LA DISINFORMATICA

Scrutinio: Regione va in tilt. Disagi per tutti e interrogazione parlamentare

La prima risposta a Pdn che chiedeva informazioni: «colpa dei presidenti del seggio»

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ABRUZZO. Orario di inizio dello spoglio ore 14 del 26 maggio. Alle 14.05 il sistema informatico della Regione Abruzzo era già in tilt. Il sito istituzionale dedicato alla diffusione delle informazioni di scrutinio appoggiato sul server della Regione Abruzzo è stato praticamente irraggiungibile e inservibile da subito e per quasi tutti.
Si sono infranti contro un muro, immediatamente, i buoni propositi della struttura tecnica dell’ufficio stampa  (L'Arit nel frattempo ha smentito di aver ricevuto l'incarico e di aver preso parte alla progettazione) di gestire in casa e tutto da soli il flusso di dati che provenivano dai comuni.
Non solo il sistema non ha retto e sono crollati i sistemi (probabilmente i server) per il troppo carico di lavoro e l’afflusso concentrato di utenti ma si sono rivelati erronei anche i sistemi di calcoli dei dati con percentuali fallaci.
Insomma da una parte l’infrastruttura tecnica inadeguata e dall’altra il sistema di programmazione che è scivolato su una buccia di banana. Il risultato è stato che l’unico ente che era stato preposto a dare informazioni al mondo è rimasto in silenzio per tutta la giornata tra valanghe di proteste e spergiuri da tutta Italia (compresi i grandi giornali che non sono riusciti ad aggiornare i dati dei seggi).
Sulla vicenda il Movimento 5 Stelle preannuncia una interrogazione parlamentare.
Gianluca Vacca scrive che «lo spoglio delle regionali in #Abruzzo si è svolto nell'assoluta assenza di trasparenza. Il sito della Regione è stato sempre irraggiungibile. Roba da terzo mondo. Approfondiremo con una interrogazione parlamentare questa ennesima vergogna. Qualcuno aveva interessi a occultare i risultati il più possibile?».
Se ci siano dietrologie o fantasmi dietro la figuraccia è difficile dirlo.
Di certo poco dopo le 14 è partita una mail diretta all’ufficio stampa dalla nostra redazione che avvertiva del disagio e dei problemi di caricamento. La risposta è stata sconcertante: «non risultano problemi di traffico o di sovraccarico, c’è solo un ritardo nello scrutinio perché alcuni presidenti sono giunti in ritardo». Insomma il sito non si carica ma la colpa è dei presidenti.
Poi dopo poche ore la Regione ha dovuto arrendersi all’evidenza non potendo più smentire il disastro ed allora ha ammesso il “disallineamento dei dati” (?) e la lentezza del sito.

Solo dopo su NewsTown sono apparse delle dichiarazioni che hanno aumentato lo sconcerto e si è iniziato a parlare di attacco hacker, causa dello sfacelo, ma anche di una offerta proveniente da una società del Piemonte che si offriva di risolvere il disagio.
L’esperienza nefasta soprattutto per gli operatori dell’informazione non sarà dimenticata facilmente e sembra essere la degna conclusione dell’epoca di Chiodi che ha sempre detto di voler puntare sulla innovazione tecnologica riversando milioni di euro in progetti, investimenti, start up che non hanno raggiunto il grande pubblico e che di sicuro nel momento del bisogno non sono serviti a nulla. Coaì l'informatica diventa disinformatica e questi sono i risultati.
Spunta poi frugando tra le pagine anche un sito gemello a quello utilizzato e forse di prova con i risultati sperati dove Chiodi stravince e straccia D'Alfonso. Ma manco a dirlo pure questi sono sbaglaiti...
Resta da chiarire chi ha deciso di gestire tutto in casa «per risparmiare» quando da sempre le operazioni sono state gestite dal ministero dell’Interno. Resta da capire quanto è costato il servizio crollato, quanto è il danno di immagine, chi sono i responsabili e che cosa è andato storto, perché i dati forniti erano errati. E poi ancora che c’entrano gli hacker e che relazione c’è con la presunta offerta pervenuta alla Regione dalla misteriosa società? Sul sito della Regione ad ora mancano ancora i dati dell’attribuzione dei seggi, delle schede bianche e di quelle nulle che solitamente il Ministero diffonde con la chiusura dello scrutinio.