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Pescara, una folla oceanica per Grillo: «l’Abruzzo sarà la prima regione a 5 stelle»

Comizio di oltre un’ ora per la chiusura della campagna elettorale

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PESCARA. Una folla mai vista fino ad ora in questa campagna elettorale ha ascoltato ieri sera in piazza primo maggio Beppe Grillo arrivato a Pescara per la chiusura del 'Vinciamo noi tour'.

Città mobilitata e paralizzata già dalle 18 quando i vigili urbani hanno interdetto al traffico la riviera e la gente ha iniziato a riversarsi nella zona della nave di Cascella. Parcheggi introvabili e traffico congestionato sulle arterie secondarie. Molte le persone, non solo giovani, che si sono avvicinati al palco per ascoltare il leader del movimento. Molti gli applausi, tanti gli slogan e le urla indirizzate alla “casta” e ai vecchi partiti che «sono già morti», principali indiziati dello sfacelo. Molti gli occhi lucidi e non sono mancate anche lacrime di persone che hanno trovato commoventi gli argomenti trattati. Moltissimi gli attivisti mobilitati che hanno prestato la loro opera per assicurare che tutto andasse nel verso giusto. Migliaia i cellulari, i tablet e le macchine fotografiche e le immagini che sono rimbalzate sui social network in tempo reale in tutta Italia. Non è mancata una polemica contro il sindaco Luigi Albore Mascia 'colpevole' di aver lasciato al buio la piazza. E la folla ha risposto accendendo i cellulari. Un colpo d'occhio ad effetto con migliaia di luci bianche a due passi dal mare. 

«L’Abruzzo sarà la prima regione a 5 stelle», ha detto il leader del Movimento 5 stelle, sicuro che al voto di domenica «questa regione ce la prendiamo noi».
Prima dell’arrivo di Grillo i parlamentari e i candidati hanno scaldato la folla. «Tiriamo fuori la mafia dal Comune di Montesilvano», ha detto il candidato sindaco Manuel Anelli. «Apriremo tutti i cassetti», ha garantito invece la candidata sindaco di Pescara, Enrica Sabatini.
«Convincete tutti a votare per il M5S», ha chiesto invece il deputato Daniele Del Grosso, «amici, parenti, anche il cane e il gatto se serve». «Sono tutti dei buffoni», ha attaccato la senatrice Enza Blundo.
Poi è arrivato il mattatore quando al Teatro del Mare, proprio davanti alla nave di Cascella, c’erano almeno 20mila persone e fino ad oggi è sicuramente l’evento elettorale che in questa campagna ha contato più partecipanti.
 Dopo aver ironizzato su media e giornali e scherzato sul numero dei partecipanti al comizio elettorale («c’è un mare di gente ma domani il Tg1 dirà che c’era un metro quadro vuoto») il leader del M5S ha detto che questo fenomeno di massa gli ricorda quando «a Craxi tirarono le monetine, mentre noi vinceremo, e a loro tireremo il Maalox».
«Il nostro era un sogno», ha detto poi Grillo, «abbiamo creato qualcosa di fantastico che non abbiamo capito ancora cos’è. Prima ero solo io che gridavo, ora gridano anche questi», ha detto riferendosi agli attivisti sul palco intorno a lui, «mi fanno paura».

«SIAMO IN GUERRA»

«Siamo in guerra, una guerra all'ultimo sangue: la responsabilità principale è dell'informazione, i giornali sono in mano alle banche, le tv in mano ai partiti. Depistaggi, depistaggi, depistaggi. Dovranno pagarle queste cose: noi abbiamo memoria», ha continuato.
Per Grillo bisogna ripensare a «le banche e la finanza. Non dobbiamo più permettere a questi fossili di continuare con un'economia fossile.  Sono anni che non c’è un ministro che parli di economia, sono tutti nominati da Jp Morgan.  Più noi non capiamo quello che loro dicono più loro si rafforzano. Abbiamo 20 milioni di pensionati», ha continuato, «siamo il paese più vecchio d’Europa. Non dovete avere paura se c’è qualcuno che grida ma mettervi in gioco per i vostri diritti. Potevo fare il pensionato dopo 42 anni di lavoro e invece sono qui».
Poi il leader del M5S ha provato a raccontare quello che vive quando va in giro per l’Italia: «ci offrono il pieno di benzina, prodotti da mangiare, un signore mi ha regalato un melone e lo tengo lì nel camper, devo dormire abbracciato a questo melone. L’Italia deve riscoprire questi valori  e questo senso di comunità. Siamo in guerra», ha ribadito tra l’ovazione della gente.
Grillo è tornato poi ad attaccare Equitalia, come aveva fatto qualche ora prima in Tribunale quando ha partecipato all’asta (andata deserta) della casa di un imprenditore strozzato dai debiti.
«Questa è l'usura dell'anima e dei sentimenti».

«LO SPUTO DIGITALE»
«Guardate questi partiti, guardate questa sinistra: è morta con Berlinguer. Il comunismo è morto perché è stato applicato male, ma magari poteva essere una bella idea».  «Come avete visto ieri sono andato in tv, ma con Vespa non ho voluto infierire», ha continuato. Grillo si è soffermato su quella ospitata e l’aria che ha respirato: «c’è pure un pubblico pagato, ci sono ancora le risate registrate. Avevo portato un plastico,  non lo hanno fatto entrare ma domani Berlusconi lo fanno entrare». Grillo ha spiegato che si trattava di «un castello, un simbolo, una prigione per giornalisti, imprenditori e politici che noi processeremo on line perché abbiamo diritto ad uno spunto digitale».
Nel crescendo del comizio di Pescara Beppe Grillo nel magnificare i deputati dell'M5S in Parlamento si è poi rivolto ridendo ai deputati sul palco «so che fine mi farete fare, mi rottamerete, mi farete finire europarlamentare come la Zanicchi, brutti bastardi».
Non sono mancati commenti agli avversari: «Renzi, l’ebetino di Firenze, Letta e Monti sono cinici perché non hanno emozioni, questi sono dei ragionieri che fanno sempre 2+2 uguale 4, ma questa è una brutta cosa perché significa aziende e persone morte. Io sbaglio e dico anche cazzate - ha concluso - ma sono una persona ed é per questo che sbaglio».

«LA NOSTRA RABBIA E’ BUONA»
E poi ha assicurato: «la nostra rabbia e' buona, giusta, ci ha uniti per diventare il primo movimento italiano. Siamo oltre 10 milioni, abbiamo fatto un sondaggio sereno e obiettivo: siamo al 96%...», ha detto Grillo raccogliendo l'ovazione della folla. «Ne dobbiamo convincere ancora quattro, ma a noi non ce ne frega niente di quei 4».
Poi un appello anche a Marcello Dell’Utri: «fai l'uomo e fatti arrestare» a proposito dell'ex senatore di FI, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, ora in Libano.
«Dobbiamo andare in Europa, dobbiamo fare una comunità e ridiscutere il debito con gli altri paesi del Mediterraneo in crisi come noi», ha rilanciato il leader M5S. «Non so cosa abbiamo fatto, forse lo capiremo tra 10 anni».

Alessandra Lotti