCARA. La città torna in mano al centrosinistra e cinque anni dopo Marco Alessandrini, figlio del giudice Emilio assassinato da Prima Linea nel 1979, si prende la sua rivincita su Luigi Albore Mascia.
I pronostici sono stati rispettati e l'onda lunga creata da Luciano D'Alfonso che ha stravinto in Regione ha fatto il resto. L'asse Regione-Comune sarà molto importante per i prossimi 5 anni per Pescara e Alessandrini potrà contare più che sul neogovernatore sul suo padrino politico.
Lo scrutinio è stato velocissimo e già dopo le prime sezioni il vantaggio è apparso evidente. Oltre 14 mila preferenze di differenza hanno decretato la vittoria del candidato del centrosinistra che già 40 minuti dopo l’inizio dello scrutinio ha cominciato a festeggiare e che porta a casa la percentuale più alta tra i sindaci che ieri si sono giocati lo spareggio.
Alessandrini ha sfiorato le 30 mila preferenze (29.699) ottenendo il 66,3% e perdendo circa 100 voti rispetto al primo turno (aveva ottenuto 29.797 voti).
Mascia, invece, nonostante la rincorsa e gli apparentamenti e la pace fatta con Guerino Testa non ce l’ha fatta ma la sfida sembrava veramente impossibile: per lui alla fine 15.072 voti quasi 700 in meno rispetto al primo turno.
Il primo a congratularsi con il neo sindaco è stato il governatore Luciano D’Alfonso arrivato al comitato di via Firenze per la grande festa. Tra i due baci e abbracci poi insieme ai sostenitori presidente di Regione e neo sindaco si sono avviati a Palazzo di Città tra microfoni, telecamere e fotoreporter.
Ad attenderli il sindaco uscente Luigi Albore Mascia che ha riconosciuto la sconfitta e fatto gli onori di casa.
«Il dato elettorale ci conferma questo vento positivo per il Partito Democratico», ha commentato Marco Alessandrini, «io penso già a lunedì quando dovrò rispondere a questa grande fiducia che i cittadini hanno riposto in me. Pescara tornerà bella e sorridente».
Per D’Alfonso, invece, il motivo di questa vittoria sarebbe da ricercare nel centrosinistra stesso che si è speso senza sosta nel corso di tutta la campagna elettorale. «Abbiamo trovato una serie di motori sorgivi. Ogni candidato si è scatenato a favore di Pescara, si è ricreato il campo elettromagnetico che nel 2003 ci ha fatto vincere».
«Credo che l'astensione e la bassa affluenza penalizzino, per storia e tradizione, il centrodestra», ha commentato Mascia. «I ballottaggi sono un po' come i calci di rigore e c'era il dato del primo turno. Se qualcosa si può recriminare, forse il fatto di essere andati divisi al primo turno, che ha inciso molto. Poi c'è stato un ricompattamento vero e non soltanto di facciata, ma il gap era incolmabile».
«Vorrei fare un'opposizione costruttiva», ha detto ancora il sindaco uscente, «io ne ho subita una devastante in questi cinque anni. Alessandrini non merita questo, Pescara - ha concluso - ha bisogno di costruire e non di demolire».

IL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE
Il nuovo Consiglio comunale prevede 20 seggi alla maggioranza e 12 alla minoranza. Nel Consiglio uscente la situazione era leggermente diversa (19 a 13).
Dodici i seggi per il Pd, dovrebbero dunque entrare gli ex assessori della giunta D’Alfonso Antonio Blasioli (1520 voti), Paola Marchegiani (1478), Sandra Santavenere (1043), Giacomo Cuzzi (854), il consigliere comunale uscente Enzo Del Vecchio (813), Francesco Pagnanelli (709) Giuliano Diodati (580), Antonio Natarelli (462), Carlo Silvestro Gaspari (431), Marco Presutti (382), Emilio Longhi (351), Pietro Giampietro (314).
Due i seggi per ‘Scegli Pescara’ (Massimiliano Pignoli e Piernicola Teodoro), 2 a Sel (Giovanni Di Iacovo e Ivano Martelli), 2 a Liberali (Riccardo Padovano e Adelchi Sulpizio), 1 a Insieme bene Comune (Gabriella Lola Berardi), 1 a Persone comuni per Pescara (Adamo Scurti).
Alla minoranza: entra il candidato sindaco eletto, dunque Luigi Albore Mascia più 4 seggi a Forza Italia (Marcello Antonelli, Vincenzo D’Incecco, Eugenio Seccia e Fabrizio Rapposelli), Guerino Testa più 2 a Ncd (Alfredo Cremonese e Massimo Pastore), 1 a Pescara Futura (Carlo Masci mentre resta fuori l’ex vice sindaco Berardino Fiorilli), Enrica Sabatini più 2 al Movimento 5 Stelle (Massimiliano Di Pillo e Manuela Galli).
Con la nomina degli assessori entreranno anche, a scalare, altri consiglieri. Tra i grandi esclusi gli ex assessori di Mascia Isabella Del Trecco, Massimo Filippello, il vice sindaco Berardino Fiorilli, Armando Foschi per Fratelli d’Italia che non è riuscito a prendere alcun seggio.
a.l.