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Abruzzo, elezioni regionali. D’Alfonso si prende la Regione: «non avrò nemici»

Festa in piazza Salotto, lì dove aveva chiuso la campagna elettorale

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PESCARA. Lo dice spesso e lo ha ribadito anche questa sera quando è arrivato in piazza Unione per incontrare i giornalisti nella nuova veste di Governatore: «seguirò l’insegnamento di mia mamma, farmi meno nemici possibile».
Poi un altro augurio, più o meno dello stesso tenore: «oggi ho pregato affinchè non si accumulino gelosi e invidiosi che mi creino problemi». Poi gli abbracci, i sorrisi, le braccia alzate, le foto con i sostenitori. Le telecamere e i microfoni delle tv nazionali che lo riportano alla ribalta nazionale, questa volta per un successo. I numeri sono straordinari, sfiora il 50% quando mancano ancora un terzo dei seggi da scrutinare in una regione che secondo i pronostici era destinata ad essere la prima a cinque stelle. 
D’Alfonso riparte da Pescara la sua attività politica dopo i guai giudiziari che lo hanno portato via prima del tempo dal Comune che amministrava.

Stasera festa in piazza Salotto, lì dove venerdì sera aveva chiuso la campagna elettorale e i suoi lo chiamavano già presidente. A pochi metri di distanza dove esattamente una settimana fa Grillo aveva portato 20 mila persone allarmando tutto il centrosinistra. Ma oggi la vittoria schiacciante che dovrà far riflettere i pentastellati. La cavalcata del nuovo governatore parte dal capoluogo adriatico e non dal capoluogo di regione ma anche a L’Aquila il voto è stato schiacciante: oltre il 56%.  «Sono molto emozionato», ho detto arrivando in piazza della Rinascita, «ma dato che ho vissuto esperienze dolorosissime è come se adesso avessi una fortezza particolare. Quello che mi scompone è il dolore che demolisce la vita di una persona o una città demolita da un fatto traumatico».

«Non vedo l’ora di cominciare a lavorare per l’Abruzzo», ha detto con la voce ferma di chi ha già metabolizzato la vittoria o forse non l’ha ancora compresa. 
Tra le sue priorità la ricostruzione Aquilana e l’emergenza ambientale di Bussi. Coinvolgerà direttamente anche il premier Matteo Renzi, ha spiegato prima di farsi travolgere dalla folla. E stanotte aspetterà il risultato delle Comunali di Pescara dove si augura che anche Alessandrini possa spuntarla.
Inizia adesso ‘Regione Ovunque’, il modo di amministrare da D’Alfonso, il sindaco d’Abruzzo.

In Consiglio regionale per la prima volta entreranno anche i grillini mentre il presidente uscente Gianni Chiodi starà all’opposizione e dovrà vedere la ‘sua sanità in mano all’antagonista.  «Lo inviterà a gestire in modo sobrio e sano le risorse, senza favorire i potentati», ha detto Chiodi che in questa campagna elettorale aveva parlato più volte dei «poteri forti». L’ex governatore ha ammesso la «sconfitta netta» e ha inviato anche un sms di congratulazioni a D’Alfonso.   «Sarò un baluardo affinchè certe pratiche del passato non riemergano», ha detto ancora. 

«Forse saremmo potuti partire prima con la propaganda elettorale», ha detto ancora Chiodi, «ma abbiamo dovuto assorbire un'azione giudiziaria che a me e' sembrata "ad orologeria" e che ha provocato, proprio nel momento più delicato, difficoltà enormi nella composizione delle liste, nella percezione dell'esito elettorale da parte dell'elettorato. Ne parleremo in futuro amici miei, non oggi». 

Resta fuori dal Consiglio regionale Maurizio Acerbo (sinistra ambientalista) che non è riuscito a raggiungere il 4% necessario per entrare. «Non abbiamo svenduto i nostri principi per convenienze personali», ha commentato lui che fino a qualche giorno fa ribadiva la necessità di non allearsi con D’Alfonso e il centrosinistra: «ci vuole coraggio per correre con quelli», aveva detto. L’ingresso di Sara Marcozzi in Consiglio regionale è invece legato ai calcoli che si potranno fare solo a sezioni scrutinate nel loro complesso. Secondo la nuova legge regionale, infatti, entrano in Consiglio solo il presidente eletto e il primo dei non eletti. Il terzo entra solo nel caso in cui abbia optato per la doppia preferenza (così come ha fatto Marcozzi creando qualche mugugno tra i pentastellati) e raggiunga un numero sufficiente.

VOTO DEFINITIVO

Dopo 1.642 sezioni scrutinate su 1.642 D’Alfonso ha vinto con il 46,3% delle preferenze (317.018 voti). Gianni Chiodi ha chiuso con il 29,2% (200.330 voti), Sara Marcozzi del Movimento 5 Stelle con il 21,3% (146.078 voti) mentre Acerbo con il 3,1% (21.331) e resta fuori dal Consiglio. Nella provincia aquilana D’Alfonso ha vinto con il 53,4% mentre nella sua Pescara, che lo ha visto sindaco per due volte e una volta presidente della provincia, ha ottenuto il 44%. In città due punti percentuali in più per la candidata Sara Marcozzi (23,6) e soprattutto Maurizio Acerbo ha raggiunto il 4,6%. Con questo dato spalmato sul regionale avrebbe ottenuto l’ingresso in Consiglio regionale. A Teramo, città d’origine di Chiodi, il presidente uscente ha preso il 34,5% (+5% rispetto alla media regionale). 

Alessandra Lotti