CHI HA VISTO?

Abruzzo. Ragazzo morto in cantiere a Francavilla, la mamma: «riaprite l’inchiesta»

Nuovo appello di Luisella Caldora

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FRANCAVILLA AL MARE. Due testimoni potrebbero aiutare a fare luce sulla fine di Luigi Tucci, il ragazzo di 16 anni trovato morto nel cantiere di fronte casa.
Si tratta delle due persone che all’alba del 18 luglio 2011 sono state riprese da una telecamera di sorveglianza di uno stabilimento balneare di Francavilla al mare pochi minuti dopo il passaggio del ragazzo. La prima sembra un giovane con un cappellino, la seconda un adulto.
E’ possibile che abbiano visto qualcosa o che abbiano incrociato qualcuno? Ieri la mamma di Luigi è tornata a ‘Chi l’ha visto?’ per rivolgere un appello a chi possa dare informazioni utili a rintracciarli. A gennaio la procura di Chieti ha archiviato il caso rimasto quindi senza soluzione.
«Perché non so la verità di come è morto mio figlio?» continua a chiedere la mamma, Luisella Caldora che attraverso i suoi legali Stefano Palmieri e Maria Grazia Affettato, chiede la riapertura del caso. Gli inquirenti sostengono che il ragazzo si sia tolto volontariamente la vita, salendo sulla gru del cantiere vicino casa e buttandosi di sotto.
Ma chi lo conosceva bene dice che questa ipotesi non è credibile. Lo hanno ribadito ieri sera ai microfoni del programma di Federica Sciarelli tre amici di Luigi.

LE ULTIME ORE
Stefano, il miglior amico, ha ricordato che la sera prima del decesso si erano visti per andare in una gelateria lì vicino, dove si sono trattenuti, insieme ad altri ragazzi, per 30 minuti circa. Poi hanno ripreso i motorini e sono andati in una cornetteria a piazza Sant’Alfonso. Altri due giri per Francavilla e poi sono tornati a casa a mezzanotte. «Quella sera Luigi era tranquillo», ha ricordato Stefano. I due si erano salutati dicendo che si sarebbero visti al mare. «Luigi stava bene, in gelateria scherzava tranquillamente, come sempre. Non credo al suicidio, al massimo può essere stato un incidente ma non sappiamo perchè stava là». Anche l’amico Giacomo, che con Luigi aveva trascorso il pomeriggio precedente al giorno della morte, ha rivelato che il ragazzo gli era sembrato normale: «abbiamo passato una giornata al mare», ha raccontato, «giocato a calcio, un bel pomeriggio in allegria tra amici».
Per la madre anche l’ipotesi dell’ incidente è improbabile ma pensa che nel cantiere ci fosse qualcuno. Alla procura si chiede dunque di riaprire il caso per individuare ed interrogare le due persone che compaiono nel filmato delle telecamere di sorveglianza e per ascoltare i residenti delle palazzine vicine al cantiere.
a.l.