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Ballottaggio. Boschi a Pescara e D’Alfonso promuove Renzi: «mi convince»

Il premier non verrà a Pescara per la campagna elettorale

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ABRUZZO. «L'Italia si è rimessa in marcia con questo risultato elettorale importante. Anche in Abruzzo c'e' stato un segnale di cambiamento profondo. Adesso aspettiamo anche Pescara per ripartire tutti insieme» .
Lo ha detto il ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, a margine di una manifestazione elettorale, a Pescara, per dare sostegno alla campagna elettorale del candidato sindaco del capoluogo adriatico, Marco Alessandrini, e di tutti i candidati del Pd al ballottaggio, cioè quelli di Montesilvano, Teramo, Giulianova e Silvi. All'incontro hanno partecipato anche il sottosegretario Giovanni Legnini e il nuovo presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso.
«Avere una amministrazione in Abruzzo - ha aggiunto la ministra - che in qualche modo è legata ovviamente a quella nazionale e che esprime lo stesso partito, può essere un punto di forza. Dopo di che l'impegno del Governo , l'impegno di Palazzo Chigi, è ovviamente per tutti a prescindere dal colore politico e dal partito. E' per tutti i cittadini».
Dopo essere stato da Renzi D’Alfonso riceve una seconda ‘benedizione’ dal governo di centrosinistra. Se fino a questo momento non si sono registrate dichiarazioni del premier sul neo presidente è vero però il contrario: l’ex sindaco di Pescara promuove a pieni voti ‘Matteo’.
«Renzi, che io sto studiando da parecchio, mi convince molto quando si fa organizzatore, realizzatore e convinto sostenitore della velocità», ha detto D’Alfonso.
Il neo governatore ha parlato, in particolare, di «velocità nel dare risposte a chi chiede» e «velocità nel fare in modo che un diritto venga recuperato».
«Bravo Renzi - ha detto D'Alfonso - quando per esempio dice che metterà mano alla riforma della pubblica amministrazione, bravo quando per esempio per la prima volta concepisce un riformismo che dà, dopo decenni di riformismo che toglie. Ci eravamo abituati che riformismo significasse di meno».
Il governatore, ricordano la tragedia di San Giuliano di Puglia (Campobasso), dove 27 bambini e un insegnante morirono nel crollo della scuola Francesco Jovine in seguito al terremoto del 31 ottobre 2002, ha poi rivolto un plauso al premier che sta «facendo il sindaco d'Italia ed organizzando quelle risorse per fare in modo che dal 2 di giugno parta una grande macchina che attrezzi la sicurezza delle scuole».

«LEGNINI MIO PRIMO PUNTO DI RIFERIMENTO»
«Per noi - ha detto ancora Boschi alla platea riunita al cinema Sant'Andrea - l'Abruzzo è importante e sono importanti le richieste che arrivano da questo territorio».
«Legnini? Il mio primo punto di riferimento appena eletta. Il nostro lavoro insieme sta andando avanti. Il ruolo di Giovanni è fondamentale. Ci sono elementi per un rapporto stretto tra l'Abruzzo e il Governo».
Quindi dal ministro Boschi «un'attenzione particolare per Manola». La sua a Teramo «è una sfida importante» non solo perché donna ma per la sua competenza. «Manola - ha detto Boschi - sfida simbolica per l'Abruzzo».

«SIAMO PERICOLOSI RIVOLUZIONARI»
«Noi del Pd siamo dei pericolosi rivoluzionari, dei rivoluzionari delle idee e gli altri fanno bene ad avere paura perche' sanno che il cambiamento e' iniziato», ha detto ancora Boschi. «Abbiamo vinto le europee, in Abruzzo, in Piemonte e in tante citta' importanti, ma non ci accontentiamo. Non ce ne andiamo dalle piazze e continuiamo a lavorare», ha aggiunto.
Poi un riferimento agli 80 euro in busta paga «non sono una misura da campagna elettorale o un bonus; sono una riduzione della tassazione sul lavoro».

RENZI NON VERRA’, «E’ COME ZORRO»
A margine dell'evento, D'Alfonso ha spiegato che, nonostante le voci circolate nei giorni scorsi, il presidente del Consiglio non verrà a Pescara per sostenere il candidato sindaco Marco Alessandrini. «Renzi - ha detto il neo governatore - ha preso il 41% appellandosi all'Italia, adesso deve pensare a governare. È venuta la Boschi e verranno altre figure del Governo nazionale».
«Il presidente è come Zorro», ha detto Alessandrini. «Dove serve corre. In Italia, la prossima settimana, ci saranno credo 108 ballottaggi ed essere presente in tante città in pochi giorni è difficile. Se non dovesse arrivare ci dispiacerebbe, ma siamo comunque molto soddisfatti oggi della presenza del ministro Boschi».

I PROBLEMI DELLA LEGGE ELETTORALE
E mentre la campagna elettorale per il ballottaggio va avanti il Consiglio regionale aspetta di sapere il nome degli eletti. Un ritardo dovuto al pasticcio della nuova legge elettorale che non ha una interpretazione univoca. «In questi giorni sta emergendo, con assoluta chiarezza, ma per noi senza stupore, la commedia della nuova legge elettorale», ha commentato Camillo D’Alessandro. «Si va verso una attribuzione di seggi che certamente darà luogo a ricorsi: questa è l'ultimo regalo di Chiodi e della ormai ex maggioranza».

IL CASO CGIL
Ma in queste ore si cerca anche di capire il ruolo della Cgil nella ultima competizione elettorale per le regionali. Con questo obiettivo un candidato al consiglio regionale, Camillo Sborgia, ha scritto una lettera al sindacato, nella speranza che venga recapitata direttamente al segretario Susanna Camusso, per lamentare quanto accaduto su questo territorio. Da iscritto al sindacato (circa 33 anni), Sborgia segnala che il segretario provinciale della Fp Cgil «ha organizzato cene elettorali con gli iscritti alla Cgil finalizzate a promuovere e pubblicizzare sul territorio la candidatura di un uomo del Pd, spendendo a questo scopo la sua notorietà, assunta negli anni all'interno del sindacato e grazie alla Confederazione di lavoratori piu' prestigiosa del nostro Paese. Avrei potuto accettare questo attivismo se fosse arrivato da un rappresentante della Cgil senza utilizzare il suo ruolo - prosegue Sborgia - e invece pare che si sia premurato di contattare tutti gli iscritti dei vari presidi ospedalieri, a partire da quello di Penne, e proprio in questo comune si e' svolta il 6 maggio una cena elettorale. Un comportamento», dice Sborgia, «che offende la storia centenaria della nostra organizzazione e tutti gli iscritti, compreso il sottoscritto (candidato in una lista civica nella stessa coalizione di centrosinistra), che non ha mai pensato di chiedere alcun aiuto, e men che meno uno sponsor, alla Cgil. Non credo che si possa utilizzare un'organizzazione sindacale per favorire un candidato piuttosto che un altro nelle competizioni elettorali, al di la' delle preferenze politiche personali che nessuno puo' mettere in discussione. Lo ritengo di cattivo gusto e anche inopportuno». Sborgia ha deciso di «revocare, seppur con amarezza», il suo mandato alla Cgil Fp, e attende «un chiarimento esauriente».